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Paola Somma
Venezia, porta dell’Expo 2015
2 Dicembre 2013
Paola Somma
Grande fine settimana per Venezia: manifestazione per i beni comuni , posa del primo cassone del Mose alla bocca di porto del Lido sud, Letta al congresso dei socialisti e, last but not least... >>>
Grande fine settimana per Venezia: manifestazione per i beni comuni , posa del primo cassone del Mose alla bocca di porto del Lido sud, Letta al congresso dei socialisti e, last but not least... >>>


Grande fine settimana per Venezia: manifestazione peri beni comuni , posa del primo cassonedel Mose alla bocca di porto del Lido sud, Letta al congresso dei socialisti e,last but not least, presentazione al pubblico del masterplan Venezia Expo 2015.

Alla cerimonia tenutasi all’Ateneo Veneto e introdotta dal sindaco che havantato il valore del “giacimento” di risorse culturali e ambientali del suoterritorio, c’erano tutti i sempre vispi membri del vecchio entourage diGianni De Michelis (l'on. Laura Fincato, moglie del presidente della Fondazione Venezia Giuliano Segre, è presidentedelegato del Comitato Expo Venezia ed èstata applaudita in quanto "artefice della straordinaria iniziativa")che hanno messo a punto il piano per realizzare, con soli 15 anni diritardo, quanto a suo tempo non erano riusciti a fare con l’Expo2000.
Il cosiddetto masterplan preparato dal comitato scientifico di Expo Veneziacoordinato dall’architetto Marino Folin (già rettore della Università IUAV) è,infatti, la sostanziale riproposizione del vecchio progetto, di cui è utilericordare gli elementi fondamentali (vedi Giorgio Lombardi, L’Expo: un progettoglobale, in Venezia 2000. Idee e progetti, Marsilio 1995).
Il sistema “policentrico” dell’Expo2000 prevedeva un centro di accoglienza, denominato il Magnete,adiacente all’aeroporto e dal quale sarebbe partito “l’irraggiamento delleattività espositive”. Si trattava di una collina artificiale di circa un chilometro di diametro, altatrenta metri, progettata da Renzo Piano. Complementari a quelli sulla gronda lagunare sarebbero stati gliinterventi sull’Arsenale, tesi a revitalizzarela parte orientale della città “penalizzata dall’esclusione dal circuito delturismo”. Il collegamento tra aeroporto e Arsenale sarebbe stato potenziato e sarebbediventato “una nuova via di accesso al sistema insediativo lagunare” (possibilmentela sub lagunare) e uno strumento per rilanciare l’isola di Murano e la lagunanord.
Ora, gli interventi previsti riguardano tutta l'area vasta veneziana, masoprattutto la laguna nord (della laguna sud si occupano i padroni dellegrandi navi). C'è di tutto, inclusa una pista ciclabile da Venezia a Torino,denominata VenTo, ed ovviamente non mancano padiglioni e strutture ricettive galleggianti improntati ai principi dellasostenibilità.

Ma il cardine del piano è l'uso dell'Arsenale come porta d'ingressodell'Expo di Milano e la conseguente necessaria valorizzazione dell'asseAeroporto-Murano-Arsenale.
L'appetibilità della sosta all'Arsenale sarà garantita dallaBiennale, il cui presidente (che è anche cognato della presidente di MilanoExpo) ha già promesso di far coincidere la data di inaugurazione e la duratadelle due manifestazioni. L'obiettivo comune è quello di catturare milioni dituristi, soprattutto cinesi, farli "transitare" per Venezia,intrattenendoli a giocare con l'acqua e poi spedirli a Milano.
I promotori respingono sdegnati ogni ipotesi di speculazione immobiliare odi uso improprio di denaro pubblico. "Tutte balle", ha dettoil dottor Arditti, direttore delle relazioni esterne dell’Expo (e già portavocedel ministro dell'interno Scajola). Ha riconosciuto che finora l'Expo2015 ha avuto 1 miliardo di euro pubblici, ma si è dichiarato certo che cisaranno ricadute importanti sulle imprese, perché la "leadership mondialesi gioca anche attraverso le esposizioni" e la “legacy” dell’Expo sarà benefica per ilterritorio.

Sui soldi pubblici a disposizione del Comitato Expo Venezia nonsono stati forniti dettagli. Dal momento che i contribuenti veneziani giàdevono pagare i costi delle “sfortunate” candidature presentate dal Comune per le Olimpiadi e la Città dellacultura, non dispiacerebbe essere sicuri che la legacy non sia un’ereditàpassiva. “I conti sono a posto”, hanno detto i relatori che, hanno peròribadito il concetto che i "territori devono avere risorse per fare questeiniziative". Fra le richieste piùpressanti, quella già avanzata in più occasioni dall'onorevole Fincato,preoccupata che Torino essendo più vicina a Milano ci scippi i turisti, diavere treni "dedicati" ai visitatori dell'Expo. Forse è solouna coincidenza, ma il taglio operato in questi giorni di quattro treniregionali sulla tratta Venezia Milano sembra una requisizione preventiva deibinari da offrire agli amici dell'Expo.

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