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Veneto City. Urbanisti contro la Provincia
25 Febbraio 2009
Articoli del 2009
Una iniziativa dei comitati e degli esperti contro i progetti di "sviluppo del territorio" avallati dal PTCP di Venezia. Il Gazzettino, 25 marzo 2009

L’annuncio del governatore regionale Giancarlo Galan, che la scorsa settimana ha aperto la porta al progetto di Veneto City, il complesso direzionale e commerciale da due milioni di metri cubi che dovrebbe sorgere fra i Comuni di Dolo, Pianiga e Mirano, non è passato inosservato. E in attesa che l’iter urbanistico e politico dell’operazione faccia il suo corso, si mobilita il fronte che si oppone al progetto. Così il 15 marzo prossimo i "Cantieri sociali" annunciano nella sala convegni della Provincia una giornata di studio dal titolo eloquente: "Stop al consumo del suolo". Fra i relatori figurano l’urbanista Edoardo Salzano e la docente Maria Rosa Vittadini, i sindacalisti Salvatore Lihard e Oscar Mancini e lo studioso Alberto Asor Rosa che tirerà le somme della giornata.

Nel mirino dei promotori del convegno non ci sono però i promotori di Veneto City - ovvero il progettista Luigi Endrizzi e la famiglia Stefanel - ma la stessa amministrazione provinciale di Venezia. Questa, si apprende a Ca’ Corner, si sarebbe limitata a recepire alcune destinazioni urbanistiche a uso economico-produttivo già presenti nell’area dove dovrebbe sorgere il grande complesso direzionale e commerciale. Diversa la versione dei promotori dell’iniziativa: "La Provincia di Venezia - si legge nel documento che annuncia il convegno - ha adottato un piano territoriale di coordinamento (Ptcp) che raccoglie in modo indiscriminato tutte le grandi proposte di cementificazione e super infrastrutturazione del territorio che gruppi d’interesse, prevalentemente privati, hanno proposto negli ultimi anni. La cosa è particolarmente grave perché per la prima volta si dà copertura istituzionale a progetti come Veneto City e Marco Polo City a Tessera: mega interventi di urbanizzazione che hanno, quale unico scopo, la valorizzazione immobiliare, e si saldano strettamente a progetti di ampliamento della rete autostradale. Il carattere devastante del piano provinciale ha provocato la reazione di tutti i comitati e le associazioni che si battono per la difesa del territorio".

Sedici di essi, insieme a un nutrito gruppo di urbanisti, ha costituito un "tavolo di lavoro" il quale, dopo aver esaminato tutti gli spetti del Piano, ha presentato un’osservazione complessiva, alla quale la Provincia dovrà controdedurre. Così come dovrà controdedurre alle altre migliaia di osservazioni (tremila nella sola zona della Riviera del Brenta) che i comitati e le associazioni hanno presentato autonomamente, riprendendo e approfondendo quella del “tavolo”. "Si è trattato di un primo intervento comune - prosegue il documento - di tutte le forze che, sul territorio veneziano, si battono per la sua difesa. Vogliamo consolidare questo risultato".

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