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Pietro Ferrigni
Vedi Napoli e poi
23 Luglio 2006
1885, Il colera a Napoli
Una descrizione del "ventre di Napoli" prima del colera, scritta dal giornalista Yorik nel 1877

Da: Giuseppe Russo, Il risanamento e l’ampliamento della città di Napoli, Società per il risanamento, Napoli 1960

“Un fondaco è una specie di falansterio, un’agglomerazione di inquilini miserabili, entro un vecchio palazzo costruito intorno alla più lurida corte. Si entra per un andito obliquo, dalle cui pareti l’intonaco casca a pezzi e scuopre la muratura, marmorizzata di placche giallognole e verdastre che puzzano di mucido un miglio lontano. Lungo il muro e negli angoli stanno le prove che la colonia, nell’ultime ventiquattr’ore, ha mangiato e bevuto grazie alla Provvidenza divina e alla carità napoletana, che ha gli occhi acuti e le braccia lunghe e le mani sempre aperte. In fondo all’angolo si apre quella cloaca del cortile, quadrato o triangolare, chiuso fra le pareti altissime, come nel fondo di un pozzo dal quale il cielo non si vede se non a rischio di un torcicollo. Cinque, sei, sette ordini di balconi, in muratura, sospesi su negri mensoloni di legno tarlato, dividono il piano terreno dal tetto, e accolgono un nuvolo di donne e di bimbi schiamazzanti. Raggio di sole non penetra mai nel tubo intestinale ... Tutti i muri sudano l’umidità e piangono la loja; tutte le pietre si vestono di quel verde marcio che – non so come – mi dà l’idea del veleno, della putredine, dell’interno di un sepolcro ... Lì, dentro ai mille bugigattoli oscuri e crollanti, stanno fino a quattrocento famiglie ammonticchiate, mescolate, confuse, perdute in que’ labirinti; lì nascono vivono muoiono migliaia di individui, che non hanno mai veduto Capodimonte né il Vomero;e che non usciranno né per amore né per forza, finché il piccone dei demolitori municipali non riduca il topaio in un mucchio di ruine” (Yorick, pseudonimo di Pietro Ferrigni, Vedi Napoli e poi ..., Napoli 1877).

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