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Guido Zucconi
Dagli ingegneri sanitari agli urbanisti
23 Luglio 2006
1885, Il colera a Napoli
“Avanti, avanti colla fiaccola in mano e colla scure a sventrare le città, a regolarizzarle, ad ampliarle, a fognarle convenientemente, a dotarle di buona acqua potabile”.Da: La città contesa. Dagli ingegneri sanitari agli urbanisti (1885-1942), Jaca Book, Milano 1989

L’irruzione dei precetti dell’igiene nel quadro delle trasformazioni urbane cambia radicalmente gli orientamenti ideologici dei tecnici intellettuali preposti alla redazione dei piani edilizi. Attraverso l’igiene vengono introdotti nuovi strumenti di intervento e di indagine, ma soprattutto tecniche collaudate da tempo subiscono una sorta di forzatura ideologica: operazioni di ordinaria amministrazione come rettifiche o allargamenti stradali vengono ora definite con un’espressione attinta al vocabolario di una chirurgia spicciola: sventramento. Analogamente, demolizioni e ricostruzioni, coordinate con i nuovi servizi a rete, assumono il nome di risanamenti o di sanificazioni. Il mutamento del significante, più che del significato, sottintende il senso, tutto ideologico, di una battaglia per il progresso contro le tenebre di un passato sudicio e oscurantista, del puro contro l’impuro. “Avanti, avanti colla fiaccola in mano e colla scure a sventrare le città, a regolarizzarle, ad ampliarle, a fognarle convenientemente, a dotarle di buona acqua potabile”, esorta l’ingegner Zannoni dalle pagine de L’Ingegneria Sanitaria (n. 5, 1896). Nell’indicare un atto di violenta chirurgia, il termine sventramento rivela l’attitudine degli igienisti a ricorrere a metafore attinte alla fisiologia del corpo umano. Sventrare significa attaccare il male nel suo epicentro, secondo procedure che nulla hanno di vistoso o di appariscente, che anzi si ammantano di intenti disinteressatamente missionari. “Nella vita materiale di una città, un buon sistema di fogne dà l’idea di quel complesso di virtù modeste e nascoste, perciò più rare e stimabili, che fa retta e pregevole la vita di alcuni individui” (E. Zabban, “Napoli e l’Esposizione d’Igiene”, Nuova Antologia n. 171, 1900, p. 161).

[...]

Attraverso indagini a tappeto, da condursi con zelo missionario sul corpo malato della città, l’igiene rivoluziona gli strumenti della conoscenza: se per l’ingegneria del territorio il problema centrale era quello di rappresentare lo spazio ed i flussi in modo geometricamente esatto, per l’ingegnere igienista il problema è quello di organizzare la conoscenza attraverso strumenti che si addentrino nelle zone d’ombra, nel sottosuolo, nelle parti più recondite, in un parola nel ventre della città: si tratterà perciò di elaborare strumenti, che a partire dalle scienze positive rivelino ciò che non è visibile all’occhio umano. Prelievi di campioni d’acqua potabile, ispezioni nei pozzi neri, sopralluoghi nelle abitazioni più sordide sono i tasselli di una conoscenza degli aspetti materiali che riorganizza i dati secondo quadri e tabelle statistiche. Un metodo analogo a quello che, sul piano letterario, impiegano gli “scrittori-palombari”: coloro che, come Valera a Milano o Carbone a Firenze si addentrano nei labirinti della città, coloro che, sulla scorta dei successi letterari di Zola e della Serao, titolano i propri romanzi veristi con ventri, sotterranei e misteri. Lo schema del romanzo riproduce i metodi dell’indagine sanitaria: la vita che si svolge nelle viscere brulicanti della città è di norma prima rilevata, poi organizzata secondo capitoli relativi agli aspetti materiali [...] L’indagine collegata al risanamento di Napoli rappresenta il caso-campione, il modello che la legge del 1885 estende a tutti i comuni italiani che intendano intraprendere operazioni di risanamento.

[...]

Così come il centro dell’indagine è costituito dal ventre della città, l’epicentro dell’azione è individuato nel sottosuolo: il piano di risanamento dovrà trasformare la città di superficie solo dopo aver profondamente modificato la città sotterranea. La progettazione delle reti per l’afflusso e il deflusso delle acque diviene lo strumento fondamentale per progettare le trasformazioni e le linee di espansione della città. Questo ruolo assunto dalla rete di fognatura appare ancora più evidente nella generalità dei centri minori, dove essa costituisce l’unico strumento di pianificazione urbana.

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