loader
menu
© 2022 Eddyburg
Paolo Berdini
Una sanatoria per distruggere l'autorità dello Stato
16 Maggio 2010
Articoli del 2010
La crisi la pagano gli abitanti della penisola: quelli di oggi e quelli di domani, poichè distruggono con un colpo solo il territorio e lo stato. Il manifesto, 16 maggio 2010.

La procura della Repubblica di Napoli ha chiesto gli arresti domiciliari per il senatore del Pdl Vincenzo Nespoli. Appena due mesi fa, durante la campagna per le elezioni regionali il nostro eroe - che è anche sindaco di Afragola - aveva presentato una proposta di legge per aprire la strada ad un nuovo condono edilizio, il quarto della serie. Vinte trionfalmente le elezioni in Campania, la destra è passata all'incasso e in uno dei recenti consigli dei ministri si è già previsto il primo passo, e cioè il blocco delle demolizioni. Di sanatoria edilizia si continuava comunque a parlare e, finalmente, il teorico dei condoni ha rotto gli indugi. Il ministro dell'Economia Tremonti ha proposto di aprire le procedure di sanatoria anche per gli oltre due milioni di edifici che erano stati recentemente scoperti dagli uffici del Catasto.

Nel 2009 i tecnici di questi uffici avevano infatti effettuato il confronto tra le mappe catastali, quelle che certificano la legittimità delle nostre case, e le recenti foto satellitari. Solo con un controllo limitato al 25% dell'intero territorio si è scoperto che mancavano all'appello 571 mila edifici. Oltre due milioni sull'intero territorio nazionale costituite per lo più da edifici che hanno deturpato i luoghi più belli del paese e il paesaggio agricolo. Sono le ville di Ischia, della costa amalfitana, dell'Appia antica, delle coste siciliane e calabresi. In un paese normale sarebbe stata allertata la Guardia di Finanza per accertare caso per caso i motivi delle mancate denuncie e per applicare i provvedimenti previsti dalla legge: dall'acquisizione dei beni al patrimonio pubblico alla demolizione.

Siamo nel pieno di una crisi morale che investe il cuore delle strutture pubbliche e ci si aspetterebbe un segnale di discontinuità con il passato, teso a dimostrare che esistono ancora le regole del vivere civile, come il rispetto del paesaggio. Al contrario il centro destra presenta l'ennesimo condono. Siamo ormai nell'Italia fai-da-te. La serie delle sanatorie edilizie è infatti così ininterrotta e sistematica da non lasciare scampo. Nel 1985 il governo Craxi sana gli abusi storici. Nel 1994 il primo governo Berlusconi onora le promesse elettorali del "padroni a casa nostra". Nel 2003 sempre Berlusconi approva la terza sanatoria che farà felici e ricchi tutti i proprietari dei capannoni del nord-est. Lo scorso anno si aprono le porte al piano casa: chiunque ha una "villa" - così si è espresso lo statista brianzolo - potrà alzarla di un piano a prescindere dalle regole urbanistiche.

Come ha ben argomentato ieri su queste pagine Ugo Mattei, c'è un lucido disegno per disarticolare lo stato, annullandone ogni ruolo e prerogativa. Con il nuovo condono si distruggerà per sempre l'autorità dello Stato. Ne sarà certo felice il senatore Nespoli, così da ripagarlo un po' dell'amarezza della persecuzione giudiziaria. Ma come è possibile che nessuna forza politica di opposizione faccia sentire la sua voce per sfidare la destra sul terreno della legalità?

Aderite all’appello di eddyburg

ARTICOLI CORRELATI
31 Dicembre 2010

© 2022 Eddyburg