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Indovina F. e Calimani L.
Una nota sulla legge del Veneto
20 Gennaio 2006
Proposte e commenti
Alcune osservazioni critiche alla proposta di legge "unificata" della Regione Veneto (aprile 2004)

Letto il testo "Governo del Territorio" all'esame del Consiglio Regionale, inviamo alcune osservazioni parziali che ci auguriamo siano condivise e speriamo ancora utilizzabili.

Un punto rilevante riguarda la possibilità prevista all'art. 32 di monetizzare aree per servizi. Se non si vuole peggiorare le condizioni di vita nelle città, va assicurata in tutte le operazioni di trasformazione urbana la necessaria dotazione di servizi. Nei PUA vanno cedute gratuitamente le aree attreazzate. Le dimensioni minime obbligatorie devono essere stabilite per legge e va precisato cio che è monetizzabile (percentuale per scuole e opere di culto). Oltre i 18mq/ab previsti dal decreto ministeriale è la Regione che stabilisce gli standard aggiuntivi, quindi nei PUA i servizi civici possono essere ceduti gratuitamente non solo in metri quadri di superfici scoperte ma anche in metri cubi edificati o edificabili. La legge regionale dovrebbe anche sollecitare l'inserimento nei programmi e nelle convenzioni delle previsioni di gestione delle aree e dei servizi pubblici. Secondo comma art 32- la fantomatica impossibilità di reperire le aree per servizi nei piani attuattivi indica un "intasamento edificatorio" che con il nuovo costruito o ristrutturato aggiunge criticità ad una zona evidentemente già congestionata. Sono i luoghi urbani in cui devono essere recuperate le aree per servizi che all'intorno mancano e non sono reperibili. Terzo comma art 34 nei nuovi insediamentie e ristrutturazioni urbanistiche il mancato reperimento di aree e la monetizzazione persino dell'urbanizzazione primaria è più che mai ingiustificato. E' un grave arretramento rispetto alla situazione vigente e persino rispetto ai vecchi piani di lotizzazione.

Per quanto riguarda gli articoli 35, 36,37 si trattadi una grande pasticcio. Non si può usare il mercato" per raggiungere fini di equità, il mercato può raggiungere l’efficienza (forse) ma mai l'equità. La perequazione nella formanondescritta può costituire un vero pasticcio. i criteri e le modalità sono rinviati ai Pat, quindi criteri e modalità che possono essere del tutto differenti tra i diversi Pat con buona pace per l'equità. I crediti edilizi sono un altro pasticcio e mettono in discuissione la possibilità di painificare, infatti per le aree di trasformazione, o almeno per alcune, non possono essere definite le volumetrie perchè non si sa qunati e quali crediti edilizi si spendereanno. Inoltre si tratta di una mezza truffa vereso i privati che non si indennizzazo ma si tacitano con dei crediti edilizi, ma allora se non si vogliono truffare bisogn che ci pia piena libhertà per spenderli e allora ... morte della pianificazione ma soprattutto della regolare crescita della città. I servizi, gli spazi pubblici, ecc. non sono altro che un modo di valorizzazione del territorio chi trasforma deve cedere le aree e basta perchè da queste cessioni deriva la stessa valorizzazione delle aree.

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