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Monica Cerutti
Una città a misura di chi? La Sinistra deve riappropriarsi del tema delle città
4 Settembre 2008
Articoli del 2008
La Sinistra Democratica discute sulla città, a partire dal libro di Paolo Berdini, La città in vendita. Centri storici e mercato senza regole. Dalla webzine SD, 3 settembre 2008

Nessuno avrebbe scommesso, io per prima, su una larga partecipazione al dibattito di Sinistra Democratica in festa” di Torino dal titolo “Una città a misura di chi?”, sia per l’argomento che per la data, lunedì 1 settembre, giornata che per molti ha segnato la fine delle vacanze estive. Invece, abbiamo dovuto ricrederci, e registrare il segnale che esiste il desiderio di discutere di politiche urbanistiche, spesso anche con un po’ di rabbia da parte di chi non condivide le scelte intraprese.

Per animare l’incontro, abbiamo chiamato ad un confronto con gli assessori alla viabilità e trasporti, Maria Grazia Sestero, e all'urbanistica, Mario Viano, Paolo Berdini, docente di Urbanistica presso l'Università di Tor Vergata a Roma, ed autore de "La città in vendita. Centri storici e mercato senza regole." (Donzelli Editore).

In questo saggio vengono raccontati quindici anni di scelte urbanistiche a Roma, ampiamente documentate nella trasmissione Report di qualche mese fa, e alla base, secondo alcuni, della sconfitta del centrosinistra alle ultime amministrative comunali.

"A Roma l'urbanistica è stata abbandonata: la 'valorizzazione' dell'Ara Pacis all'Augusteo e il parcheggio del Pincio sono solo gli aspetti più eclatanti dell'abbandono di una visione unitaria dei processi di trasformazione urbana. Di un'idea di città e del suo nucleo storico."

Lo stesso Ilvo Diamanti, in un recente articolo su Repubblica, “Italia, condominio degli estranei”, denuncia una deriva generalizzata: “Altri quartieri e altri villaggi nuovi. Sorgono senza seri progetti di integrazione, socializzazione. Senza politiche finalizzate a costruire relazioni sociali, oltre agli immobili. Né ad alimentare la vita pubblica, oltre alla rendita privata.”

Non è un caso che Paolo Berdini citi nel suo libro la zona di Ponte Galeria, teatro della recente aggressione dei due turisti olandesi e descritta dal sindaco Alemanno come “luogo abbandonato dagli uomini e da Dio”, come “il più impressionante esempio dell’abbandono del metodo del governo urbano, avvenuto in questi anni lungo la direttrice che collega la capitale con l’aeroporto di Fiumicino”. Nello stesso luogo, era avvenuto un incidente che aveva visto cinque persone travolte da un veicolo data l’assenza del marciapiede. La domanda che sorge spontanea è perché il Comune abbia permesso un guadagno di 800 milioni di euro ad un privato, proprietario delle aree, senza prevedere dei servizi di base per i cittadini. Sono questi i risultati dell’urbanistica contrattata?

L’assessore Viano ha difeso la valorizzazione immobiliare portata avanti dai Comuni, in quanto è ormai diventata una delle leve principali della finanza locale, data la progressiva riduzione di fondi per investimenti dallo Stato. Per contro, il fenomeno che vede diverse migliaia di persone espulse dalle città ha avuto a suo avviso caratteristiche diverse a Torino rispetto a Roma. La rigidità del mercato immobiliare torinese ha determinato questo fenomeno, non l’aumento dei costi immobiliari come nella capitale romana. Il risultato è però identico: calo demografico nelle città, pendolarismo e inquinamento atmosferico. Di infrastrutture ha parlato l’assessora Sestero, concentrandosi però soprattutto sul significato attuale di partecipazione alle trasformazioni urbane, poiché oggi scontiamo la mancanza della mediazione portata avanti nei decenni scorsi dai partiti.

Motivo di confronto, anche acceso, fra i relatori e i diversi interventi da parte del pubblico (non è stato facile fare la moderatrice!) è stata la differente valutazione della qualità di vita attuale a Torino, se rapportata a quella precedente al Piano Regolatore del ‘95. Tutti sono stati però d’accordo sull’esigenza di elaborare un bilancio dell’attuazione di questo piano e di tutte le varianti successivamente approvate, prima di progettare le prossime trasformazioni urbanistiche, che non possono avere come unico riferimento la cosiddetta “urbanistica contrattata”.

E’ necessario dunque che la Sinistra si riappropri del tema delle città, elaborando un’idea di città nel suo complesso, come insieme di progetti ur

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