loader
menu
© 2022 Eddyburg
Andris Josè Manuel; Piebalgs Barroso
Un nuovo scenario energetico per l´Europa del futuro
3 Dicembre 2007
La questione energetica
Idee per una politica energetica europea. E se invece ci si convincesse che è questo modello economico dissipatore che non va bene? Da la Repubblica del 9 marzo 2006

Un nuovo scenario energetico si delinea per l´Europa. I prezzi del gas e del petrolio sono quasi raddoppiati negli ultimi due anni. Con l´esaurirsi delle nostre riserve di idrocarburi e con l´aumento della domanda, la dipendenza dell´Europa dalle importazioni dovrebbe crescere, secondo le previsioni, fino al 70% entro il2030, con le conseguenze che ne deriveranno per la nostra sicurezza energetica. Le nostre infrastrutture devono essere rinnovate: nei prossimi20anni saranno necessari 1000 miliardi di euro per soddisfare la prevista domanda di energia e per sostituire le infrastrutture obsolete. Il clima sta cambiando a causa del riscaldamento del pianeta.

Si tratta di problemi comuni a tutti i cittadini e paesi europei. Si impone pertanto una risposta comune a livello europeo. L´Ue si trova nella posizione migliore per agire. Abbiamo il potere negoziale che ci deriva dall´essere il secondo maggiore consumatore mondiale di energia. Siamo uno dei continenti con la maggiore efficienza energetica. Siamo all´avanguardia nel mondo nella ricerca di fonti di energia nuove e rinnovabili, nello sviluppo di tecnologie a bassa emissione di carbonio e nella gestione della domanda. Eppure, finora l´Europa ha seguito un approccio disorganico ai problemi energetici, che ha impedito di collegare politiche e paesi diversi. Questa situazione deve cambiare.

Per questo la Commissione europea pubblica oggi un libro verde sullo sviluppo di una politica europea coerente nel settore energetico. Il nostro obiettivo è quello di garantire la sostenibilità, la competitività e la sicurezza dell´energia. Se l´Ue sarà in grado di adottare un approccio comune, e di dare espressione a tale approccio con una sola voce e in modo coerente, l´Europa potrà imporsi come leader a livello internazionale nella ricerca di soluzioni ai problemi energetici. Le risposte non sono semplici. Il libro verde permetterà, comunque, di avviare un importante dibattito pubblico su come affrontare la nuova realtà energetica.

Quali sono le nostre proposte?

L´unità. L´Ue deve parlare con una voce sola a livello internazionale, in particolare ai principali produttori e consumatori di energia. Dobbiamo valerci delle dimensioni del nostro mercato e della gamma degli strumenti a nostra disposizione per contenere la nostra dipendenza energetica, diversificare le nostre fonti di approvvigionamento energetico e creare sostegno internazionale per affrontare le nuove sfide energetiche. Fondamentale è un nuovo partnerariato con i paesi fornitori limitrofi, tra cui la Russia. Dobbiamo mettere a frutto il reciproco interesse dell´Europa e dei suoi principali fornitori limitrofi per mercati energetici sicuri, aperti e in crescita. E dobbiamo rafforzare la nostra cooperazione con gli altri principali partner, in Medio oriente, in Asia e in America.

L´integrazione. Dobbiamo creare un vero mercato unico europeo dell´elettricità e del gas, che ci consenta di garantire sicurezza, competitività e sostenibilità. Mercati aperti generano benefici per i consumatori, pongono le basi essenziali a lungo termine per gli investimenti, creano l´idoneo contesto paneuropeo per le attuali operazioni di concentrazione. Nel settore energetico, come in altri settori, l´Europa potrà prosperare abbattendo le barriere, non erigendole.

La solidarietà. L´integrazione dovrebbe andare di pari passo con la solidarietà. L´Europa deve poter reagire meglio alle fluttuazioni sui mercati dell´energia e alle variazioni dell´offerta, e deve ripensare la politica di gestione delle riserve di emergenza di gas e di petrolio.

La sostenibilità. Dobbiamo accelerare la transizione verso un´economia a bassa emissione di carbonio, utilizzando sia le nuove energie che le energie tradizionali. L´Europa deve creare le condizioni che consentano lo sviluppo delle energie a bassa emissione di carbonio: per alcuni si tratta dell´energia eolica, per altri dell´energia solare, per altri ancora del carbone pulito. Alcuni Stati membri stanno considerando di sviluppare ulteriormente l´energia nucleare. Non possiamo permetterci il lusso di favorire una forma di energia ad esclusione delle altre. La quota delle energie rinnovabili nel nostro mix energetico deve continuare a crescere. Dobbiamo impegnarci seriamente a favore delle energie rinnovabili e a basso tenore di carbonio. Esse non possono sostituire del tutto gli idrocarburi, con i quali, però, come nel caso dei biocarburanti, possono letteralmente combinarsi.

L´efficienza. Dobbiamo modificare non solo l´offerta ma anche la domanda di energia. Notevoli sono le possibilità di un uso più efficiente dell´energia, a beneficio del clima, dei consumatori e della nostra sicurezza. Non si tratta semplicemente di diminuire il riscaldamento, per quanto tutti noi a volte ci rendiamo colpevoli di accendere i termosifoni e di aprire la finestra allo stesso tempo. Si tratta invece di sviluppare tecnologie e abitudini che ci consentano di cambiare il modello energetico dell´Europa e di favorire una crescita sostenibile. Dovremmo continuare a sviluppare norme di efficienza energetica per i settori ad elevato consumo di energia, quali i trasporti e le abitazioni.

L´innovazione. L´Europa è all´avanguardia nello sviluppo delle tecnologie a bassa emissione di carbonio. Dobbiamo conservare questa posizione. Enormi sono i benefici per l´ambiente, ed enormi sono le opportunità commerciali, vista la forte crescita del mercato internazionale delle tecnologie ad elevata efficienza energetica e a bassa emissione di carbonio. Un istituto europeo di tecnologia potrebbe consentire all´Europa di conservare la sua posizione di testa nell´innovazione.

Danno sostegno a queste sei priorità due concetti cruciali che consentiranno all´Europa di garantire la sostenibilità, la competitività e la sicurezza dell´energia. Il primo è la diversità: delle fonti energetiche, dei paesi d´origine e di quelli di transito. Abbiamo visto quanto sia importante questo concetto nel settore del gas. Il secondo è l´urgenza. In alcuni settori dobbiamo iniziare quasi da zero. Ci vorranno anni prima che alcune delle nuove energie arrivino a regime. È un argomento, questo, senz´altro a favore di un´azione immediata, non del rinvio. L´Europa non può permettersi di aspettare. Il libro verde sulla politica energetica europea aiuterà l´Ue a creare le basi per garantire la sostenibilità, la competitività e la sicurezza dell´energia. Il mondo sta entrando in una nuova era dell´energia. Con una coerente politica comune dell´energia l´Europa potrà guardare con fiducia alla nuova era.

Josè Manuel Barroso è presidente della Commissione Ue, Andris Piebalgs Commissario Ue all´Energia

ARTICOLI CORRELATI

© 2022 Eddyburg