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Teresa Monestiroli
Tunnel Linate-Rho, ecco il piano
12 Dicembre 2010
Milano
Come tutte le porcate inventate da certa classe dirigente, continua a evolversi anche questa micidiale stravaganza stile expressway anni ’50. La Repubblica ed. Milano, 12 dicembre 2010 (f.b.)

Il tunnel da Linate a Cascina Merlata non si ferma. La società Condotte ha presentato al Comune il piano di fattibilità per costruire la maxigalleria (11,5 chilometri) che attraverserà la città passando fino a 40 metri sotto terra. Un progetto da 2,5 miliardi, pagati dai privati, che la Condotte ha in programma di realizzare insieme a Impregilo, pronta a entrare in gioco al posto della Torno, recentemente fallita. Secondo i calcoli dei costruttori è possibile costruire un primo tratto di tunnel da Rho-Pero a Garibaldi entro il 2015.

È stato calcolato che da viale Forlanini a Cascina Merlata ci sono ottanta semafori. Ipotizzando di incontrare una luce verde su due, in totale assenza di traffico, per percorrere quegli oltre dieci chilometri di strada che attraversa il centro città un automobilista impiega 40 minuti. Che diventano facilmente un’ora durante il giorno, anche di più nelle ore di punta. Quando sarà terminato il tunnel che da Linate porterà fino all’autostrada dei Laghi, passando fino a 40 metri sotto terra, lo stesso automobilista impiegherà 12 minuti.

È una delle principali attrattive di quest’opera mastodontica secondo il piano di fattibilità presentato qualche giorno fa al Comune dalla società Condotte, il colosso dell’edilizia che ha partecipato al traforo del Monte Bianco e che ora cerca di accaparrarsi l’appalto per realizzare la galleria sotto Milano. Un tunnel a pagamento che, sempre secondo le stime dei costruttori, dovrebbe portare fino 110mila auto sotto terra ogni giorno, liberando le strade dal traffico e favorendo il miglioramento della qualità dell’aria (e della vita) in città. Una galleria a pedaggio (0,60-0,70 euro al chilometro) che collegherà il city airport con la nuova Fiera Rho-Pero e ancora oltre con Cascina Merlata.

Il progetto, che con l’approvazione del Piano di governo del territorio in consiglio comunale sembrava rinviato a data da destinarsi, in realtà procede. A fine novembre, infatti, la Condotte ha presentato il piano di fattibilità e ora l’amministrazione ha sei mesi di tempo per rispondere. Ma la società, già pronta a imbarcare nell’affare anche Impregilo al posto della fallita Torno, si augura che la pratica venga sbloccata prima. Secondo i calcoli dei tecnici, infatti, per costruire gli 11,5 chilometri previsti - l’ultimo tracciato è stato ridotto di due chilometri e mezzo rispetto all’originale - ci vogliono circa sei anni di lavori. Quindi, per arrivare all’Expo con almeno una prima parte realizzata - il tratto da Cascina Merlata a Garibaldi-Lancetti, pari a 4 chilometri - bisogna che gli scavi partano entro la fine del 2011. Per farlo, dice Condotte nella sua relazione, il Comune dovrà bandire la gara d’appalto non oltre l’inizio dell’anno (gennaio - febbraio). Altrimenti sarà tardi per l’appuntamento con il 2015.

Resta però il vincolo che il consiglio comunale ha approvato durante la discussione del Piano di governo del territorio, la scorsa estate. Allora il centrosinistra presentò un emendamento in cui si chiedeva di inserire il tunnel nel futuro Piano urbano della mobilità, che non verrà discusso prima della prossima primavera. Secondo Condotte, però, se il sindaco fosse davvero intenzionata (come era parso all’inizio della storia) a concludere almeno la prima parte della galleria entro il 2015, potrebbe spingere il piede sull’acceleratore sfruttando i poteri speciali per le infrastrutture legate all’Esposizione. Naturalmente non è affatto detto che Letizia Moratti acconsenta, soprattutto ora che la campagna elettorale è cominciata e il suo programma è ancora avvolto nelle nebbie: bisognerà vedere cosa sarà previsto nel capitolo traffico-inquinamento. Quel che è sicuro è che l’opposizione cercherà in ogni modo di fermarla, avendo più volte manifestato la propria totale contrarietà. Ed Enrico Fedrighini, consigliere dei Verdi, ha già espresso i suoi dubbi: «Il progetto sta marciando spedito - commenta - . Mi chiedo quali siano le ragioni di interesse pubblico per portare avanti questo intervento visto che al momento è solo una previsione nel Pgt senza alcun riferimento né nel Piano urbano della mobilità né nel Piano delle opere pubbliche».

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