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Cesare Zapperi
Torri eoliche, coro di no «Val Brembana deturpata»
8 Dicembre 2009
Padania
In uno dei luoghi “sacri” della Lega Nord, Passo San Marco, tutela del paesaggio contro produzione di energia, e schieramenti sparsi. Il Corriere della Sera, pagine lombarde, 8 dicembre 2009 (f.b.)

BERGAMO — Se fossero già installate, le eliche girerebbero a pieno regime. Ma non è il vento delle polemiche che dovranno sfruttare, se davvero otterranno il via libera, le pale del parco eolico che la società Centuria di Milano vuole realizzare al passo San Marco (a due mila metri), versante valtellinese.

Il progetto, il primo del genere in Lombardia, ha ottenuto l’ok della Regione per quanto riguarda l’impatto ambienta le e aspetta solo che la Conferenza dei servizi faccia scattare il definitivo semaforo verde. Ma in terra bergamasca le quattro pale da 90 metri d’altezza non sono viste di buon occhio. Anzi, il fronte del no è piuttosto ampio e variegato. E anche chi, come Legambiente, in un primo tempo si era detta in linea di principio favorevole, in virtù del valore ecologico del l’impianto, ora chiede garanzieche l’impatto non sia troppo pesante per il contesto.

Il più feroce avversario delle pale, vestito metaforicamente come un Don Chisciotte contro i mulini a vento, è Franco Grassi, presidente del Parco delle Orobie: «Questo progetto è un vero disastro. Dal punto di vista paesaggistico installare quattro pale del genere è uno scempio. Il passo San Marco è l’unica porta di accesso alla Valtellina: possibile che non ci sia una valletta nascosta in cui piazzare il parco eolico?». Il paradosso è che proprio di questi tempi era maturata l’idea di interrare tralicci e cavi dell’alta tensione. Ora le pale rischiano di aggravare la situazione. Schierato per il no è anche il sindaco di Averara: «Le abbiamo provate tutte per opporci — spiega Angelo Cassi — non sappiamo più a che santo votarci, ma pare che non serva a nulla. Siamo troppo piccoli per ché ascoltino la nostra voce».

L’impressione, in alta Valle Brembana, è che ormai la decisione sia stata presa e che non vi siano margini per opporsi. Il consigliere regionale del Pdl Carlo Saffioti si è impegnato ad affrontare la questione con gli assessori competenti al Pirellone: «Trovo inopportuno deturpare parti importanti e significative del territorio per posizionare pale eoliche che da una parte sono antiestetiche e dall’altra non garantiscono una continuità sul fronte della resa energetica. Il paesaggio naturale dei nostri monti va tu telato ».

Chi fa della montagna la propria palestra, come il Club Alpino Italiano, è sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda. «L’utilizzo delle fonti rinnovabili è fondamentale — osserva Paolo Valoti, presidente della sezione bergamasca — ma senzatroppo impatto sull’ambiente. Nel caso del passo San Marco bisogna vedere se il gioco vale la candela, cioè se il sacrificio ambientale porta un guadagno economico». Nel fronte bergamasco l’unica voce che non dice aprioristicamente no è quella di Legambiente: «Riteniamo che le pale siano uno dei progetti da tenere maggiormente in considerazione per la produzione di energia pulita — è la premessa di Paolo Locatelli—. Riteniamo però che sia necessario avviare un approfondimento sull’effettiva incidenza territoriale e sulle implicazioni reali dell’intervento, come i possibili danni per l’avi­fauna ». L’associazione ambientalista chiede infine che vi sia un confronto, con assemblee pubbliche, sia con gli organismi regionali che con la società promotrice del progetto.

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