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"Torniamo all'urbanistica"
11 Dicembre 2004
Lettere e Interventi
Franco Girardi

Roma, 02.12.04 - Caro Eddyburg, il dibattito, che si era avviato per tuo mezzo, si è allargato di molto, non per il numero dei partecipanti, sempre troppo esiguo, ma per il tema, che dall’urbanistica si è esteso alla politica, a quella della Sinistra in particolare. L’estensione non deve sorprendere, perché nel nostro dibattito si era già parlato di politica urbanistica della Sinistra, ma poi anche perché, non illudendoci di presunte neutralità, sappiamo che tra urbanistica e politica l’interferenza è naturale , in bene e in male. Se non riconoscessimo questo, rischieremmo proprio di cadere in quelle technicalities, che tu, ancora di recente. hai avvertito di scansare..Ora, nella tua nota 15.10. 2004 si denunciano puntualmente le pregresse responsabilità della Sinistra nelle bordate, con le quali il Parlamento, non tanto il Governo, sta spezzando gli alberi maestri della nostra democrazia (ambiente, ordinamento costituzionale dello Stato).

Bruno Ballardini nella sua nota 15.10 aveva detto, papale papale, che “ è arrivato il momento di riformare la Sinistra, che così non funziona”, e propone, in sostanza, di non più sostenere col voto i suoi attuali esponenti. Scontato se le cose dette nella prima nota sono fatti innegabili, sui quali non c’è dubbio, desidero dire qualcosa della seconda, della quale condivido lo stato d’animo, meno la sua estrinsecazione e le cose che vi sono dette. .Non capisco perchè la riforma della Sinistra dovrebbe sfociare in un “bipolarismo all’americana”, che è concetto politico formale (e un po’ tanto avvocatesco), quando le questioni , per noi, sono terribilmente sostanziali: riguardano gli uomini, le idee, le cose date, e quelle possibili e attese, e la pratica azione politica, che si può mettere in atto nel luogo e tempo determinati. Penso, cioè, che qualunque cosa si proponga di fare debba essere, come si usa dire, “in positivo”, configurandosi come vera e propria proposta politica.

Per spiegarmi, e venire alle cose nostre, dal punto di vista di semplice urbanista penso che a nostra categoria abbia molto da dire a sinistra, ma non solo, e soprattutto alla gente, sui problemi propri del nostro mestiere: temi del nostro Paese e del mondo, comuni a ogni schieramento ideale e politico. Con il che, dovremmo tornare alle “questioni” dell’urbanistica, trattate qualche settimana, o mese addietro; a dibattere e approfondire le quali, sia le più generale e alte, sia quelle che possono sembrare un poco “tecnicalities”, mi auguro che siano di motivo e incentivo queste ultime divagazioni nel mare più aperto , ma anche più mosso e incero, della politica.

Come ricordi, politica e urbanisstica sono dimensioni strettamente legate.

Ci sono momenti nei quali il peso della politica (sulla politica) è talke che sovrasta ogni altra cosa. Spero che ci saranno presto le condizioni per tornare a parklare tranquillamente del nostro mestiere, sebbene nopn si debba abbandonarlo neppure adesso.

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