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"Ti sei inporcato..."
7 Aprile 2005
Lettere e Interventi
Paolo Cecchi

Ti sei inporcato, inbadogliato,

inmonarcato e poi ingozzato;

hai strasbracato, intortato,

incaprettato, ridevastato,

fin con caparbia, insadicata furia

hai inottosettembrato

paese, coscienze, speranze e risorgenze.

Ora carte, tarocchi e sfere di cristallo dicon “finito!”

m’immagino: grufolerai proclami incarognito,

spolperai vendette, griderai “tradito!”,

ma hai il due di picche in mano, sei tramortito;

orsù, fatti scucir di dosso il mazzo,

hai carte segnate, ma ti manca l’asso e il fante pazzo,

chiudi baracca, bisca, bordello e negozio d’illusionista,

arrenditi, sei spodestato, gufo già onnipotente, ma or ben tarpato,

taglia, sbagaglia, fila, sgomma, lo capisci?

E dal chigian palazzo silente disparisci.

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