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Pennina
Tg3. Arriva il commissario politico Cattaneo
13 Aprile 2004
I tempi del cavalier B.
Pennina firma una divertente cronaca del 9 maggio 2003, sul sito Il barbiere della sera.

La mattinata di ieri l’hanno trascorsa schiacciando i tasti “Stop” e “Play” del videoregistratore nella stanza del direttore Antonio Di Bella. I due ispettori Rai inviati a compiere “accertamenti amministrativi” (come da nota aziendale, ndr) nella redazione del Tg3 hanno svolto scrupolosamente il loro lavoro. Tutto ha avuto inizio due giorni fa con un’intervista rilasciata a Radio Anch'io da Silvio Berlusconi. A proposito delle contestazioni subite mentre usciva dal processo Sme, il premier ha parlato di "agguato studiato, preparato, da parte di uno di questi signori che con a fianco le telecamere, una di una Tv privata, l'altra del Tg3, evidentemente d'accordo, è venuto vicino a me e mi ha dato del buffone". Tanto è bastato perché il direttore generale della Rai Flavio Cattaneo richiedesse un’ispezione sull’operato dei giornalisti del Tg3.

Così, gli ispettori Rai si sono presentati a Saxa Rubra verso le 10.30 di ieri, sono andati dal direttore Antonio Di Bella e, in sua presenza, oltre ad aver visionato le cassette con i servizi mandati in onda dal Tg, hanno interrogato vari redattori. O direttamente o facendoli rintracciare per telefono. Gli interrogatori non sono stati per nulla superficiali. Gli ispettori sono entrati minuziosamente nei dettagli. “Si sono fermati per più di due ore - raccontano al Barbiere dalla redazione - a vari giornalisti hanno chiesto quali e quante troupes fossero presenti quel giorno. Hanno chiesto precisazioni sulla veridicità della ricostruzione dei flussi finanziari di cui si parla nel processo Sme (“Queste cifre chi ve le ha date? Sono corrette?“). Sono stati molto pignoli sugli orari della contestazione e sul numero delle telecamere presenti nel corridoio in cui passava Berlusconi. Oltre al Tg3, c’erano La7, Mediaset, TeleLombardia?“. Durante la visione di uno dei servizi, lo stesso Di Bella ha indicato la presenza di più telecamere ad uno degli ispettori: “Nell'inquadratura se ne vedono cinque. Non eravamo soli. Nessun agguato, vede” Non era concertato da noi”. Mariella Venditti, tra i giornalisti che quel giorno hanno confezionato un servizio sull”argomento in questione, è stata interrogata per un”ora e mezza. “Le hanno fatto visionare il filmato con il direttore, chiedendole come avesse lavorato. Lei ha spiegato che la sua telecamera era spenta ed ha perso anche alcuni minuti del passaggio di Berlusconi”. L”ispezione è poi proseguita scandagliando la successione temporale di quel giorno: dove si trovavano esattamente gli inviati durante la contestazione a Berlusconi, chi tra loro ha chiamato la redazione, con chi hanno parlato, chi ha preso la decisione sulla messa in onda dei servizi. Fotogramma per fotogramma, i servizi andati in onda sono stati vivisezionati arrivando perfino a chiedere lumi sull’impaginazione del tg (cioè la successione dei servizi per importanza), sul perché era stato messo prima un pezzo e poi un altro. Tutte cose che decide il direttore.

La radiografia della normale macchina redazionale da parte degli ispettori è risultata intollerabile agli organismi dei giornalisti, Ordine e Federazione della Stampa, che hanno contestato via agenzie la pesante intromissione. Al pari di ogni grande azienda, anche la Rai ha un “ispettorato”. L”“Internal auditing”, come viene chiamato, è una struttura aziendale che in Rai fa capo alle Risorse Umane. Ma, come precisa il segretario dellUsigrai Roberto Natale “si occupa di accertamenti di varia natura, ma non editoriali. Può verificare ad esempio se qualcuno gonfia le fatture o le note spese, non entrare nel merito delle scelte giornalistiche. Gli ispettori invece hanno travalicato i limiti, assumendo funzioni e ruoli impropri. La cosa giusta da fare era chiedere al direttore di testata una nota sulla vicenda”. L'irritazione di Natale è largamente condivisa tra i dipendenti della Rai: “Siamo tutti sconcertati. Non ricordiamo sia mai accaduto niente di simile”. Insomma, ai giornalisti è parso che di amministrativo in questo accertamento ci fosse ben poco. Nel frattempo il Cdr del Tg3, dopo aver indetto una giornata di sciopero e proclamato lo stato di agitazione togliendo le firme dalle edizioni del telegiornale, aspetta l’assemblea convocata alle 14.30 di oggi a Saxa Rubra, a cui parteciperanno tutti i giornalisti Rai, i rappresentanti dell”Ordine e della Fnsi ed anche il presidente Lucia Annunziata.

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