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Territorio specchio dei tempi
23 Giugno 2011
Milano
Tutto da seguire l’attrito interno al centro sinistra e col centrodestra sul Pgt milanese, specchio di anni di confusione non solo locale sull’idea di città. Articoli vari da la Repubblica e Corriere della Sera ed. Milano, 23 giugno 2011 (f.b.)

la Repubblica

Pgt, domani l´ok alla trasformazione

di Alessia Gallione

Pgt: si riparte dalla osservazioni. Domani la delibera che cancellerà l'approvazione del Piano di governo del territorio arriverà in giunta. La proposta dell’assessore all’Urbanistica De Cesaris è quella di riprendere in mano le osservazioni, valutarle e, dove necessario, modificare il documento. «Sulla base di queste osservazioni - spiega Pisapia - ci sarà un Pgt sicuramente migliorato rispetto a quello attuale». Una scelta che non piace al Pd. Pur appoggiando la necessità di rivedere il piano anche in maniera sostanziale, il partito propone di non bloccarne l’entrata in vigore. «Le modifiche si possono fare anche a Pgt pubblicato» commenta il capogruppo Rozza.

La trasformazione delle regole urbanistiche arriverà sul tavolo della giunta già domani: la prima importante decisione dell’era-Pisapia. Perché è lì che l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris condividerà con gli altri assessori la delibera che, di fatto, cancellerà l’approvazione del Piano di governo del territorio. Un passo indietro per riaprire l’ascolto con la città che, per modificare il Piano, aveva presentato 4.765 richieste di cambiamento. «Si tornerà alla possibilità per il consiglio comunale di esaminare e votare le osservazioni dei cittadini», ha ribadito ieri il sindaco. Disegnando anche il nuovo orizzonte che potrà delinearsi per lo strumento urbanistico. E per la Milano dei prossimi vent’anni: «Sulla base di queste osservazioni - ha aggiunto Giuliano Pisapia - ci sarà un Pgt sicuramente migliorato rispetto a quello attuale».

Dopo l’ex assessore Carlo Masseroli, che del Pgt è il padre e che ha già ipotizzato una difficile «stagione di ricorsi e controricorsi», anche il capogruppo del Pdl Giulio Gallera promette battaglia in aula: «Difenderemo il Piano. Questa è una scelta irresponsabile che creerà un danno e un buco di bilancio e bloccherà lo sviluppo della città. L’ascolto della città è una finzione. Si vuole solo stravolgere il Pgt». D’accordo con la possibilità di riprendere in considerazione le richieste di modifica, invece, è il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo. Che dice: «La mia posizione non cambia rispetto a quella che avevo come consigliere dell’opposizione: anche ora ritengo necessario che la politica ascolti e valorizzi le osservazioni dei cittadini».

Il documento, approvato lo scorso febbraio, secondo la tabella di marcia della precedente amministrazione avrebbe dovuto essere pubblicato il prossimo lunedì. Per ora, quindi, non è ancora entrato in vigore. Ed è proprio da questa certezza che riparte la giunta Pisapia. Da un Piano adottato (il primo passo in aula) e da una delibera che riporta indietro le lancette al momento della valutazione delle osservazioni: una scelta che, dopo il voto della giunta, dovrà arrivare in consiglio comunale per il via libera. Da questo momento gli uffici dovranno riprendere in mano le 4.765 richieste e, dopo averle riconsiderate, accorparle in gruppi «omogenei e di identico contenuto» e sottoporle nuovamente al voto dell’aula: non soltanto otto blocchi, come fece l’allora maggioranza. Una decisione duramente contestata dal centrosinistra che aprì lo scontro e presentò un ricorso al Tar.

la Repubblica

Il Pd tenta di fermare lo stop totale "Piano in vigore, poi le modifiche"

di Teresa Monestiroli

Il primo passo della giunta Pisapia fa accendere le scintille con il Partito democratico. Se infatti il maggior gruppo della coalizione che sostiene il neo sindaco è totalmente d’accordo sulla necessità di rivedere il Piano di governo del territorio varato dalla precedente amministrazione, dando valore alle osservazioni presentate dai cittadini, non c’è sintonia sulla modalità che sembra aver scelto l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris per procedere. A spiegare le divergenze è Carmela Rozza, il nuovo capogruppo dal Pd: «Sono perplessa sull’ipotesi di ritirare la delibera di approvazione del Piano e ritornare allo step precedente, quello della valutazione delle osservazioni - racconta il consigliere comunale - . Forse sarebbe più appropriato tenere in piedi lo strumento e valutare contemporaneamente le osservazioni introducendo delle modifiche là dove lo ritenessimo necessario».

È il regolamento urbanistico della Milano dei prossimi vent’anni il primo banco di prova della tenuta della squadra di Pisapia, scelta esplicitamente senza seguire le vecchie logiche della spartizione delle poltrone tra i partiti. Di questo si parlerà in una riunione già chiesta dal partito a sindaco e assessore: «Ci sarà un momento di confronto - prosegue la Rozza - per discutere come affrontare il problema delle osservazioni. Personalmente ritengo che il Piano non vada fermato. La legge 12 della Regione dà la possibilità ai Comuni di apportare delle modifiche anche a Piano in vigore. Quindi la mia proposta è quella di pubblicarlo nei tempi previsti e poi in consiglio comunale discutere le osservazioni e valutare, strada facendo, i punti da rivedere». Una posizione, quella di procedere con le varianti mantenendo attivo il Piano, che anche Stefano Boeri, oggi assessore alla Cultura, aveva sposato in campagna elettorale quando parlò davanti a una platea di immobiliaristi e costruttori che difendevano a spada tratta il Pgt.

Ma è una proposta totalmente diversa quella che la De Cesaris sembra portare avanti: fermare le macchine e, prima di far entrare in vigore le nuove regole, riportare in aula le richieste di cambiamento dei cittadini, tenendo conto che la data massima di approvazione fissata dalla Regione Lombardia è il 31 dicembre 2012. Scelta appoggiata anche da Sel, con il consigliere Patrizia Quartieri che spiega: «Non dobbiamo avere nessuna fretta di pubblicare e quindi far entrare in vigore il nuovo Piano. Prima rivediamolo e correggiamo quello che c’è da correggere. Sono totalmente d’accordo con la decisione di Pisapia perché l’iter seguito dal centrodestra a gennaio era stato improprio, e perché è necessario ridare voce ai cittadini che con le osservazioni hanno dato un importante contributo al Piano».

Corriere della Sera

Urbanistica scontro Moratti-Pd

di Maurizio Giannattasio e Elisabetta Soglio

Urbanistica e Pgt, in Comune è subito scontro tra Letizia Moratti e il Partito democratico. L’ex sindaco Letizia Moratti: «Ci spieghino le intenzioni» . Il capogruppo del Pd Carmela Rozza: «Da noi le scelte non si fanno nei salotti».

Prima riunione dei capigruppo e primo botta e risposta tra l’ex sindaco, Letizia Moratti e la capogruppo del Pd, Carmela Rozza. La questione è di quelle roventi: il Piano di governo del territorio. Martedì scorso, l’assessore all’Urbanistica, Lucia De Cesaris ha annunciato che Palazzo Marino revocherà «per autotutela» l’approvazione del Pgt per tornare alla discussione delle 4.765 osservazioni presentate a suo tempo dai cittadini. Ieri, il sindaco Giuliano Pisapia ha confermato che questa sarà la strada maestra: «Per il Pgt si tornerà alla possibilità per il Consiglio Comunale di esaminare e votare le osservazioni dei cittadini. Sulla base di queste osservazioni ci sarà un Pgt sicuramente migliorato rispetto all’attuale» .

Non l’ha presa bene Letizia Moratti che ieri durante la riunione dei capigruppo ha chiesto con forza la presenza dell’assessore De Cesaris: «Abbiamo appreso la decisione dai giornali. Chiediamo che l’assessore venga a spiegarci cosa intende fare del Pgt» . La replica secca arriva da Carmela Rozza, neocapogruppo del Pd: «È necessario attendere prima la riunione di giunta con la relativa delibera e la nomina delle commissioni e poi ci confronteremo con l’assessore. È questa la prassi giusta. Non quella che avevate messo in pratica voi con le riunioni in casa Moratti, quando anche noi apprendevamo le notizie dai giornali» . La vicenda Pgt sta preoccupando anche i costruttori, che avevano sostenuto il documento dell’allora assessore Carlo Masseroli. Il presidente di Assimpredil, Claudio De Albertis per ora è cauto: «Stiamo cercando di capire che cosa significhi questa decisione e che cosa comporti» .

Di certo, c’è una diffusa preoccupazione sui tempi, dal momento che la Regione ha dato ai Comuni come termine massimo per l’approvazione dei Pgt il 31 dicembre 2011. L’ex assessore Masseroli insiste: «Stanno scegliendo una strada che dà l’impressione di portare all’impantanamento dell’iter amministrativo del piano, con effetti di impoverimento per i singoli cittadini e per la città intera» . Continua intanto a far discutere anche il tema dell’austerity che Palazzo Marino sta imponendo, in attesa della relazione sul bilancio che l’assessore Bruno Tabacci porterà domani in giunta. Il giro di vite riguarderà nel frattempo l’ufficio stampa che, come annunciato ieri dal capo di gabinetto Maurizio Baruffi a tutti i dipendenti di questo settore con contratto a tempo determinato, sarà ridotto di un terzo e diversamente organizzato.

Tagli anche ai budget a disposizione degli assessori: da una spesa di 70mila euro per i 16 assessorati dell’amministrazione Moratti (1.120.000 euro in totale) a una spesa di 86 mila euro per i 12 assessorati attuali (1.032.000 euro in totale) con una riduzione della spesa complessiva del 7,86 per cento. L’opposizione attacca con il capogruppo pdl Giulio Gallera: «Continuano le bugie del sindaco Pisapia. Dopo quelle sui tagli delle auto blu, già fatti dalla giunta Moratti, ecco quella sui budget. Peccato che si tratti solo di una colossale bugia: ogni assessore infatti potrà spendere 86 mila euro, il 23 per cento in più rispetto alla scorsa amministrazione. Il governo di centrodestra ha tagliato il numero dei consiglieri e degli assessori per ridurre i costi della politica, la giunta Pisapia li aumenta incrementando la spesa per i consulenti degli assessori» .

Ma da Palazzo Marino viene fatto notare che «la riduzione degli assessorati ha portato a un conseguente accorpamento delle deleghe, nel mantenimento delle stesse funzioni da parte del Comune» . Ma piovono critiche anche dalla Provincia: «Troverei ipocrita — commenta il presidente del consiglio provinciale, Bruno Dapei — un Comune che si attribuisse il merito di una diminuzione del 20%del costo degli staff degli assessori, naturale conseguenza del taglio operato dalla legge. Qui poi c’è addirittura un incremento delle spese: come cittadino, mi sento cornuto e mazziato» .

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