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Gabriele Olivati
Subito un regolamento urbanistico serio
10 Giugno 2008
Articoli del 2008
Il convegno di Italia Nostra contro la cementificazione a Lucca, ma non solo. Da Il Tirreno, ed. Lucca, 8 giugno 2008 (m.p.g.)

Italia Nostra chiede un nuovo regolamento urbanistico, che ponga fine alla cementificazione incontrollata e preveda una seria riqualificazione del centro storico. Questa la posizione dell’associazione emersa durante il convegno promosso in San Girolamo - «Identità da salvare, Lucca e il suo territorio» - al quale hanno partecipato numerosi esperti del campo dell’urbanistica e il sindaco Mauro Favilla.

La posizione di Roberto Mannocci, presidente della sezione Lucca di Italia Nostra è netta: «Il Regolamento urbanistico approvato nel 2004 non è stato capace d’indicare un progetto di città, consente ai singoli operatori la libertà di scegliere cosa e come costruire, lasciando in pratica la pianificazione alle regole del mercato e del guadagno. E una città pianificata in base alle regole del mercato non è una città». La preoccupazione di Mannocci è supportata da alcuni dati su quanto si è costruito (9 milioni di euro di oneri di urbanizzazione incassati dal Comune anche nel 2007) e su quanto ancora si può costruire. O recuperare: basta pensare - sono dati forniti dall’architetto Gilberto Bedini, uno dei consulenti del sindaco sull’urbanistica - ai 600mila metri cubi dei grandi contenitori pubblici nel centro storico o ai 700mila metri cubi di edifici da recuperare (fra pubblici e privati) fuori dalle Mura.

Cifre su cui riflettere. Non a caso, nei vari interventi il denominatore comune è stata l’avversione al modello di centro storico come “parco divertimenti”: «Il turismo di massa può uccidere una città d’arte: Lucca deve evitare di diventare come Venezia e Firenze, dove gli abitanti non sono più padroni della loro città» sostiene il presidente nazionale di Italia Nostra, Giovanni Losavio. Anche se Lucca negli ultimi decenni ha visto un costante calo di residenti nel centro storico, oggi poco più di 9mila, con lo spostamento massiccio nella periferia e conseguente cementificazione delle campagne. Tra le molte proposte emerse, spicca l’idea dell’urbanista Vezio De Lucia, in passato consulente della Provincia, che propone la creazione di una “linea rossa” che circondi le zone agrarie oltre la quale sia proibito costruire, obbligando di conseguenza ad un riutilizzo più razionale degli spazi già edificati. E, infatti - osserva Mannocci - «a Lucca Italia Nostra propone da anni la creazione di maggiori servizi per i cittadini del centro, come la creazione di una “cittadella alimentare” al mercato del Carmine o il ritorno dentro le mura degli uffici».

In questa ottica di recupero e sviluppo sostenibile del territorio, l’architetto Gilberto Bedini, elenca alcune di quelle che dovrebbero essere le linee guida di un nuovo regolamento urbanistico: la conservazione degli spazi verdi, anche non coltivati, rimasti intatti all’interno delle aree urbane (come nella zona di Sant’Anna), il riutilizzo degli edifici “recuperabili”, come la Pia Casa e il mercato del Carmine, appunto. Per quanto riguarda la politica dei “grandi contenitori”, definiti da Mannocci un possibile «volano per lo sviluppo della città», è prospettato un intervento importante, ancora però da definire. Gli spazi disponibili sono enormi: tra edifici del centro e fuori dalle Mura è da recuperare complessivamente una superficie utile di 383mila metri quadri, per un volume complessivo di 1 milione e 300mila metri cubi.

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