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Rossana Rossanda
Solo errori
6 Aprile 2006
Articoli del 2005
Troppo preciso per non pubblicarlo, sebbene in ritardo: è da il manifesto del 10 luglio 2005

Per una volta do' ragione a una battuta di Tony Blair: bisogna estirpare le radici del terrorismo. E sono profonde. La prima viene da un atto incontrovertibile: prima della guerra del Golfo il terrorismo non c'era. C'era l'Islam, c'era il Corano, c'erano i wahabiti, c'era un forte insediamento musulmano in Europa, ma non c'era lo scontro fra civiltà, quello che oggi riempie le bocche da una parte e dall'altra. Non che nel Medio Oriente mancasse l'attentato politico, ma era mirato - come da noi - ai singoli e ai potenti o, nel caso dell'Algeria, al proprio interno dopo l'esclusione del Fis dalla vittoria elettorale. Non c'era lo spargimento di sangue e paura fra la gente semplice di un altro paese, quella che va al lavoro ogni mattina, perché senta sulla propria pelle gli effetti più o meno collaterali della guerra voluta dai soli capi contro questo o quello stato del Medio Oriente. Questa radice primaria viene regolarmente rimossa malgrado che negli anni `90 fosse annunciata da Al Qaeda. Per prenderla sul serio c'è voluto il massacro alle due Torri.

Seconda radice certa, la risposta degli Stati Uniti con un'altra guerra, in Afganistan e in Iraq, non poteva essere più stupida e arrogante: il terrorismo si è esteso ben oltre Al Qaeda, come arma specifica della guerra asimmetrica. In Palestina colpisce solo gli israeliani e necessita di kamikaze, travolgendo quei disgraziati paesi in uno scontro senza fine. Ma quello che è definito terrorismo internazionale ha morso, dopo un primo attentato a Parigi, ben più aspramente Madrid e Londra (e domani, ci ha promesso il nostro premier, probabilmente morderà noi). Gli attentati ai trasporti nelle ore di punta sono facili, al posto del kamikaze c'è qualcuno che se la può anche filare fidando nel timer e in ogni caso, se è preso, viene preso dopo e ha in conto la morte o la galera o la tortura.

Terza radice: la demenza di fare una guerra al terrorismo colpendo uno stato, come se si trattasse di un esercito regolare al di là di una frontiera. Non solo non lo colpisce, colpisce degli innocenti e ne moltiplica gli adepti. Non prenderne atto è stupido. Li cattureremo, ha assicurato Blair. Già, chi? dove? come? Ha più buon senso l' intelligence quando dichiara che prevedere uno di questi attentati è impossibile. Non si possono perquisire tutti gli autobus, i metrò, i tram. E poi magari tutti i passanti. Questo genere di rimedi stanno colpendo perversamente le libertà civili delle nostre contrade.

In conclusione s'è fatto un errore dopo l'altro. Per estirpare il fondamentalismo terrorista occorre chiudere con le guerre in Medio Oriente. Bisogna affogarlo nella pace. Nella pace, quella che tutte le genti preferiscono, non avrebbe più terra per allignare, acqua dove nuotare. Che sia intrinseco all'Islam volere la distruzione dell'Occidente è una bufala, vi è convissuto per secoli e se mai ne è stato attaccato: la distruzione degli infedeli è stata la bandiera delle crociate papaline.

Queste verità, che sono di evidente buon senso, sfuggono soprattutto al dibattito italiano. Dal repulisti di tutti i musulmani in Europa gridato dalla Lega, alla moltiplicazione di un' intelligence che li dovrebbe sorvegliare, auspicata da Fassino, alla concessione di un diritto di esistere fra noi soltanto quando avranno denunciato un arabo (tesi della delazione tanto cara a Giuliano Ferrara) è tutto una variazione sul mostrare i muscoli nello scontro di civiltà - perfino il Corriere vi ha messo, anche se sottovoce, la sua elogiando dei Ds il realismo dell'invito a scordare il passato.

Se c'è una politica insensata è questa. Se ci fosse un vero ruolo autentico per l'Europa dovrebbe essere quello di sciogliersi dai vincoli con l'amministrazione Bush, la più incapace delle presidenze americane del secolo, e far sentire con un'unica voce la crudele inefficacia delle strade seguite finora. E' già tardi, ma è meglio tardi che mai.

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