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Scia, Marson (Regione Toscana): «Deregulation pericolosa, ostacolo a una reale semplificazione»
13 Luglio 2010
Articoli del 2010
L’articolo 49 della Finanziaria è «un vero colpo di mano rispetto a tutte le procedure e le tutele vigenti»; una dichiarazione al quotidiano online Greenplanet, 13 luglio 2010

«E' una deregulation pericolosa, che ostacola una reale e necessaria semplificazione. Anziché semplificare, il nuovo atto contenuto nella manovra Tremonti apre una prospettiva di contenzioso notevole, e costringe le Regioni e gli enti locali a rincorrere affannosamente le cosiddette "innovazioni" che generano solo incertezza, distogliendole dall'applicarsi a introdurre plausibili e effettive semplificazioni , come già previsto dalla Regione Toscana». Così l'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson definisce l'articolo 49 della manovra finanziaria del Governo, da oggi in aula al Senato, che prevede l'introduzione della "Scia", cioè la "Segnalazione certificata di inizio attività" che vale per tutte le autorizzazioni, e quindi anche per le autorizzazioni edilizie. 

In ambito edilizio con la "Dia" ("Dichiarazione di inizio attività") è già prevista da tempo una procedura semplificata per gli interventi sul patrimonio esistente, ferma restando l'autorizzazione paesaggistica. Il recente Dl 40/2010 ha ulteriormente semplificato il quadro prevedendo per alcune tipologie d'intervento l'attività edilizia libera o la semplice comunicazione di inizio lavori.
«Tra gli aspetti preoccupanti della "Scia" - aggiunge Marson - c'è il fatto che il controllo può esercitarsi per via ordinaria solo entro 30 giorni (a posteriori rispetto all'inizio dei lavori, che possono essere avviati contestualmente all'invio della segnalazione) e, dopo tale termine, solo in presenza di "danni gravi e irreparabili" al patrimonio "previo motivato accertamento dell'impossibilità di tutelare comunque tali interessi". Si tratta di un vero colpo di mano rispetto a tutte le procedure e le tutele vigenti che espone alle peggiori azioni speculative il nostro patrimonio territoriale».

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