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Patrizia Abbate
Schifani e l'autostrada senza capo né coda
22 Maggio 2006
Articoli del 2005
Come "avvicinare Corleone a Palermo", attraverso un'area protetta. Dal manifesto, 18 maggio 2005 (f.b.)

La superstrada volerà sopra la riserva naturale della Ficuzza, e a tratti vi si insinuerà sfiorando laghetti e rocche e abbattendo alberi. Collegherà i comuni di Marineo e Corleone, avvicinando un po’ di più il paese natale dei boss Provenzano e Riina alla capitale Palermo. E questo sarà “essenziale per la liberazione del corleonese dalla presenza mafiosa”, assicura il sindaco, il deputato del “Patto per la Sicilia” Nicolò Nicolosi che non perde occasione di ribadirlo e lo ha messo nero su bianco in un’interrogazione al ministro dei lavori pubblici Lunardi, con la quale sollecitava attenzione – accordata – al progetto. Affiancato nell’entusiasmo dal senatore Renato Schifani, vero “padrino” di un’opera pubblica che gli ambientalisti non esitano a definire “uno scempio inutile e costoso”. E contro il quale promettono battaglia.

È uno scempio che risulta già evidente dalle simulazioni che il “Forum Salviamo Ficuzza” - promosso da associazioni ambientaliste e gruppi di agricoltori della zona e di società civile - ha preparato: enormi piloni e sopraelevate, con “rotatorie stile Las Vegas”, si staglierebbero tra il verde dei campi e degli alberi di un’area prettamente rurale, protetta oltreché dal decreto della Regione che nel ‘91 istituì la riserva nel bosco adiacente, anche dall’Unione Europea che vi ha individuato due Sic, due siti di importanza comunitaria. E la soprintendenza e il dipartimento forestale, chiamati a tutelare l’area protetta, lo hanno ben rilevato nei pareri negativi opposti a buona parte dell’opera, della quale hanno bocciato quattro dei cinque lotti previsti. Il faraonico progetto dell’Anas,definito eufemisticamente “rifacimento della statale 118” (in realtà si tratta di uno stravolgimento totale il dell’arteria esistente) e finanziato in tempi record con cento milioni di euro, viene smontato pezzo per pezzo dai funzionari dei due enti, proprio per lo stravolgimento che causerebbe nella zona. Degli undici viadotti previsti, con dodici cavalcavia, due gallerie e due ponti, viene salvato ben poco nei pareri vincolanti emessi nei mesi scorsi: è concessa solo la realizzazione di un viadotto del lotto 3 del progetto, l’unico ad avere avuto il benestare perché i 5 chilometri interessati si discostano dalla riserva, anche se i lavori comporterebbero r abbattimento di un filare di pini secolari.

L’Anas e i padrini del progetto non hanno tenuto conto di questi pareri, né delle proteste ambientaliste né delle prese di posizione di molti esperti che hanno bocciato la superstrada. Hanno ignorato ovviamente anche l’allarme degli agricoltori della zona, che si sono subito riuniti in comitato e hanno presentato un ricorso al Tar contro la realizzazione dell’opera, rimasto finora senza risposte: la sentenza è slittata di un mese. Insieme ai pochi operatori turistici della zona, dove sorgono perlopiù piccole aziende agrituristiche frequentate da persone in cerca di silenzio e di natura, spiegano che la vocazione di Ficuzza è in contraddizione con un progetto stradario di tale portata. “E poi alcune aziende agricole verrebbero addirittura frammentate dalla strada, che impedirebbe il passaggio tra fondi contigui”, dice Luigi Arcuri, che produce cereali e alleva bovini ed equini con metodi biologici e che insieme ai colleghi del comitato sottolinea anche il problema degli espropri inevitabili, sui quali comunque non è stato comunicato ancora nulla di certo.

I fautori della “Marineo-Corleone” non hanno tenuto conto neppure dei calcoli “matematici” prodotti in una perizia da alcuni docenti dell’università di Palermo, su incarico del “Forum Ficuzza”, “che dimostrano come tutto questo farebbe risparmiare in realtà solo 8 minuti sull’attuale percorso tra Palermo e Corleone”, dice Franco Russo del Wwf Sicilia Non solo, “esiste già una strada alternativa a questa, che parte dal lato opposto di Corleone e attraverso una strada a tratti degradata, si collega allo scorrimento veloce Palermo-Sciacca e fa addirittura risparmiare più tempo: 42 minuti contro i 50 previsti con la realizzazione della superstrada”. Gli ambientalisti hanno più volte sollecitato l’Anas a valutare l’ipotesi di interventi volti a migliorare semmai proprio questa strada alternativa, ma per tutta risposta l’Anas ha partorito un progetto collegato a quello della superstrada, d’impatto altrettanto devastantee ancor più dispendioso: una “bretella” che dall’entrata di Marineo immetterebbe direttamente sulla superstrada che verrà, 150 milioni di euro per 7,7 chilometri di cemento. E intanto ha accelerato su questo, bandendo la gara d’appalto per il terzo lotto e annunciando che i lavori avranno inizio a luglio, tra le dichiarazioni di soddisfazione del sindaco Nicolosi e del senatore Schifani, che per il suo impegno a favore della strada si è guadagnato pure la cittadinanza onoraria di Corleone, assegnata il giorno dopo la pubblicazione del bando di gara. Senza alcun senso del ridicolo, il sindaco attacca gli oppositori della strada come “nemici dello sviluppo di Corleone”, che “favoriscono, non so quanto consapevolmente, la mafia”. E con una giravolta logica assicura che “il bando per il terzo lotto garantisce che la superstrada non sarà più un’incompiuta”, facendo allarmare gli ambientalisti, perché invece è ovvio che cominciare una strada dal suo centro, senza avere il permesso di realizzarne l’inizio e la coda “significa dare avvio a un’incompiuta annunciata”, dice ancora Russo. Che si chiede: “O l’Anas spera che una volta iniziati i lavori, Sovrintendenza e Forestale si ammorbidiscano?”.

Il rischio che pian piano il progetto vada avanti è reale, per questo “occorre assolutamente impedire l’avvio del cantiere”, dicono quelli del “Forum”, chiamando i siciliani a partecipare alla marcia di domenica 29, con partenza alle 10 dal borgo della Ficuzza.

Nota: qui il link alla pagina del WWF SICILIA, con altre notizie sull'argomento e le varie iniziative (f.b.)

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