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"Scandicci: molte parole, ancora pochi fatti"
1 Marzo 2010
Lettere e Interventi
Francesco Mencaraglia e Pino Comanzo, da Scandicci

La vicenda ricorversione, iniziata nell'euforia generale nell'autunno 2008, già dopo pochi mesi ha cominciato a mostrare le prime incrinature: ritardi, rinvii e promesse; molte parole ma pochi fatti.

Chiariamo prima la nostra posizione, così che nessuno pensi che siamo la solita sinistra critica che dice no a tutto (come spesso siamo dipinti), eravamo favorevoli ed entusiasti di questa riconversione ed abbiamo contribuito attivamente affinchè ciò accadesse, lo possiamo dimostrare rivendicando l'idea e l'organizzazione delle 15000 cartoline inviate a Stoccolma al presidente dell'Electrolux.

Da fine 2008 ad oggi abbiamo seguito l'evolversi della situazione con crescente preoccupazione, informandoci, facendo ricerche, parlando con i lavoratori ecc. finchè, 15 giorni fa, abbiamo inviato a giornali , sindaco e politici una "interrogazione virtuale" (non abbiamo rappresentanza nel Consiglio Comunale di Scandicci siamo quindi un gruppo "extra-consiliare") con la quale denunciavamo quello che in molti sapevano e tutti tacevano. Il nostro documento, "si dice che ..." è allegato alla presente.

Gli articoli di giornale sono ricchi di parole, promesse e tentativi di giustificazioni sulle quali noi nutriamo forti perplessità, si parla di enormi investimenti, 22 mil di euro, ma chi li ha visti? di difficoltà di reperimento di silicio, sarà vero? non si parla invece dell'uso di tecnologie superate, esiste in commercio il fotovoltaico di 2° e 3° generazione.

Nella nostra ricostruzione dei fatti, facilmente confermata da una semplice ricerca online, si evidenzia anche la presenza e la "sponsorizzazione" dell'operazione del mondo della politica, si accenna anche qualche passaggio perlomeno dubbio dal punto di vista etico e qualche perplessità sulle competenze di alcuni soggetti scesi in campo.

Insomma abbiamo l'impressione che ci troviamo davanti alle classiche nozze con i fichi secchi ed ovviamente i fichi sono pagati con soldi pubblici.

Il sindaco di Scandicci, in un articolo allegato, ci chiama avvoltoi dimenticando che quei volatili sono presenti sempre dove c'è del marcio. Ci auguriamo vivamente che il sindaco si sbagli.

Qualche mese fa abbiamo segnalato il caso di Scandicci come esempio positivo. L'azione dell'amministrazione, dei sindacati e dei cittadini aveva impedito ogni speculazione edilizia sull'area, ottenendo la riconversione produttiva del sito. Secondo la stampa locale, le scelte urbanistiche non sono messe in discussione, anche se l'inquietudine degli operai e dei cittadini che si erano mobilitati è giustificata. Seguiremo con attenzione gli sviluppi di questa vicenda emblematica del difficile momento che stiamo attraversando (m.b.).

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