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Manuela Cartosio
Santissima Giulia
11 Marzo 2009
Milano
In un magistrale pezzo di giornalismo metropolitano, il miserabile crollo dell’urbanistica milanese delegata ai privati, nelle voci dei cittadini. Il manifesto, 11 marzo 2009 (f.b.)

Per una coppia di sposini entrare finalmente nell'appartamento nuovo di zecca, prenotato da anni e comprato con il mutuo, dovrebbe essere una festa. Invece Caterina, nata e cresciuta a Porta Romana, commessa in Corso Como, un'Ornella Muti da giovane, più si avvicina la data del trasloco a Santa Giulia più si intristisce. «In quel deserto non ci voglio andare». Non sono capricci, quelli di Caterina (che non è un personaggio di fantasia, ma la figlia della portinaia del palazzo dove abito). Al quartiere Santa Giulia ci sono una ventina di palazzi e la nuova sede di Sky. E intorno c'è davvero il deserto: migliaia di metri quadrati di gibbosa terra battuta, non un filo d'erba, due pozze d'acqua scura su cui svolazzano i gabbiani-spazzini, unico collegamento con il resto del mondo la strada che porta al vecchio quartiere di Rogororedo e alla stazione della ferrovia e della metropolitana. Bisogna fare un chilometro per comprare il pane, altrettanto per buttare via il sacco della spazzatura. Perchè a Santa Giulia non si saprebbe dove piazzarli i cassonetti, parecchie vie che corrono tra i palazzi non sono ancora asfaltate. Per farla breve: nei 1.887 alloggi occupati dai primi pionieri lo scorso autunno arrivano acqua, luce e gas. Tutto il resto manca. Gli abitanti, che ora sono 3 mila, a regime diventeranno 5 mila. «Siamo tipi pacifici», assicura Andrea Cottica, portavoce del Comitato di quartiere Santa Giulia. Ciò nonostante sospettiamo che se qualcuno dei 5 mila inciampasse per caso in Luigi Zunino, dall'incontro l'immobiliarista-finanziere uscirebbe più ammaccato che da un summit con le banche creditrici. Che lo tengono artificialmente in vita per non rimetterci le paccate di soldi che gli hanno improvvidamente prestato.

Il quasi-fallimento di Zunino - indebitato per (almeno) 3 miliardi di euro - spiega il deserto di Santa Giulia. Il nome l'ha coniato l'ex vitivinicultore piemontese per rendere più glamour il progetto che prima si chiamava Montecity-Rogoredo, da realizzare su 1 milione e 200 mila metri quadrati dismessi dalla Montedison e dall'azienda metalmeccanica Redaelli (siamo nel quadrante Sud-Est di Milano). Risanamento spa, la finanziaria di Zunino, aveva fatto le cose in grande: un centro congressi da 8 mila posti, l'Ellisse (residenze lussuose disegnate dall'archistar Norman Foster all'insegna della domotica, delle nuove tecnologie e del parquet di rovere), parchi, giardini, scuole, alloggi per studenti, promenade commerciale, centro benessere, metrotramvia, hotel, una chiesa, parcheggi in superficie e sotterranei, svincolo della tangenziale, bretella con la Paullese. Ci saremo anche noi, annunciavano Rinascente, Esselunga, Virgin, Dolce&Gabbana... Cinque anni dopo gli unici a «esserci» sono la sede di Sky e i palazzi costruiti in edilizia convenzionata o libera dalle cooperative del consorzio "Le residenze". Questi ultimi sorgono nel pezzo di area che, in base all'accordo di programma, Zunino ha ceduto per realizzare abitazioni a prezzi abbordabili (tra i 2.500 e i 3 mila euro al mq). Gli oneri di urbanizzazione per "Le residenze" sono ovviamente a carico di Risanamento. Ma Zunino è talmente alla canna del gas da non avere neppure la somma (relativamente) modesta per asfaltare le strade, fare un po' di parcheggi, costruire un asilo. I lavori sono stati bloccati per otto mesi. Ed è qui che si è fatto sentire il Comitato di quartiere Santa Giulia. Assemblee, un forum on line, incontri a palazzo Marino e - colpo da maestri - un video su Youtube che mixa le immagini di Santa Giulia com'è con i "render" promozionali di Santa Giulia come avrebbe dovuto essere. «Santa Giulia sarà un coacervo di stili di vita, ci sarà il lavoro, ci sarà la famiglia, ci sarà il tempo libero, ci sarà vita 24 ore al giorno», recita una voce impostata. Interrotta da foto di strade inesistenti, sbarre, cantieri deserti, pozzanghere, scavi lasciati a metà.

«Qualcosa abbiamo ottenuto», dice Andrea Cottica. Il Comune, che fin qui aveva fatto il pesce in barile, è stato costretto a svolgere la sua parte quanto meno di stimolo e di controllo. I lavori sono ripresi ed entro la fine dell'anno dovrebbero essere ultimati la via pedonale che attraversa "Le residenze", i parcheggi di pertinenza e l'asilo. «Ma noi siamo come San Tommaso, finchè non tocchiamo con mano non ci crediamo», precisa l'archietto Natale Comotti, presidente del consorzio e consigliere del Pd a Palazzo Marino.

I lavori sono ripresi anche sul retro del palazzone di Sky che versa a Zunino 1 milione di euro d'affitto al mese. «Erano stati interrotti perchè Risanamento doveva 30 milioni di euro all'impresa costruttrice Colombo», ci spiega Shawky Geber, il sindacalista della Fillea Cgil che ci ha fatto da cicerone a Santa Giulia. Geber non sa se i 30 milioni li abbia anticipati Sky o se Zunino li abbia presi dal gruzzoletto che le banche gli hanno allungato alla fine del 2008 perchè facesse almeno le cose indispensabili. Le banche, la più esposta è Intesa-San Paolo, hanno congelato il 73% dei debiti di Risanamento che, di fatto, è commissariata.

«Il prossimo che salta è Zunino». Il ritornello gira a Milano da quando i «furbetti del quartierino» uno dopo l'altro sono andati a gambe all'aria. Il primo colpo a Santa Giulia l'ha dato la giunta comunale quando ha deciso di spostare il Centro congressi nell'area di Citylife (quella con i tre grattacieli storti che urtano la sensibilità del fallico Silvio), preferendo Ligresti a Zunino. Ma Zunino è riuscito a farsi male da solo, concordano i nostri interlocutori. «Troppa ingordigia, assurdo pretendere 9-10 mila euro al metro quadro per residenze di lusso in periferia. Non avrà raccolto neppure una prenotazione», dice Geber. «Idea audace pensare di fare un quartiere d'élite a ridosso di Ponte Lambro (una delle zone più degradate di Milano, ndr) e della tangenziale», rincara Cottica. «E' l'ennesimo caso di finanziere immobiliarista che gioca con i soldi e cade sui mattoni», chiude Comotti. Zunino era già messo male di suo, la crisi globale ha completato l'opera.

E adesso? Adesso tutti sperano negli «arabi». Sperano che si faccia avanti qualche sceicco, qualche fondo sovrano dei paesi del Golfo che compri Zunino e i suoi debiti. Sembrava quasi fatto l'accordo tra Risanamento e Limitless, un fondo di Dubai guidato dallo sceicco Saeed Ahmed Saeed, per la cessione dell'area ex Falck di Sesto San Giovanni (ridisegnata da Renzo Piano) su cui grava un debito di 250 milioni. Invece sono venuti fuori intoppi sia sul versante delle autorizzazioni comunali che del prezzo da pattuire tra Intesa-SanPaolo e Limitless. Bene che vada, se ne riparlerà alla fine dell'anno. Poiché anche l'emirato di Dubai ha le sue gatte immobiliarfinanziarie da pelare non è detto che l'affare vada in porto. Insomma, Santa Giulia, tagliata fuori dai progetti dell'Expo, sembra destinata a restare zitella. Ogni tanto qualcuno lancia l'idea di fare lì la cittadella della giustizia o il secondo stadio di calcio. Tutte chiacchiere.

A Santa Giulia era previsto lavoro per cinque anni. «Dopo due è tutto finito», commenta amaro Geber, «c'erano 43 gru e adesso ce ne sono solo un paio. Qui doveva sorgere una città a misura d'uomo, invece è un dormitorio». «E' quel che non vogliamo diventare», punta i piedi Cottica, «il comitato l'abbiamo messo in piedi proprio per questo». In effetti, nel deserto di Santa Giulia, l'unica cosa che crea socialità è il comitato di quartiere. Molti hanno aderito ancor prima di traslocare. «Dica alla signora Caterina di contattarci, qui c'è un sacco di lavoro da fare». In un volantone il comitato ha elencato i problemi da risolvere. 450 ragazzi in età scolare, 160 in età da nido e da asilo. Dove li mandiamo? 12 mila persone che, quando si spostano in auto, devono per forza passare da un'unica rotonda su via Rogoredo. Cosa succede se un giorno putacaso è impraticabile?

Al sabato le bancarelle del mercato si piazzano lungo via Rogoredo. Gli ambulanti dicono che la posizione è piuttosto infelice. Non potrebbero spostarsi in uno spiazzo più vicino a Santa Giulia? Allarmati da un'inchiesta aperta sulla bonifica delle aree dismesse (costi gonfiati per 14 milioni, un giallo internazionale dove non si capisce chi è il truffato e chi il truffatore) quelli del comitato hanno voluto sincerarsi se almeno la bonifica è stata realizzata correttamente: «effettuati i prescritti prelievi e campionature Asl e Arpa hanno rilasciato gli attestati di regolarità» (non per seminare il panico, ma a Geber mentre su un auto che ballonzola attraversiamo il «deserto» è subito venuto il raschietto in gola).

Resterebbe da spiegare come ha fatto il vitivinicultore Luigi Zunino a passare dalla Coldiretti di Nizza Monferrato al salotto di Mediobanca (in coppia con la moglie deteneva il 3%, supponiamo se ne sia disfatto per spegnere una piccola parte dell'incendio dei debiti). Archiviamolo tra i tanti misteri italiani e andiamoci a rileggere un'intervista rilasciata dal nostro al Corriere nel 2005 a proposito di Santa Giulia. «Sarà il nuovo centro, quello di cui Milano aveva bisogno... Sorgerà una via commerciale che farà impallidire via Montenapoleone... Sarà una boccata d'ossigeno per Milano. Con la domotica stiamo anticipando lo stile di vita dei prossimi anni... Non sarà un quartiere finto, dove dormire e passeggiare». Alla domanda «non pensa di rischiare troppo?» Zunino rispondeva: «No. Un imprenditore per essere tale deve saper rischiare. Ho investito ad oggi 750 milioni di euro in questo progetto, e non me ne sono mai pentito. Anzi, ho fatto pubblicità al Paese».

Mentre su Zunino cala il sipario, l'unica àncora di sopravvivenza per gli abitanti di Santa Giulia è Rogoredo vecchia, quella della canzone di Jannacci.

Nota: il contrappunto a queste desolate osservazioni "obiettive" è naturalmente la propaganda del comune di Milano, granitico da sempre nel sostenere l'assoluto valore dei suoi programmi di riqualificazione urbana delegati all'operatore privato anche sul versante delle grandi strategie. Qui la pagina su Santa Giuliadel settore Sviluppo del Territorio. Per chi volesse una lettura critica contestuale del progetto, metto a disposizione di seguito l'esercizio svolto dagli studenti Beatrice Miceli e Giorgio Stefanoni nell'ambito del mio corso sulla Riqualificazione Urbana del primo semestre aa 2008-2009 alla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano (f.b.)

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