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Ilaria Carra
Santa Giulia, grandi firme in fuga
28 Gennaio 2009
Milano
La rigenerazione alla milanese, con l’approccio privatistico e le valutazioni alle stelle decise a tavolino, si sbriciola in qualche settimana di crisi. La Repubblica ed. Milano, 28 gennaio 2009 (f.b.)

La prima a defilarsi è stata Esselunga, l’unica tra gli interessati che a suo tempo aveva addirittura già comprato l’area su cui aprire un punto vendita. Il supermercato a Montecity-Rogoredo, dopo che il consiglio di amministrazione del gruppo ha deliberato la vendita dell’area, invece non si farà. Un segnale preoccupante per quell’ambiziosa "città nella città" con case e negozi di lusso promessa dal progetto Milano-Santa Giulia della Risanamento di Luigi Zunino, che allo stato attuale è ancora un’incognita. E di cui peraltro a settembre il gruppo Zunino ha annunciato la vendita.

I ritardi accumulati dal progetto, che doveva essere concluso non oltre il 2011, hanno modificato i programmi anche di altri operatori che in questa nuova sfida aveva mostrato più che un interesse. A scoraggiare le grandi aziende, in parte, c’è anche la decisione del Comune di costruire al Portello il grande Centro congressi per 8mila persone previsto anche nel progetto di Norman Foster per Santa Giulia. Una mossa che se non esclude quantomeno fa sorgere qualche dubbio sulle chance di costruzione di un gemello più grande, ora che anche i contratti con i progettisti, tra cui anche Jean Nouvel, sarebbero scaduti.

Un rovesciamento di piani che è alla base della decisione di Esselunga di non investire più in questa sfida. Ma il gruppo guidato da Bernardo Caprotti non è l’unico ad aver cambiato idea. La Feltrinelli, che puntava a dotare il nuovo quartiere di uno store di libri e musica, ha dato forfait e non sembra lasciare margini di trattativa. «Non siamo più interessati a quel progetto», fa sapere senza mezzi termini la casa editrice. Il progetto che doveva contribuire a cambiare il volto di Milano, e che aveva dato un motivo in più per acquistare casa alle migliaia di persone che si trasferiranno a breve nei palazzi di edilizia convenzionata a firma Paolo Caputo, senza essere partito ha già due defezioni nette.

Altri operatori non nascondono invece di essere ancora interessati alla faccenda, ma con dei limiti. Come Rinascente, che ha un contratto con precise scadenze per consegna e apertura ma dall’ampio margine temporale: «Per il momento è nostra intenzione partecipare al progetto - commenta Vittorio Radice, amministratore delegato di Rinascente - . Essenziale è che venga realizzato con la misura e qualità in cui è stato concepito». Come dire, se le carte in tavola e gli attori cambiano non assicuriamo di esserci. L’azienda di moda Hermès fa sapere di essere ancora molto interessata all’apertura di boutique nell’area, ma nella categoria dei dubbiosi è entrata anche Uci cinema Italia, che a Santa Giulia vorrebbe aprire 12 sale: «Siamo ancora dell’idea - spiega l’ad Andrea Stratta - ma ci riserviamo di decidere definitivamente solo dopo aver visto il restyling del progetto».

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