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Carlo Brambilla
Salviamo il Delta del Po. È qui il paradiso degli animali
30 Aprile 2008
Padania
L’ennesimo baraccone del divertimento a tema, stavolta un gigantesco modellino in scala d’Europa, vuole atterrare in uno degli habitat più preziosi del continente.La Repubblica, 30 aprile 2008 (f.b.)

Una Camargue italiana dove i cavalli corrono liberi sulle dune lungo il fiume, fino al mare. Dove migliaia di uccelli migratori fanno tappa nelle sterminate paludi ricche di cibo, mentre altre centinaia di specie si fermano a nidificare. Dove sontuosi esemplari di cervo abitano i boschi, insieme a daini, lepri, scoiattoli e volpi. Dove specie rare di anfibi, come l’ululone dal ventre giallo, un piccolo rospo divenuto per i biologi un po’ il simbolo delle specie da proteggere, hanno trovato l’habitat assolutamente ideale. Un ambiente magico da cui partono per riprodursi, nelle loro cicliche migrazioni verso il mare dei Sargassi, le anguille. È qui nel territorio dimenticato del Parco del Delta del Po, tra Chioggia e Comacchio, a cavallo tra il Veneto e l’Emilia, che il Wwf e il mensile Geo, terranno in occasione delle giornate italiane della biodiversità, il 9, 10 e 11 maggio prossimi, il censimento e la mappatura degli animali che abitano l’intera area. Cinquanta ricercatori, coordinati dal naturalista Fernando Spina, dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, esploreranno il territorio, divisi in piccoli gruppi, per lanciare una sfida in difesa di uno straordinario ambiente minacciato.

«Sabato 10 maggio ci porterà la sua benedizione, sul posto, il premio Nobel Dario Fo, particolarmente sensibile ai temi ambientali - racconta soddisfatta Fiona Diwan, direttore di Geo, motore dell’iniziativa. - Perché il Delta non è più terra di malaria e povertà (ci morì Anita Garibaldi), ma scrigno delle meraviglie naturalistiche italiane, da conoscere e proteggere». La minaccia più insidiosa si chiama Euroworld, un’immensa colata di cemento per realizzare un parco divertimenti che intende riprodurre, con tanto di funicolare, su una superficie complessiva di 124 chilometri, in provincia di Rovigo, una gigantesca ricostruzione, ad uso turistico, dell’intero continente europeo. Un’operazione assolutamente da cancellare secondo tutti i naturalisti che amano il parco. «Difendere la biodiversità non significa semplicemente difendere il numero delle specie presenti in un determinato habitat - spiega Fernando Spina. - Ma capire le interconnessioni, le relazioni esistenti tra specie e specie, di cui lo stesso uomo fa parte. La biodiversità non è qualcosa di estetico, da guardare, non è un lusso inutile. Ma è la chiave della vita sul pianeta. Ogni specie è come una tessera di un immenso mosaico. Ha una sua identità, certo, ma è solo la relazione con le altre tessere che ci permettere di capire il disegno complessivo».

L’Italia è il paese europeo con la maggiore ricchezza di sistemi ecologici. Corridoio biologico tra l’Europa e l’Africa. «Un territorio unico che ospita complessivamente 57.468 specie animali e 9 mila botaniche - ricorda Enzo Venini, presidente del Wwf Italia. - La biodiversità è importante perché fa funzionare meglio gli ecosistemi, che con un numero maggiore di specie sono più stabili. Gli ambienti con biodiversità elevata dimostrano infatti maggiore resistenza al cambiamento. E anche una maggiore resilienza, la capacità cioè di tornare allo stato originario una volta perturbati. Insomma investire sulla biodiversità è un po’ come fare un’assicurazione sulla vita del pianeta».

Nota: di seguito un interessante commento sul progetto, che ho ripreso dal forum del sito per appassionati www.parksmania.it ; allegati anche due pdf scaricabili: la presentazione “istituzionale” del progetto con alcuni dati quantitativi, e il comunicato stampa degli ambientalisti,; per qualche altra informazione "interessata" sul progetto di parco tematico c'è il sito http://www.euroworld-italia.it (f.b.)

Io abito nella zona in cui dovrebbe essere costruito il parco (il delta del Po, in provincia di Rovigo) e devo ammettere che stando alle dichiarazioni comparse su un periodico locale (la Città) la situazione è abbastanza nebbiosa. La ditta (svizzera mi pare) che vuole costruire il parco vuole garanzie dagli enti locali in breve tempo per iniziare i lavori il prima possibile e aprire per il 2013-2014, ma i nostri sindaci e amministrazioni comunali stanno facendo una specie di ostruzionismo dicendo "che devono parlare, decidere se una cosa del genere può relamente incentivare il turismo (mi chiedo pensano a sta roba, sono anni che cercano di portare turisti dove l'attrattiva e le strutture turistiche sono pressocheè nulle o fatiscenti)" e cose simili, ma tutte senza presentare un vero interesse al progetto, che porterebbe pure circa 20-30000 posti di lavoro secondo le stime. A questo si aggiunge un precente storico non indifferente: alla fine degli anni 80 il comune di Taglio di Po, in questo caso interessato marginalmente dal progetto, ma che è comunque coinvolto nelle trattative e la cui approvazione è necessaria per dare il via alla progettazione del parco, ha rifiutato categoricamente e senza appello la costruzione di Mirabilandia sul suo territorio, parco che è poi stato realizzato a Ravenna.

Diciamo che allo stato attuale, date le richiesta di "decidere presto" fatte dai costruttori e il "voler rallentare " dei comuni diciamo che il parco si farà in Italia al 10%.... al 90% andrà costruito in Croazia o Spagna

PS. Il parco sarà costituito da una parte tematica (però non si sa niente sulle attrazioni che potrebbero essere presenti) e da un parco acquatico. E' interessante notare che se il parco verrà realizzato si troverà ad appena 60 km da Mirabilandia.

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