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Giuseppe Campos Venuti
Romilia, perché la Regione tace?
28 Marzo 2007
Bologna
Nell’intervista di Gigi Marcucci, alcune buone ragioni contro un progetto “esemplare” – in negativo - sotto molti aspetti su cui occorrerà ritornare. Da l’Unità, ed. Bologna, 27 marzo 2007 (m.p.g.)

Cazzola chiede alle istituzioni risposta definitive: sicuramente quella della Provincia era una risposta molto chiara, anche se non definitiva. Che ne pensa, Campos?

«Cazzola sa, perché evidentemente ha avuto delle assicurazioni in questo senso, che non tutti la pensano come la Provincia. Il sindaco di Imola, Massimo Marchignoli, lo ha già detto, quello di Medicina, Nara Rebecchi, anche. A questo punto, molto dipende da quello che dicono il presidente della Regione, Errani, e forse anche il sindaco di Bologna, Cofferati».

Che per il momento tacciono. Il sindaco di Imola rimprovera invece alla Provincia un atteggiamento «troppo istituzionale».

«La prima cosa che voglio dire è che la Provincia ha fatto bene e io non mi aspettavo di meno. Però cosa fondamentale da capire è che il Piano con cui la Provincia regola lo sviluppo del territorio (e sulla cui base ha posto dei “paletti” al progetto Romilia ndr) è stato disegnato con il consenso della Regione. Per questo mi aspetto subito che alla Provincia faccia eco la Regione».

Per il momento l’assessore regionale Campagnoli dice, a proposito di Romilia, che va accelerata la realizzazione del Passante autostradale.

«Ci arriviamo, prima però voglio dire un’altra cosa, a proposito dell’approccio istituzionale. Che in questo caso altro non è che una lettura del Piano territoriale provinciale che, essendo lo strumento urbanistico vigente, va rispettato. Io non ho mai pensato - e non lo penso oggi - che il Piano debba essere blindato. Certo risponde a una strategia generale chiara che può essere cambiata. Se questo è il problema, abbiano il coraggio di dire che va cambiata la strategia generale del Piano provinciale (e regionale), ci spieghino qual è la nuova strategia e, per servire gli interessi del signor Cazzola, cambino il contenuto del Piano».

Cazzola è risentito perché il suo progetto è stato da lei paragonato a quello berlusconiano di Milano 2.

«Lui dice che questo confronto gli fa accapponare la pelle e che si è offeso. Mi sorprende che Cazzola si adonti per il paragone con Berlusconi, da un certo punto di vista mi fa persino piacere. Però l’unica differenza che c’è tra Milano 2 e Romilia è che nel primo caso si parla di 70 ettari di variante, mentre per Romilia sono 300. Inoltre, per Milano 2, la proprietà del terreno era già di Berlusconi, mentre per Romilia è ancora di proprietà delle cooperative, che evidentemente hanno concesso a Cazzola un’opzione. Quindi c’è un socio che, per essere espliciti, è cointeressato all’operazione di Cazzola. E questo è il primo punto, ma ce n’è un altro che mi preme sottolineare».

Prego, lo faccia.

«Cazzola parla di piano industriale, ma quello di Romilia non lo è».

Perché?

«I liquidi non ci sono: Cazzola stesso li cerca. L’unica produzione sarà costituita da servizi. Non si tratta quindi di profitto, ma di pura rendita. Un terreno di 300 ettari, con un valore agricolo relativamente basso, con una semplice firma potrebbe diventare edificabile, vedendo moltiplicato per cifre imponenti il proprio valore. Le destinazioni ottenute con quella firma sono private e come tali andranno sul mercato. Per finanziare lo stadio e il Bologna calcio, che restano privati».

Il sindaco di Medicina ricorda che esistono anche le varianti ai piani urbanistici.

«In parte ho già risposto. Qui non si tratta di una variante, si tratta di una strategia. Il piano indica una direzione di sviluppo, verso nord, e comunque lungo gli assi esistenti. Dice che le campagne vanno semplicemente preservate e non ci deve essere nessuna aggiunta di centri commerciali o residenze fuori da queste direttrici. Se non va bene, facciamo un nuovo piano che dica il contrario».

Torniamo alla proposta di Campagnoli.

«Mi chiedo se abbia provato a guardare una carta. Se il Passante autostradale deve essere dirottato di dieci chilometri per arrivare a Romilia, io comincio a preoccuparmi moltissimo. Bisogna portare servizi dove vuole Cazzola, strade dove vuole Cazzola, persino la ferrovia. Questo è un metodo che in Emilia Romagna non è mai stato praticato».

Ma Bologna che c’entra con Romilia?

«Il Comune di Bologna è proprietario dello stadio Dall’Ara per ristrutturare il quale la collettività, nel 1990, ha speso fior di quattrini. Se si decidesse di fare un altro stadio, il Dall’Ara, un valore immobiliare di proprietà pubblica, verrebbe danneggiato».

Lei, parlando di Romilia, chiama in causa il nuovo Pd.

«A Rimini c’è un’operazione identica a quella di Romilia, tutta finanziato dalla rendita. Noi stiamo presentando la nuova legge nazionale di governo del territorio, ispirata alla nostra legge regionale. Se passano queste operazioni, diranno: “Si voi fate leggi, ma poi non le seguite”. Il Partito democratico per cui ho votato non sarà mica il partito di Romilia? Se così fosse, mi ritirei in buon ordine».

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