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Ugo Mazza
Romilia e il dono miracoloso dei Tre Magi
16 Dicembre 2006
Bologna
Una favola che assomiglia a un incubo. Molte buone ragioni contro un cattivo progetto. Da l'Unità, ed. Bo, 16 dicembre 2006 (m.p.g.)

I «Tre Magi» entrano senza bussare e buttano sul tavolo del sindaco una mappa in cui al posto dei campi di barbabietole si vedono alberghi, case, campi da golf e piste per auto: un parco disneyland. Il sindaco, sorpreso dal magico potere di trasformare barbabietole in oro, alza gli occhi e chiede il perché di tanto ben di Dio… La risposta, paradossale, non si fa attendere: «Serve per fare il nuovo stadio…». Il Sindaco, subito non coglie il nesso, ma poi ricorda che il Bologna è retrocesso in B, che la società era in brutte acque e che i Tre Magi generosamente l'hanno acquistata. E a tutti vengono alla mente le polemiche che si scatenarono quando un pacchetto simile fu proposto a un altro paese al di là di Bologna perché, data l'attività terrena dei Tre magi, si era diffuso il dubbio (o la certezza?) che il povero Bologna calcio fosse solo la scusa per un progetto pensato, subito dopo o subito prima poco importa, del suo acquisto. Il sindaco, che non finisce di stupirsi, nota che l'affare non è proposto dalla società del Bologna Calcio bensì da una società dal nome strano, certamente di comodo, per loro. Come dire… al Bologna Calcio i soldi forse arriveranno, ma solo di sponda, dopo vari giri e se tutto va bene; se l'affare funziona, se non vendono ad altri, ecc. Il solito giro di società già visto in altri luoghi. Ancora perplesso il sindaco dice «vedremo» poi vede al loro fianco uno dei proprietari delle terre interessate felice per la pensata dei Tre che lo liberano dalla fatica di coltivare barbabietole. Uno che conosce bene perché fa parte del consiglio del paese e che dice che bisogna fare presto perché il «miracolo dei Tre Magi» può svanire se il consiglio del paese non decide entro il 2007. E subito nasce la pensata di convocare il Consiglio e il popolo per sentire il loro parere che, si pensa, non potrà essere contrario a un miracolo così evidente di cui nessuno aveva mai parlato, anche se qualcuno ci aveva sperato. Non c'è traccia di una tale ipotesi di trasformazione nei piani di sviluppo del territorio provinciale che con tanta cura e per tanti anni sindaci, tecnici e consiglio locale e provinciale avevano discusso per quella zone, spesso allagate, lontane da autostrade e ferrovie. I Tre non hanno alcun titolo per lanciare quella mappa sul tavolo, se non il loro potere magico. E non è poco di questi tempi, avranno pensato, visto che i Comuni sono presi per la gola e vedono con grande favore oneri di urbanizzazione e nuove Ici per fare funzionare i loro servizi. Ovunque: sussurri e grida, imbarazzo generale, timidi sussulti, richiami a precedenti, accettati e respinti, timori per il Bologna calcio, rifiuto allo spostamento dei tifosi. Preoccupazioni per il traffico? Spuntano una nuova ferrovia e nuove strade: «Tutto si può fare, piccola». Ma basta un'occhiata rapida alla mappa per vedere la stranezza del progetto: le aree di intervento sono come poligoni staccati l'uno dall'altro che si congiungono ai vertici: sembra un progetto disegnato con la logica delle proprietà fondiarie e non certo con la logica del progetto urbanistico.

È tutto molto strano: da anni questo modo di fare era alle nostre spalle e l'attività privata sempre più si misurava con i progetti di riqualificazione e di uso corretto del territorio sulla base della programmazione dei Comuni e della Provincia. Non siamo nelle praterie da lottizzare bensì in una regione molto edificata dove la collocazione di nuovi servizi e così pesanti come questi va programmata sulla base di criteri generali, prima che personali, pardon societari. Ed ecco il colpo si scena. Il sindaco convoca il Consiglio comunale aperto a tutti e consegna il microfono al capo dei Magi che lo terrà per tutta sera. Tra perplessità e applausi, il più costruttore tra i Magi fa una grande pensata: «Non è previsto nel Ptcp? Ma non c'è problema. Sulla base dell'articolo 40 faremo un accordo anche con la Regione e tutti i problemi saranno risolti». Magico?… O forse pensavano di essere entrati nella stalla prima dell'evento? Nei film più popolari a questo punto arrivano i nostri che con la tavola delle regole spiegano a tutti, e in particolare ai Tre Magi, che lo spettacolo pirotecnico è stato folgorante ma che passata l'ubriacatura serale e alla luce del giorno le cose saranno affrontate in punta di spada, pardon di penna, con la verifica di tutte le compatibilità partendo dalle previsioni della «mappa generale» che si è costruita nel rispetto delle nostre tradizioni di programmazione. Saremo anche poco fantasiosi noi terreni ma, come si dice, in queste terre di questi miracoli ne abbiamo visti pochi, e ci riteniamo fortunati.

Ugo Mazza, Consigliere regionale Ds

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