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Andrea Bonzi
Romilia, Cazzola pensa di ritirarsi
24 Marzo 2007
Bologna
Sorpresa! Un'amministrazione che usa i propri strumenti urbanistici per esercitare il governo del territorio a tutela della comunità: finalmente. Da l'Unità, ed. Bologna, 24 marzo 2007 (m.p.g.)

Romilia potrebbe restare un sogno. Il patron del Bologna Calcio e i suoi soci, Mario Bandiera e Renzo Menarini, stanno pensando di abbandonare l’idea del complesso ludico-residenziale che vogliono realizzare a Medicina, nell’hinterland bolognese. L’area in cui, tra appartamenti e parchi tematici, dovrebbe sorgere anche il nuovo stadio. A far riflettere la triade di imprenditori sono una lettera che la presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, ha mandato allo stesso Cazzola. Nella missiva Draghetti chiede «approfondimenti tecnici necessari per le valutazioni territoriali di sostenibilità, fattibilità e coerenza del progetto con le politiche amministrative approvate dagli Enti locali». Una serie di richieste che, evidentemente, ha messo in allerta Cazzola e soci.

Nei prossimi giorni il gruppo, di cui fa parte anche la società Aktiva, «valuterà l’opportunità di sostenere ulteriori investimenti per produrre la documentazione richiesta o se abbandonare definitivamente l’iniziativa». Un “aut aut” in piena regola, dunque, dovuto al fatto che la lettera di palazzo Malvezzi «evidenzia che i contenuti della proposta di progetto denominato Romilia sono incompatibili con le norme e i criteri vigenti sulla pianificazione territoriale di competenza della Provincia», recita la posizione della società rossoblù. Il nodo, insomma, è la compatibilità con il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), messo a punto in questi anni dalla giunta di palazzo Malvezzi. Il punto è che il terreno scelto a Medicina non è nelle linee di sviluppo del piano. Le dimensioni del progetto Romilia avevano aperto polemiche aspre in Consiglio provinciale: la giunta vuole mantenere aperto il dialogo con Cazzola e soci, ma Verdi e Sinistra radicale avevano bocciato l’idea. A fronte dell’entusiasmo del sindaco di Medicina, Nara Rebecchi, il primo cittadino di Bologna, Sergio Cofferati, dapprima freddo, aveva mostrato segnali di apertura al progetto. Una stroncatura totale, invece, era arrivata dall’urbanista Giuseppe Campos Venuti che, l’ultima volta lunedì scorso dalle colonne de L’Unità, ha definito Romilia un «ecomostro». Ma cosa si legge nella missiva della Provincia? Tutto, come si diceva, ruota attorno alle prescrizioni del Ptcp. Che individua per lo sviluppo dell’hinterland 5 aree: San Giovanni in Persiceto, Funo, Altedo, Castel San Pietro, Martignone. Medicina non compare. Ma non è finita. «La residenza (si parla di circa 600-700 alloggi, ndr) è ammessa solo in corrispondenza dei centri urbani esistenti e dotati di servizio di trasporto pubblico su ferro (Sfm)», oltre che di scuole e servizi sanitari. Tradotto: niente vieta di realizzare in aperta campagna, come vorrebbe il progetto di Cazzola e soci, impianti sportivi e ricreativi, altra cosa è costruire delle abitazioni lontane da centri abitati e servizi. Una «coerenza rispettata da tutti i Psc finora elaborati», tra cui quello di Bologna. E se pure è vero che il Ptcp «ammette funzioni complementari a quelle sportive», le stesse prescrizioni - cioè la vicinanza a aree urbanizzate o urbanizzabili - riguardano anche le funzioni commerciali. Se le infrastrutture non ci sono, bisogna che la loro «realizzazione sia garantita da impegni finanziari già inseriti nei programmi di investimento degli enti competenti e/o dei soggetti attuatori dell’investimento». Per il nuovo stadio, poi, «si chiede il tipo di stadio ipotizzato, le funzioni presenti, le dotazioni territoriali necessarie per il suo funzionamento, gli usi, sportivi e non, che dovrà ospitare oltre a quelli calcistici». Per il vecchio Dall’Ara, si chiedono, invece, «gli usi e le funzioni previste per il suo riutilizzo».

Mentre la triade rossoblù riflette, Alfredo Vigarani, capogruppo dei Verdi a palazzo Malvezzi, spera che Romilia resti un sogno: «Sono felice che Cazzola abbia finalmente compreso il senso della pianificazione territoriale», esulta l’ambientalista.

COLPO DI SCENA Romilia non è stata ancora concepita che già sembra essere morta. Ieri la Provincia ha ricordato a Cazzola e soci i vincoli. Gli imprenditori ora getteranno la spugna?

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