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Paolo Pileri
Rifiuti e smog cos’è la città con due milioni di abitanti
17 Novembre 2008
Milano
Da un esperto la Domanda Da Due Milioni di Abitanti: sono sostenibili? Implicita la risposta. La Repubblica ed. Milano, 17 novembre 2008 (f.b.)

L’assessore Masseroli annuncia il Piano del governo del territorio e, trionfante, dice di avere la “ricetta” per rilanciare Milano. Tra le soluzioni proposte vi è quella di portare a 2.000.000 gli abitanti di Milano. Vorrei dare anche io il mio contributo su questa proposta, ma vorrei farlo lasciando da parte la questione degli indici urbanistici e delle speculazioni, e partendo invece da un’altra parte. Vorrei tentare di lavorare sulle cifre, aride e fredde cifre, per introdurre alcune questioni ambientali, legarle poi ai 700.000 nuovi abitanti e chiedere all’assessore di rispondere a domande che pongo come cittadino e studioso. In Internet, tra alcuni documenti pubblicati dal Comune, se ne scoprono due interessanti: la Relazione sullo stato dell’ambiente (2003) e il rapporto di Scoping della Valutazione ambientale strategica (2008). Per brevità chiamerò la prima Rsa e il secondo Vas. A Milano ci sono attualmente 1.308.981 abitanti (dato del 2005, riportato sulla Vas del 2008) che producono delle pressioni sull’ambiente. Potremmo immaginare, semplificando che 2 milioni ne producano un tot in più, con una logica lineare. Vediamo cosa accadrebbe. Stando alla Vas, a Milano 119 km2 sono occupati all’urbanizzazione, pari a 91 m2 per abitante. Se si volesse garantire questo spazio procapite anche ai futuri 700.000 abitanti occorrerebbero altri 6.369 ettari. A Milano ci sono 3988 ettari non urbanizzati (VAS, pag. 6). Fate i vostri conti.

E ancora. Utilizzando i parametri del 2004 di produzione di rifiuti (562 kg/abitante/anno, vedi Vas), 700.000 nuovi abitanti significherebbero 393.000 tonnellate/anno in più. Domanda: si sa dove smaltirli e quanto costerà?

Per quanto riguarda l’emissione di CO2, di cui tanto si parla, l’aumento previsto di abitanti potrebbe innalzare la produzione di CO2eq di 2,4 tonnellate l’anno (+53%, Rsa). Domanda: si sa come assorbirle o come non generarle?

Veniamo al consumo di energia elettrica per abitazioni. Secondo la Rsa ogni cittadino milanese consuma 1,5 Mwh/anno, quindi 700.000 nuovi abitanti innalzerebbero i consumi di oltre 1 milione di Mwh/anno. Domanda: abbiamo questa energia e le sue fonti di produzione? A quale costo?

Vediamo ora le auto. Le auto dei residenti a Milano, secondo la Rsa, sono 966.530, pari a 0,7 auto per abitante, neonati e ultraottantenni compresi. 700.000 nuovi abitanti significano 516.868 nuove auto. Poiché ognuna di loro occupa circa una decina di metri quadrati, ciò significa che se, ipotesi, si muovessero tutte insieme per Milano, avrebbero bisogno di oltre 5 milioni di metri quadrati, una cosa come oltre 450 stadi di S. Siro. Ce la si fa?

E ancora, il verde. I servizi. Ad esempio se tra questi futuri 700.000 nuovi abitanti ci fossero 200.000 ragazzi in età scolare. Poiché una classe è più o meno formata da 25 allievi in ogni grado scolastico, significa che occorrerebbero 8000 nuove classi ovvero 10000 nuovi insegnanti. Ci sono gli spazi e le risorse?

A questo punto sta al Comune dare la risposta. Ma non vorrei solo che mi si controbattesse punto per punto rassicurando che ci saranno le aule e gli insegnanti, che ci sarà il verde, che ci saranno capacità per smaltire i rifiuti, che non si produrrà un kg di CO2 in più. Insomma non mi date delle risposte di impegno per il futuro.

Le risposte che vorrei sentire sono: 1) che si abbia consapevolezza di tutto ciò e lo si comunichi ai cittadini chiaramente; 2) che chi governa e sta mettendo mano alla città così pesantemente, non si limiti a rassicurazioni e promesse, ma pianifichi prima i servizi e le soluzioni ambientali e poi dia il via libera ai cantieri per i 700.000 nuovi abitanti. Non vorrei trovarmi con nuovi palazzi, nuove strade, nuovi rifiuti, nuova CO2, nuovo Pm10 e aspettare che una futura amministrazione se ne prenderà cura.

Allora chiedo tre cose: il Comune si faccia carico della responsabilità ambientale nel sovraccaricare la città con ulteriori 700.000 abitanti e, visto che sta facendo il Piano di governo del territorio, ci dia una risposta sulla sostenibilità ambientale; infine, si impegni a garantire alla città e ai suoi abitanti prima la realizzazione dei servizi, visto che non credo bastino quelli che ci sono, e poi apra i cantieri. Questo sarebbe da fare, assessore Masseroli, visto che parlate di un piano per il futuro.

(Politecnico, Osservatorio nazionale sui consumi di suolo)

Nota: su altri aspetti della provocatoria sparata dell'assessore Masseroli (almeno si spera che non sia una vera "strategia") si veda il recente articolo di Marco Vitale sul Sacco di Milano (f.b.)

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