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Fulvio Bufi
Rifiuti, De Gennaro: piano irrealizzabile
16 Febbraio 2008
Articoli del 2008
Non era sindrome NIMBY, non erano ottusi nemici del “fare” quelli che contestavano la riutilizzazione delle vecchie discariche. Corriere della sera, 16 febbraio 2008

NAPOLI — Il piano della grande pattumiera capace di ingoiare un milione di tonnellate di rifiuti, il piano che il commissario straordinario Gianni De Gennaro aveva preparato per risolvere la crisi di Napoli, finisce nella spazzatura. Non è realizzabile perché le discariche individuate non possono essere riaperte. Il commissario le aveva scelte basandosi sulle documentazioni che gli erano state fornite, ma quando i tecnici sono andati a fare gli esami necessari prima di dare l'ok all'utilizzo, è venuto fuori un quadro completamente diverso. L'impianto di Montesarchio poteva franare da un momento all'altro, quello di Ariano Irpino anche, e in più è pure inquinato. La discarica di Villaricca, che secondo il piano aveva una capacità di 35 mila tonnellate, in realtà non può riceverne più di diecimila.

Tutte informazioni che è lo stesso De Gennaro a fornire in una conferenza stampa stavolta ristrettissima, senza né telecamere né microfoni. Ammette: «Non sono riuscito a trovare colpi d'ala per raccogliere, nei cento giorni preventivati, le 200 mila tonnellate di giacenza». Oggi di giorni alla scadenza del suo mandato ne mancano ottantaquattro e tranne la riapertura del sito di stoccaggio di Ferrandelle — che ha una capacità di 350 mila tonnellate, ma per accordi con i cittadini che protestavano ne sarà utilizzata solo la metà — non c'è altro.

Nei quartieri residenziali o del centro di Napoli la raccolta dell'immondizia ora si fa, in periferia meno, in provincia è ancora un disastro. E per smaltire le tonnellate di spazzatura in giacenza ci si è rivolti a ditte tedesche, che potranno farlo in circa sei mesi. Per avere discariche utilizzabili bisognerà invece aspettare l'apertura dei cinque impianti (uno per provincia) di cui, con un provvedimento del governo, fu decisa la realizzazione quando a gestire l'emergenza c'era il capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Era l'estate 2007: cioè quattro commissari fa.

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