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(red.)
Ridurre i costi della congestione
12 Dicembre 2006
Altre città italiane
A Manhattan si dibatte la possibilità di introdurre una tariffa di ingresso anti congestione al centro. Nei nostri centri storici? Mah! The New York Times, 10 dicembre 2006 (f.b.)

Titolo originale: Reducing the Cost of Congestion – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Rassicura, che il sindaco Michael Bloomberg non abbia chiuso del tutto le porte ad una tariffa sulla congestione, anche davanti a coloro che la chiamano scorrettamente tassa. Il sindaco e I suoi funzionari tecnici hanno senza dubbio osservato il successo di queste misure in città come Londra o Stoccolma, che hanno allentato gli ingorghi fissando una tariffa d’accesso per gli automobilisti alle strade più usate.

L’argomento a favore dell’esame di una tariffa sulla congestione ha avuto ulteriore impulso la scorsa settimana, con uno studio della Partnership for New York City che mostra come le strade intasate costino alla città 13 miliardi di dollari l’anno.

E quella cifra appare prudente per difetto. Il Department of Transportation federale, utilizzando dati del Texas Transportation Institute, calcola il costo del traffico nelle città di tutto il paese a un’incredibile cifra di 200 miliardi. E senza contare l’inestimabile valore del tempo e delle occasioni perse. Imprese e consumatori ci perdono quando beni e servizi non vengono distribuiti con efficienza, e ambiente e salute umana soffrono in modo grave l’aria inquinata.

Washington ora sta distribuendo fondi per finanziare studi che consentano alle città di individuare modi per allentare la congestione. Bloomberg deve approfittarne. Anche se i sondaggi mostrano come i newyorkesi desiderino un sollievo dal sovraccarico di traffico, una sperimentazione concreta della tariffa anticongestione potrebbe contribuire a stipulare un patto. É quanto accaduto a Stoccolma, dove i cittadini prima hanno esitato, poi dopo una sperimentazione di sette mesi hanno votato a favore della tariffa.

I pendolari di New York hanno i tempi di spostamento più lunghi del paese. Se non si trovano subito delle soluzioni, la situazione è destinata a peggiorare con l’aumento della popolazione, previsto di un milione di persone, a raggiungere i 9,2 milioni, neo prossimi 25 anni.

Lo studio Partnership propone altri dati interessanti. Se si diminuisse il traffico del solo 15%, si sostiene, potrebbero essere creati sino a 52.000 nuovi posti di lavoro. Si tratta di un obiettivo raggiungibile. A Londra, che impone una tariffa di circa 16 dollari agli automobilisti nel quartiere centrale degli affari, il traffico è stato ridotto del 17%. A Stoccolma, dove la tariffa varia a seconda delle ore della giornata, il traffico in centro è crollato del 25%.

I vantaggi si avvertirebbero in tutte e cinque le municipalità, a Long Island e New Jersey, dove lo studio ha rilevato che il traffico sulle strade più affollate verso Manhattan si sposta a meno di venti chilometri l’ora.

L’epicentro del garbuglio di New York è a Manhattan, a sud della 60° Strada. Ogni giorno della settimana entrano nell’area oltre 800.000 automobili. Circa un quinto di questi veicoli è soltanto di passaggio sulla direttrice fra New Jersey e Queens o altre destinazioni verso est.

Ma la cosa più incredibile è che oltre il 40% dei veicoli che si muovono nell’area occupato da una sola persona, il conducente. La tariffa sulla congestione potrebbe trasformare qualcuno di questi automobilisti in utente del trasporto pubblico, che riceverebbe anche il ricavato delle tariffe per migliorare il servizio della metropolitana, aumentare il numero degli autobus veloci e sostenere i traghetti a basso costo.

Chi è contrario alla tariffa sulla congestione –come alcuni proprietari di parcheggi che temono posti vuoti – sostiene che va contro i piccoli imprenditori, che possono non avere alternative al venire in città in auto. Altri esprimono perplessità riguardo agli abitanti della città che possiedono un’auto, e potrebbero aver bisogno di usarla. Ma il sistema può essere tagliato su misura per rispondere a queste obiezioni.

La discussione su come New York possa attuare un piano di tariffe di ingresso è meno importante, ora, del fatto di mantenere in gioco la sua possibilità. Bloomberg cerca modi per far crescere l’economia della città, ridurre le emissioni e migliorare la salute pubblica. Tutti questi obiettivi potrebbero essere raggiunti semplicmente allentando la congestione da traffico.

Nota: il citato caso di Stoccolma è raccontato con qualche particolare in questo articolo dallo International Herald Tribune; la bonifica urbana è affrontata comunque con ben altro piglio dalla RPA nel suo recentissimo piano integrato per Newark, appena al di là dell'Hudson (f.b.)

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