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Rete lombarda dei Comitati per la difesa del territorio e dell'ambiente
10 Giugno 2008
Padania
Dalla regione all’avanguardia nella demolizione del buon governo del territorio l’avvio di un’iniziativa controcorrente, che salutiamo con speranza

Sabato 14 giugno, dalle 10 alle 16, alla sala conferenze del Teatro Donizetti di Bergamo, si tiene l’assemblea costitutiva della Rete lombarda dei Comitati per la difesa del territorio e dell'ambiente. Introdurranno la manifestazione Ezio Locatelli e Mario Agostinelli, e interverrà Alberto Asor Rosa.

Come eddyburg aveva auspicato l’esempio della Rete toscana si sta estendendo. Dopo una regione il cui passato ha lasciato patrimoni considerevoli custoditi per secoli e solo recentemente abbandonati al degrado, scende in campo una regione in cui da decenni dominano ideologie distruttive.

La costituzione della Rete lombarda vede svolgere un ruolo centrale sia alle componenti storiche dell’ambientalismo di sinistra sia al recente movimento per la tutela dei parchi regionali, cui eddyburg ha fornito tutto il suo sostegno. Auguri alla nuova Rete, di cui pubblichiamo il manifesto e, in calce, le firme dei promotori.

VERSO LA COSTITUZIONE DELLA RETE LOMBARDA DEI COMITATI PER LA DIFESA DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE

Il grado di vivibilità e di sostenibilità ambientale del territorio lombardo sta notevolmente peggiorando. Questo è quanto dice tutta una serie di indicatori che attestano uno scadimento dei parametri relativi alla qualità dell’aria, sistemi di trasporto, rifiuti, qualità dell’acqua, siti contaminati, inquinamento acustico, inquinamento elettromagnetico, cementificazione.

Siamo in presenza di una situazione di degrado e di crisi ambientale che non è solo conseguenza di un dato quantitativo determinata dall’alta densità degli insediamenti produttivi, residenziali, o di modelli di consumo e di trasporto individuali. Questa situazione è anche e soprattutto il frutto di una politica orientata all’abbandono di strumenti di programmazione e di governo del territorio, di una politica orientata a dare preminenza all’interesse privato rispetto all’interesse pubblico. Ed ancora, nel corso di questi anni abbiamo assistito ad una politica di sviluppo fondata su un’idea di crescita senza limiti, rivolta a rilanciare la Lombardia come “territorio della competizione e del consumo” tramite una piena valorizzazione economica - meglio sarebbe dire pieno sfruttamento - dei fattori del territorio: ambiente, risorse naturali, beni comuni, servizi. Questo è il rischio cui è esposto, in definitiva, il progetto di Expo 2015 presentato come un progetto che mette al centro i temi agroalimentari e energetici, Expo può diventare il paravento dietro cui nascondere una nuova ondata di speculazioni immobiliari, cementificazioni, realizzazioni di grandi opere, autostrade, alta velocità.

Di contro a questo modello di sviluppo, che è causa di distruzioni ambientali sempre più vistose e visibili, si sono costruite nel corso degli anni una molteplicità di iniziative di denuncia, di dibattito, di mobilitazione. Iniziative ambientali e pratiche di partecipazione per lo più agite sul piano locale, rivolte a difendere i propri territori dal saccheggio e dalle privatizzazioni. Noi riteniamo che queste pratiche e iniziative territoriali, al di là di essere una risposta fondamentale sul terreno della difesa della qualità della vita e della salute, rappresentino un potenziale di cambiamento, la possibilità di delineare un altro modo di fare economia, di intendere lo sviluppo non più incentrato sulla crescita fine a se stessa, ma basato sulla capacità di interagire positivamente con i cicli ambientali. Un’ idea di sviluppo qualitativo capace di ridurre e recuperare rifiuti, di fermare la cementificazione e le grandi opere speculative, di affermare il diritto alla mobilità nei termini di un rilancio delle diverse forme di trasporto pubblico e collettivo, di approntare una politica energetica fondata sul risparmio e le fonti rinnovabili, di attuare una politica di risanamento territoriale, di riuso urbano e di difesa dei beni comuni, di contrastare i cambiamenti climatici, tema quest’ultimo per il quale è prevista l’importante manifestazione nazionale del 7 giugno a Milano.

I comitati, le diverse realtà associative che operano sui temi della salvaguardia del territorio e dell’ambiente possono rappresentare - laddove la politica tradizionale allo stato attuale registra e segnala una sua crisi profonda di rapporto con l’insediamento sociale - un terreno di ricostruzione di una nuova stagione di partecipazione, di vertenze in direzione di una difesa durevole delle risorse ambientali e territoriali, di un ripensamento del nostro modello di sviluppo. Unitamente al riconoscimento e alla valorizzazione piena di tutti i contributi e le sollecitazioni che sono proprie di una politica di prossimità, ci sembra altrettanto importante costruire la dimensione di una riflessione e di un intervento più a carattere regionale attraverso la condivisione di obbiettivi comuni e molteplici.

A tal proposito, come persone, comitati, organismi impegnati a vario titolo sui temi della salvaguardia del territorio e dell’ambiente, nonché della difesa dei beni comuni, proponiamo un incontro regionale per dare vita ad una rete aperta a tutti gli interessati - come già avviene in Toscana e in altre regioni - quale strumento di supporto alle forme di partecipazione, di mobilitazione, di vertenze presenti a livello locale.

Promotori

Mario Agostinelli (Consigliere regionale e Portavoce contratto mondiale energia), Ezio Locatelli (già Consigliere regionale e Parlamentare, comitati ambientalisti) Pino Vanacore (portavoce Unaltralombardia), Luigi Mara (Centro per la Salute Giulio A. Maccacaro), Domenico Finiguerra (Sindaco Cassinetta di Lungagnano), Bruno Muratore (ex Dirigente Regione Lombardia-settore Agricoltura), Ivana Brunato, (Camera del Lavoro - Varese), Giorgio Ferraresi (Politecnico di Milano), Gianni Beltrame (Professore di urbanistica), Francesco Chiodelli (dipartimento architettura e pianificazione del Politecnico di Milano), Francesco Macario (urbanista nonché assessore al Comune di Bergamo), Fausto Amorino (Assessore all’ambiente al Comune di Bergamo),Marco Caldiroli (Medicina Democratica), Andrea Di Stefano (direttore rivista Valori), Franco Morabito (Presidente Circolo Peppino Impastato Paullo), Antonio Frascone (Unaltralombardia Magenta), Paolo Cagna Ninchi (Unaltralombardia Milano), Massimo Tafi (esperto di comunicazione, Varese), Livio Muratore (Cgil Varese) Bianca Dacomo Antoni (Lista Fo), Luca Trada (No expo), Sergio Finardi (Attac Italia), Andrea Savi (Associazione ex Fornace Rho), Antonio Corbelletti, (Rete Green, Pavia), Dijiana Pavlovic (cittadina italiana, Comunità Rom), Salvatore Amura (Vicepresidente Associazione Rete Nuovi Municipi), Roberto Fumagalli (Presidente Circolo ambientale “Ilaria Alpi” Merone-Como), Nicoletta Pirotta (Territorio precario-Como), Massimo Patrignani (Forum Ambientalista), Maurizio Mazzucchetti e Marina Zanella (Comitato contro l’interporto di Montello), Matteo Gaddi (Associazione culturale Punto Rosso), Davide Biolghini (Lilliput Milano), Rolando Mastrodonato (Vivi e Progetta Milano), Amalia Navoni (Comitato San Siro Milano), Franco Azzali (Lega Cultura di Piadena), Roberto Molinari (Forum Sinistra Canegrate), Sergio Cordibella (ex Consigliere regionale), Sergio Clerici (No Polo logistico, Arese), Tronconi Pierattilio (No centrale di Bertonico), Adriano Pirotta (ingegnere, esperto in trasporti e territorio), Francesca Berardi (Comitato per l’acqua pubblica Cremona), Giorgio Simone e Stefano Zenoni (architetti), Emanuela Garibaldi (architetto), Marco Brusa (ingegnere nucleare, consulente associazioni ambientaliste), Rocco Cordì (Unaltralombardia Varese), Alessandro Moroni (Comitato promotore Parco Agricolo/Ecologico Bergamo), Giovanna Galli (Comitato Ambientalista Treviglio), Pino Timpani (Associazione per i Parchi del Vimercatese), Daniele Icari (Terra Nostra), Rete Bassa Ceru, Mattia Avigo (Collettivo uscita di sicurezza), Comitato per la salvaguardia sociale e ambientale della Martinella, Paolo Longaretti (Comitato di Levate), Alberto Scanzi (Presidente Circolo Gramsci di Bergamo), Adele Ghilardi (Comitato pendolari Romano di Lombardia), Anna e Joris Bettoni (Tavernola Democratica), Adriana Beretta (Comitato ecologico Caravaggese), Milvo Ferrandi (Comitato per Redona), Claudio Sala (Comitato contro il megacentro commerciale di Quitntano), Vittorio Armanni (consigliere provinciale di Bergamo), Luca Benedini (Codiamsa di Mantova), Partecipa Ezio Corradi (coordinamento dei Comitati ambientalisti Lombardia), Antonietta Bottini (Comitato Broni-Mortara)

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