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"Questione morale: è in discussione anche l'urbanistica!"
18 Dicembre 2008
Lettere e Interventi
Sergio Brenna, dal profondo nord

Caro Eddyburg, Marco Casamonti, già indagato a Firenze per corruzione nella vicenda Castello/Fondiaria/Sai, è stato arrestato per turbativa d'asta a Terranuova Bracciolini (AR). Ben s-pregiudicati questi astri nascenti dell'architettura italiana, commenterebbe forse d'Avec ! Ma, come osservava Marc Bloch nel suo "Esame di coscienza di un francese" scritto nel 1940 alla vigilia della sua entrata nella resistenza antinazista in cui avrebbe trovato la morte, "in una nazione nessun corpo professionale è mai totalmente responsabile dei propri atti. La solidarietà collettiva è troppo forte perché un'autonomia di tal genere sia possibile". I fatti di Firenze sull'area Castello, quelli di Pescara sul riuso dell'ex sedime ferroviario, le indagini in corso a Perugia, a Genova, a Milano chiamano in causa non solo la moralità della classe politico-amministrativa e dei suoi tecnici, ma di un'urbanistica delle trattative senza progetto generale di città che ci ha riportato indietro di quarant'anni, a prima della legge ponte del 1967, alle "convenzioni" senza Piano regolatore, alle inchieste dell' Espresso su "Capitale corrotta, nazione infetta".

Eppure nel Parlamento del bi-partitismo, teoricamente alternativo eccetto che per le regole istituzionali, in materia urbanistica i parlamentari milanesi Lupi (FI) e Mantini (PD)continuano a presentare disegni di legge che mostrano un'invincibile attrazione fatale nel legittimare e perpetuare quel regime di trattative senza regole. Sarà o no il sintomo di quella "solidarietà collettiva" da cui scaturiscono poi gli scandali urbanistici su cui indaga la magistratura e si pone la questione morale ? E perché nessuna forza politica, fuori e dentro il Parlamento, pone con forza e coerenza la necessità di porre fine al quasi ventennio di deregolazione diffusasi coi Piani integrati e gli Accordi di programma, per tornare ad una pianificazione generale collettiva e condivisa ? Non servono, altrimenti, le lacrime di caimano sui grattacieli storti o le tardive indignazioni sulla decadenza morale dei pubblici amministratori.

Come non condividere il tuo amaro giudizio? Dobbiamo continuare a insistere, e a sperare che diventino sempre più evidenti agli uomini di buona fede le ragioni per le quali continuino a manifestarsi dissesti, degradi, sprechi e dissipazioni di risorse essenziali, abbandono dell’interesse generale, rinuncia a ogni futuro per noi e i nostri posteri. Queste ragioni si chiamano anche abbandono della regolazione del territorio nell’interesse della maggioranza dei cittadini, e introduzione di quegli strumenti deregolativi cui fai riferimento. Ad alcuni faccio cenno nell’eddytoriale che sto per mettere in rete.

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