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Sandro Roggio
Quei controlli impossibili a villa Certosa
11 Dicembre 2005
I tempi del cavalier B.
Dalla Sardegna un commento all'artico di Giannantonio Stella (qui sotto). Da il manifesto del 21 dicembre 2004

I Paesi civili non sanno proprio cosa siano gli abusi edilizi. Casomai sarebbero considerati alla stregua di oltraggi alle regole di convivenza tra cittadini e condannati senza riserve dal sentimento comune. Nell’Italia di oggi queste violazioni sono utili per fare quadrare i conti, e dal governo incluse tra le pratiche emancipate e liberali: nel senso che ognuno a casa sua è libero di fare ciò che gli pare e piace. Come nelle caricature di Guzzanti figlio sugli slogan del Polo delle libertà.

Berlusconi non solo fa approvare provvedimenti per condonare queste violazioni in danno dei più pregiati paesaggi. Ma da l’ esempio, eludendo da tempo i controlli su ciò che succede attorno a casa sua, in Sardegna, mentre si avanza da mesi il sospetto che le opere, in un ambito soggetto a tutela paesistica, non siano state autorizzate.

Invece di mettere le carte in tavola, come avrebbe fatto qualsiasi statista preoccupato delle ricadute istituzionali (la stampa estera segue con ironica indignazione il caso) ha deciso quest’estate di rimediare apponendo in un paio di giorni il segreto di Stato. Costringendo il nuovo governo della Regione Autonoma a porre la questione delle prerogative in materia di tutela del territorio.

Confermando tra l’altro tutta intera l’impressione che poca o nessuna protezione potranno assicurare al presidente e ai suoi ospiti gli approdi coperti, le piscine, l’anfiteatro e tutti gli altri corredi insolenti, a fronte di attentati che come si sa violano ben altre protezioni ( si consideri che Blair è stato ospite ad agosto in una splendida tenuta in Toscana tutt’altro che munita ).

E mentre il segreto veniva opposto verso chiunque ( magistrati compresi, ci mancherebbe) provasse a indagare sul caso, le fotografie del complesso in Gallura facevano il giro del mondo via internet. (Così almeno si ha un’idea di come si possa esibire sguaiatamente la propria ricchezza, con tutti gli eccessi immaginabili che non trovano apprezzamento neppure in quelle riviste tipo “casamata” “dolcecasa” che dedicano i loro servizi a ben più sobrie e raffinate abitazioni).

Ma non si pensi che la faccenda sia stata sottovalutata dal premier che ancora una volta sa, da abile comunicatore, di essere in sintonia con quella parte del Paese sensibile ai suoi sfarzi autocelebrativi e insofferente verso le regole tutte e che trova gratificante il condono e rassicurante ogni caso altolocato di trasgressione.

Sono poche le leggi approvate in questi anni che non abbiano esplicitamente nel titolo o tra le righe di un comma una risposta ad esigenze private di Berlusconi e dei suoi amici. Tra i provvedimenti ad personam (anzi: prodomo sua) ci sarebbe ora la disposizione in legge finanziaria secondo cui i lavori per la sicurezza a cura di Sismi, Sisde Cesis potranno avvenire ricorrendo a imprese di fiducia, eludendo i procedimenti di gara previsti dalle disposizioni di legge sui lavori pubblici.

Siccome tra le strutture da proteggere c’è anche la proprietà del premier in Sardegna, il sospetto è che si voglia evitare che un trasparente procedimento di appalto, di opere connesse alla sicurezza (?), possa mettere in luce le difformità.

Se questa ipotesi avanzata da autorevoli cronisti fosse vera ci troveremmo di fronte a un altro caso di interessi in conflitto. Ben poca cosa, si dirà, rispetto alla norma salvaPreviti. Piuttosto un’altra conferma di come vanno le cose da quando le regole su cui si fonda la Repubblica sono tutte, proprio tutte adattabili volta per volta al bisogno di pochi. Il danno che potrà arrecare, appunto ai tanti luoghi della penisola, questo modo di pensare e di fare – ognuno per sé – è molto al di là della nostra immaginazione. La privazione del nesso tra governo del territorio e interesse pubblico è un obiettivo delle destre che si sta realizzando pezzo dopo pezzo: i paesaggi e i beni comuni sono già merci e la loro valorizzazione monetaria è l’obiettivo. Ma questo non è un tema che appassiona come dovrebbe la sinistra.

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