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Riccardo Rosa
Quattro torri in periferia: Monza cresce in verticale
18 Luglio 2010
Padania
Nell’area della Cascinazza adesso ci vogliono fare un bel “centro direzionale” modello anni ’60! Prodezze urbanistiche centrodestre dal Corriere della Sera ed. Milano, 18 luglio 2010 (f.b.)

Una città da 140 mila abitanti con uno skyline composto da quattro torri che si stagliano contro il Resegone e la Grigna: ecco come potrebbe presentarsi la Monza del futuro. La variante al Piano di governo del territorio messa a punto dalla giunta di Marco Mariani debutterà in consiglio comunale solo dopo le vacanze estive. Tuttavia, fa già discutere. L'assessore all'Urbanistica, Silverio Clerici, che ha ricevuto la delega direttamente dalle mani dell'onorevole Paolo Romani, non si è limitato a illustrare i numeri del documento, ma ha anche una visione: «Mi piace l’idea di uno sviluppo verticale della città — spiega Clerici —, a patto però che avvenga nelle periferie. L'amministrazione ha messo a disposizione un certo quantitativo di metri cubi, adesso spetta ai privati avanzare proposte intriganti». La variante individua sei poli tematici: sanitario, tecnologico, sportivo, energetico, Expo 2015 (Cascinazza) e ricreativo.

Tre verrebbero identificati con delle torri: torre dello sport, dove inserire per esempio un palazzetto del ghiaccio, torre dell'energia rinnovabile con tetti verdi, sistemi di recupero delle acque piovane e aziende specializzate nel settore dell'energia rinnovabile e torre tecnologica, dove dare spazio ad aziende in grado di garantire ricerca sul fronte innovazione. A queste se ne aggiungerebbe una quarta, un albergo alto sessanta metri in via Borgazzi angolo viale Campania. Il tutto, però, in periferia — prosegue Clerici —. Se le avessero fatte in centro, invece, sarebbero state uno scempio». I numeri parlano di 3 milioni e rotti di metri cubi di residenziale (quasi due sono recupero dell'esistente), di 980 mila metri quadrati di terziario e produttivo e di uno sviluppo di circa 20mila abitanti in dieci anni. Il principio cardine è «urbanistica contrattata»: metri cubi in cambio di servizi e aree verdi attrezzate.

L'esempio è l'area della Cascinazza, zona sud di Monza, da anni al centro di roventi polemiche fra l'amministrazione comunale e l'ex proprietà, la famiglia Berlusconi. Su questo lotto di oltre 500 mila metri quadrati l'amministrazione ha autorizzato 400 mila metri cubi. Il 25% sarà di residenziale, il 75% potrà essere suddiviso fra terziario, produttivo ed espositivo. E per non perdere il treno di Expo 2015, si ipotizzata la realizzazione di uno o più centri legati all' esposizione universale. I privati dovranno realizzare un parco fluviale e un parco attrezzato di 15 ettari complessivi. Inoltre lungo l'asse viabilistico che corre di fronte alla Cascinazza è stato programmato la realizzazione di un boulevard delle industrie e degli artigiani, una specie di «viale vetrina» dove potranno trovare spazio le attività produttive della città.

I partiti di minoranza però non ci stanno e sono già partiti all'attacco. Alfredo Viganò, consigliere della lista Faglia, parla di «svendita del territorio e norme che esautoreranno il consiglio comunale» eMichel Faglia, capogruppo dell'omonima lista nonché ex sindaco, si chiede se «il documento non sia a rischio bocciatura da parte della Provincia», che ha appena detto no a tre insediamenti nel Vimercatese. «Ha lo stesso metro usato in passato — commenta Faglia —, questa variante non ha alcun futuro». Per Marco Mariani, però, non c'è alcun rischio — spiega il primo cittadino — e quelle zone vanno salvaguardate. Tuttavia, non c'entrano nulla con noi. Anzi, la variante al Pgt, oltre a piste ciclabili, asili nido e centro ricreativi, prevede ben 400 mila metri quadrati di verde attrezzato, fra i quali un mega parco proprio sulla Cascinazza».

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