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Francesca Pilla
Quartiere abusivo giù con le ruspe
23 Giugno 2007
Campania felix
Abbattuta in Campania la punta di un iceberg: le costruzioni abusive di Casalnuovo. Da il manifesto del 23 giugno 2007

Sventrato e poi raso al suolo con un braccio meccanico alto 24 metri e guidato da una pinza demolitrice del genio militare. E' iniziato ieri lo smantellamento del quartiere abusivo, spuntato dal nulla in pochi mesi, lo scorso anno, nella cittadina di Casalnuovo, alle porte di Napoli. Ad assistere al «funerale» delle proprie abitazioni un nutrito gruppo di cittadini truffati dalla ditta Visagi di Domenico Pelliccia, che rimasti senza casa hanno tentato fino all'ultimo di impedire gli abbattimenti. Il ricorso che hanno presentato al Tar è stato bocciato giovedì. Una donna ha anche preso per mano il figlio ed è sgattaiolata dentro l'edificio, il numero 8 di via Vecchiullo. Ha opposto resistenza rifiutandosi di abbandonare il suo appartamento, ma è stata portata via dalle forze dell'ordine.

Sono 57 le famiglie vittime di una mega truffa scoperta all'inizio dell'anno. Un affare enorme in cui è coinvolta parte della classe dirigente locale, comprese le forze dell'ordine, la Finanza, i vigili urbani, i tecnici del comune che hanno fornito i timbri per gli attestati di condonabilità degli immobili, i notai che hanno apposto le firme per legalizzare le compravendite, le banche che hanno concesso i mutui. Un giro di connivenze gestito dalla camorra edilizia, dove il pubblico si mescola agli affari loschi dei privati tramite aziende dalla faccia pulita e che ha permesso di costruire 230 mila metri cubi di edifici, 81 palazzi, 450 appartamenti e una ventina di villette a schiera alla luce del sole, senza che nessuno muovesse un dito. Compreso il sindaco di centrodestra Antonio Manna, che dopo tre mesi dalla scoperta era stato costretto a presentare le dimissioni, salvo ritirarle 30 giorni dopo. Così ieri quando è arrivato a Cesarea per assistere alla demolizione è stato pesantemente contestato e insultato dai cittadini.

L'inchiesta è nelle mani del pm Adolfo Izzo della procura di Nola che un paio di settimane fa ha recapitato le prime 20 richieste di rinvio a giudizio, per un totale di 110 capi d'imputazione che vanno da reati di falso per soppressione di atti pubblici, falso ideologico, truffa aggravata e costruzione abusiva. Ora si dovrà trovare una soluzione alternativa per gli ex-abitanti che in buona fede si sono anche indebitati per ottenere quattro mura in cui vivere e che nel processo saranno considerati parte lesa.

Le istituzioni locali garantiscono che si occuperanno della cosa, ma ieri è stata la giornata della soddisfazione per aver riportato la legalità a Casalnuovo. L'azione più imponente di repressione contro l'abusivismo mai compiuta in Campania. Antonio Bassolino, il presidente della regione, l'ha considerata un'operazione di grande valore per cui la regione ha investito oltre un milione di euro: ce ne vorranno altri quattro di milioni per buttare giù l'intero rione abusivo. Anche il ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio ha definito gli abbattimenti una vittoria e una promessa mantenuto una promessa: «Dobbiamo far passare il messaggio della tolleranza zero verso gli abusi edilizi». Soddisfatta Legambiente che però tramite il suo presidente Michele Buonomo ha ricordato come la situazione nella regione sia sempre più drammatica: «Interi quartieri costruiti senza una sola licenza edilizia - ha spiegato - Giunte comunali che si compongono e si scompongono a seconda dell'adesione o meno agli interessi degli speculatori, addirittura enti locali che collocano loro strutture in immobili abusivi, territori divenuti ormai un mostro di cemento illegale». Secondo le stime dell'associazione nel 2006 si è viaggiato alla media di 16 case abusive al giorno, per un totale di circa 6000, con la costiera amalfitana e la provincia di Napoli capitale della cemento connection.

Da Casalnuovo però i rappresentanti del centrodestra fanno sapere di non voler essere etichettati come la cittadella illegale. «Questa operazione è stata pubblicizzata troppo - dice Paolo Proto, consigliere comunale - Il recupero di questa area quanto costerà? Sarà il cittadino a pagare». Sta di fatto che i suoi abitanti hanno già pagato lo scempio del territorio affidato ai propri rappresentanti politici.

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