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Quanto ci costerà il raddoppio dell’aeroporto
27 Luglio 2012
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Fra le “grandi opere” c’è l’ampliamento dello scalo di Fiumicino. Molte le ombre sul progetto. Il Fatto Quotidiano, 27 luglio 2012 (m.p.g.)

Facce serie. Giacche abbottonate. Sguardi proiettato al futuro. Il “gioco” è grande, enorme: vale 12 miliardi di euro, quanto due ponti di Messina. Quanto mai nessuna opera in Italia. È il raddoppio delle scalo aereo di Fiumicino, presentato ieri nella Capitale da Aeroporti di Roma. Ma la condizione affinché possa decollare “è avere il contratto di programma, altrimenti saremo costretti a bloccarlo”, spiegano i vertici della società di gestione aeroportuale, presieduta da Fabrizio Palenzona. Tradotto: un adeguamento delle tariffe. Maggiori costi. Parliamo di circa tre euro a biglietto, moltiplicati per gli attuali 35 milioni circa di passeggeri, fanno oltre cento milioni di euro l’anno. “Il progetto per la realizzazione della nuova struttura aeroportuale prevede un incremento della capacità ad oltre 100 milioni di passeggeri annui e gli investimenti che verrebbero attivati sarebbero sostenuti per il 50% da vettori e da passeggeri esteri”, sostengono da Adr.

Peccato che alcune cose non tornano. Primo: lo scalo londinese di Heathrow, tra gli hub più grandi al mondo, ha lo stesso numero di piste del Leonardo da Vinci. Ma gli inglesi non intendono raddoppiarle. Secondo: molte aziende stanno spostando il proprio business verso vettori più grandi. Quindi minori decolli e atterraggi. Terzo: per realizzare l’opera sono necessari 1.300 ettari, la maggior parte dei quali sono di proprietà della azienda agricola Maccarese spa, colosso di proprietà della famiglia Benetton, acquistata dall’Iri per circa 93 miliardi. Adesso sono agricoli, coltivati, riforniscono la Capitale e la provincia di frutta e verdura, impegnano mano d’opera. Sono ossigeno per il territorio. In caso di esproprio la famiglia trevigiana vedrà riconosciuto un indennizzo pari a 20 euro a metro quadrato per circa 1000 ettari. Ottima plusvalenza.

Due anni fa il Fatto si è occupato della vicenda, con i cittadini preoccupati per la propria salute, visti i continui episodi tumorali. Mancavano i numeri, i dati. Ancora non esistono, ma qualche indicazione in più arriva dalla Lombardia: una nota inedita del ministero dell’Ambiente, pubblicata per la prima volta sul nostro giornale, ha rivelato che Malpensa, negli ultimi dodici anni, ha registrato un aumento per mortalità legate alle malattie respiratorie, pari al 54 per cento e un balzo nei ricoveri del 23,8 per cento, contro una media della provincia del 14 per cento. Eppure da Adr parlano solo di presunto sviluppo e di presunta mano d’opera. Oltre ai soldi necessari per realizzarla.

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