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Anna Maria Bianchi
Progetto Fori: la Commissione paritetica, il Sindaco Marino e il Sindaco Petroselli
7 Gennaio 2015
Roma
Cominciano le tattiche dilatorie sul Progetto Fori? Una disamina puntuale delle molte e vistose contraddizioni e ambiguità in campo.

Cominciano le tattiche dilatorie sul Progetto Fori? Una disamina puntuale delle molte e vistose contraddizioni e ambiguità in campo. Carteinregola, 6 gennaio 2015 (m.p.g.)

Sul quotidiano La Repubblica di oggi, il Presidente della “Commissione Paritetica per l’elaborazione di uno studio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma” Giuliano Volpe, risponde all’intervista rilasciata dall’assessore Caudo sempre a Repubblica il 3 gennaio sulla volontà dell’amministrazione Marino di portare avanti il Progetto Fori con il ripristino della continuità dei Fori smantellando la strada costruita all’inizio degli anni ’30 da Mussolini. In realtà, nonostante l’annuncio, il titolo e il sommario dell’articolo anticipino che “il Mibact “boccia” Caudo: impossibile smantellare via dei Fori Imperiali“, le dichiarazioni di Volpe sono in realtà un capolavoro di “svicolamento” davanti alle domande, inutilmente incalzanti, del giornalista Boccacci.
Eccole:
1) “Qual è il giudizio sul progetto [del Campidoglio, confermato da Caudo nell’intervista a Repubblica]?"
2) “Il Campidoglio è favorevole allo smantellamento…e voi”?
3/4) “Che proponete?… Che cosa bisognerebbe aspettare?”
5) “…Che manca per realizzare un sogno coltivato ormai da tre decenni?”
6) "…La commissione è divisa…Adriano La Regina è favorevole allo smantellamento, con una posizione opposta a quella degli altri componenti…”

Ed ecco le risposte, rispetto allo smantellamento di Via dei Fori Imperiali, che non arrivano a nessuna conclusione chiara (tantomeno a un “no” deciso):
1) L’assessore Caudo [che nell’intervista ha definito “contraddittoria” la posizione della Commissione sulla rimozione della strada aggiungendo che restituisce posizioni diverse NDR] “su questo punto ha frainteso i contenuti della relazione”
2) La commissione ha sottolineato che “Via dei Fori Imperiali …è ormai parte integrante del paesaggio urbano… svolge una funzione di collegamento essenziale nella città"
3/4) “Abbiamo proposto una soluzione progressiva…un sostanziale miglioramento della situazione dell’attuale strada”… “E soprattutto un progetto organico…”
5) “C’è un problema tecnico che riguarda i livelli degli scavi, molto inferiori a quello della strada [sic!]” “la commissione ha proposto di proseguire sulla via dello studio e della progettazione di soluzioni innovative…“
6) “La Regina ha condiviso l’intera impostazione… solo sul punto della conservazione del tracciato strada c’è stata una posizione differente…”[il punto centrale del Progetto Fori NDR] e “più sui tempi che sugli obiettivi da raggiungere”…

L’unica cosa che ci sembra chiara, in realtà, è che nessuno ha il coraggio di realizzare davvero il progetto di Cederna, Argan e Petroselli, ma neanche di dire che il progetto di Cederna, Argan e Petroselli non “s’ha da fare”. Quindi si fa un po’ di teatro, si adducono i “tanti problemi tecnici“, dal dislivello in su – cioè si scopre l’acqua calda alla faccia di tutti quelli che da decenni hanno lavorato a un progetto che non è più da pensare, solo da realizzare – e si chiede altro tempo per approfondire ancora. Naturalmente per passare da uno “studio” a “un progetto strategico condiviso“… senza “preconcetti“, evitando le “polemiche“, e superando “le posizioni ideologiche contrapposte“. Amen.

A questo punto la palla passa a Ignazio Marino, che deve scegliere tra la silenziosa eutanasia del progetto prospettata dalla Commissione Paritetica (e dal ministro Franceschini?) e la realizzazione del Progetto Fori che ha promesso ai suoi elettori, portato avanti dal suo assessore, ma che in realtà non è né di Marino, né di Caudo, ma di Argan, Cederna, Petroselli (Benevolo, Insolera, Calzolari, Nicolini…).

In questi tempi bui, noi cittadini guardiamo al Sindaco Marino con fiducia e timore, perché sappiamo che si trova ad un bivio. Da una parte può approfittare delle eccezionali circostanze negative per tirare fuori un coraggio eccezionale e passare alla storia (non solo con il Progetto Fori). Dall’altra può scivolare più o meno consapevolmente nel solito opportunismo all’italiana, che prevede virtuose dichiarazioni d’intenti, che non passano mai ai fatti, mentre tutto continua come prima.

Ma in questo caso, il destino della Capitale sarebbe segnato: una lenta agonia, che forse è cominciata proprio quando si è persa la capacità di credere a progetti che pensavano in grande. In grande per l’ambizione del cambiamento e per il coinvolgimento di tutti e di tutta la città.

Riferimenti

Abbiamo pubblicato recentemente su eddyburg l'intervista all'assessore Giovanni Caudo, e un ampio servizio di Annamaria Bianchi. Altro materiale lo trovate nelle cartelle dedicate a Roma nel vecchio e nel nuovo archivio di eddyburg-

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