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"Prodi si, per fare che?"
25 Settembre 2004
Lettere e Interventi
Stefano Fatarella UD 25.09.2004

Sulla lettera appello di Prodi. Ci dice che si deve e ssere uniti, che senza unità non si va da nessuna parte e anzi ci aspetta il declino. Che ogni settore richiede profonde riforme perchè in ogni settore non c'è cosa che vada come deve. Ecco il punto: vorrei sapere, da semplice cittadino, perchè francamente ancora non l'ho capito con l'indispensabile chiarezza, come per ognuno dei temi che Prodi ha trattato, l'Ulivo - o il centro sinistra più semplicemente - intende progettualmente intervenire. Qual'è la ricetta, insomma. Non è questo il punto cruciale? Diciamocelo francamente: perchè dovrei comprare una torta che magari ha anche un bell'aspetto se non so che cavolo il pasticcere ci ha messo dentro? Chi mi assicura che mangiandola non mi venga un mal di pancia (nb: siamo vaccinati potrebbe dire qualcuno). Potrei non comprare quella torta, se non mi convince. Il chè non vuol dire che compri a tutti costi un'altra torta tra quelle esposte in vetrina, nè quella che sta alla destra, nè quella che sta a sinistra. Sapendo comunque che la prima, che è ai marron glaces e alle violette, non mi piace e che l'altra posso mangiarla solo di tanto in tanto, in occasione di qualche festa. E poi dove sta scritto che l'Italia deve essere tra i Grandi? A me basterebbe che stesse tra i Paesi normali e civili, come mi pare alla stragrande maggioranza delle persone normali che hanno la sfiga-fortuna di essere nati e di vivere in Italia. Ricordo una bellissima vignetta di Altan dove il solito italianino stravolto diceva: vorrei tanto che l'Italia fosse un paese normale. Non ti sembra sempre questo in fin dei conti il nocciolo? Si, certo, hai ragione. Ma uscire da questa schifezza per me sarebbe già una ragione sufficiente. Comunque, speriamo che ci dicano per che cosa, oltre che per battere Berlusconi, dobbiamo votare per loro.

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