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Primo marzo 2010. Sciopero degli stranieri
16 Febbraio 2010
Spazio pubblico
Un evento cui tutta l’Italia civile dovrà esprimere la sua solidarietà, sperando che quelli che sono nati altrove ci aiutino a ridiventare liberi. Il manifesto sardo, giornale online, 16 febbraio 2010

Cosa succederebbe se i 4.5 milioni di immigrati che vivono in Italia incrociassero le braccia per un giorno? Cosa è l’iniziativa “Primo Marzo 2010 Sciopero degli stranieri” Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?La manifestazione “Primo Marzo 2010 – Sciopero degli stranieri” nasce in Francia (con il nome “La journée sans immigres – 24 h sans nous”)con il proposito di rendere tangibile l’importanza del ruolo degli stranieri nell’economia e nella società europea. L’idea iniziale è quella di promuovere un’astensione generale dal lavoro rivolta, in primis, agli immigrati, ma anche agli italiani.

L’iniziativa nasce spontanea e rapidamente si diffonde ad altri paesi europei: si formano comitati in Italia, Grecia e Spagna. Ciascun comitato nazionale promuove il “Primo Marzo” e ben presto nascono comitati locali che lavorano per la buona riuscita della manifestazione.

Man mano che l’iniziativa prende piede appare chiaro come in molte realtà italiane sia molto difficile promuovere un’astensione dal lavoro: primo perché di norma sono i sindacati a indire uno sciopero organizzato; secondo perché in molte zone del Paese la situazione lavorativa degli immigrati non è tale da prestarsi a forme di protesta assimilabili a uno sciopero organizzato. Per questo si è deciso di dare libertà organizzativa ai comitati locali i quali possono individuare le iniziative più opportune per dare localmente risalto al tema che sta alla base della manifestazione: stimolare una riflessione seria su cosa accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via e, di conseguenza, riflettere sul ruolo concreto degli immigrati nelle nostre realtà.

Chi siamo

La struttura organizzativa di Primo Marzo 2010 prevede un Coordinamento nazionale, formato dalle fondatrici: Stefania Ragusa (www.stefaniaragusa.com), presidente e coordinamento comitati; Daimarely Quintero, portavoce; Nelly Diop, tesoriere; Cristina Seynabou Sebastiani. Il referente per il Comitato di Cagliari è Marco Murgia (mmurg@tiscali.it | cell. 3204186060)

I comitati locali lavorano per estendere le adesioni alla manifestazione, rivolgendosi ad associazioni, istituzioni, singoli cittadini. Chi partecipa all’organizzazione dà il suo contributo in termini di idee, contatti, disponibilità di tempo. I comitati sono contenitori che hanno l’unico scopo di coordinare la pluralità dei soggetti che parteciperanno alla manifestazione. Si sottolinea che i comitati sono coordinamenti spontanei di liberi cittadini e associazioni e che l’iniziativa non sta sotto nessun cappello partitico.

Il Primo Marzo a Cagliari

Il programma del Primo Marzo a Cagliari si articolerà su 3 moduli:

1-Primo Marzo nelle scuole: per tutta la giornata, nelle scuole, nelle facoltà universitarie, nelle sedi delle associazioni, verranno organizzati incontri, proiezioni, dibattiti sul tema dell’immigrazione;

2-Primo Marzo informa: verrà preparato un volantino informativo con informazioni concrete sulla vita degli immigrati in città. Per tutta la giornata il volantino verrà distribuito in diversi punti della città;

3-Primo Marzo in piazza: a partire dalle h 19 organizzeremo un raduno pubblico in una piazza del centro con lo scopo di dare evidenza all’iniziativa e rilevanza al tema attraverso i racconti degli immigrati e degli operatori.

Stiamo esaminando una serie di proposte su iniziative specifiche, all’interno di questi moduli, in modo tale da selezionare quelle più efficaci e quelle più concretamente realizzabili visti i tempi ristretti. Nastrini gialli verranno distribuiti perché siano appuntati sugli abiti il primo marzo: il giallo è il colore del “Primo Marzo” scelto perché è considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica.

Link – Ulteriori informazioni sulla manifestazione sono reperibili in rete nel sito del Coordinamento nazionale (www.primoMarzo2010.it) e nel sito francese de “La Journée sans Immigres” (www.lajourneesansimmigres.org/fr/). Il comitato di Cagliari ha aperto uno spazio su facebook (http://www.facebook.com/#!/pages/Primo-Marzo-2010-Sciopero-degli-stranieri-CAGLIARI/288228094829?ref=ts).

MANIFESTO

“Primo Marzo 2010” è un collettivo non violento che riunisce persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico. Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell’intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano.

Siamo consapevoli dell’importanza dell’immigrazione (non solo dal punto di vista economico) e indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all’approvazione di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della nostra Costituzione.

Condanniamo e rifiutiamo gli stereotipi e i linguaggi discriminatori, il razzismo di ogni tipo e, in particolare, quello istituzionale, l’utilizzo strumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusione.

Ricordiamo che il diritto a emigrare è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e che la storia umana è sempre stata storia di migrazioni: senza di esse nessun processo di civilizzazione e costruzione delle culture avrebbe avuto luogo.

La violazione di questo e di altri diritti fondamentali danneggia e offende la società nel suo complesso e non solo le singole persone colpite.

Vedere negli immigrati una massa informe di parassiti o un bacino inesauribile di forza lavoro a buon mercato rappresentano, a nostro avviso, impostazioni immorali, irrazionali e controproducenti.

La parte preponderante degli immigrati presenti sul territorio italiano lavorano duramente e svolgono funzioni essenziali per la tenuta di una società complessa e articolata come la nostra. Sono parte integrante dell’Italia di oggi.

La contrapposizione tra «noi» e «loro» , «autoctoni» e «stranieri» è destinata a cadere, lasciando il posto alla consapevolezza che oggi siamo «insieme», vecchi e nuovi cittadini impegnati a mandare avanti il Paese e a costruirne il futuro.

Vogliamo che finisca, qui e ora, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell’agire delle persone.

Vogliamo stimolare insieme a loro una riflessione seria su cosa davvero accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via. Non ci precludiamo nessuno strumento, ma agiremo sempre nel rispetto della legalità e della non violenza.

Comitato 1 marzo 2010

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