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“Primarie: non concordo con Ravaioli”
14 Settembre 2005
Lettere e Interventi
Mirko Lombardi

Ho letto con interesse lo scritto di Carla Ravaioli contro le primarie e sembra convincente soprattutto laddove rileva la pressochè totale mancanza di un luogo nel quale discutere partecipativamente di programmi. Ma vorrei che nel ragionamento, dopo aver sottolineato gli aspetto rischiosi delle primarie, si tenesse in conto anche di ciò che è accaduto di recente. In Puglia nessun tavolo di trattativa "partitico" avrebbe mai scelto Nichi Vendola come candidato, mentre Nichi lo è diventato in forza di uno stupefacente risultato alle primarie. E chi ha seguito il crescere di partecipazione a quella elezione sa che il confronto fra i candidati è stato certamente segnato dalla loro soggettività (personalizzazione), ma che ha prevalso in modo fortissimo la caratterizzazione programmatica e la fiducia nella coerenza tra il dire e il fare che i contendenti si erano costruiti nella loro vita pubblica. Gli è che Vendola, sovvertendo ogni pronostico, ha vinto anche le elezioni vere e proprie ed oggi noi rossoverdi possiamo gioire del fatto politicamente inaspettato e rilevantissimo che Riccardo Petrella sia presidente dell'acquedotto pugliese in barba ai tecnocrati liberisti ( e dalemiani) privatizzatori dell'acqua. Tutto ciò è accaduto per un atto di coraggio al limite della temerarietà e contro ogni "sondaggio", cioè l'aver scelto di partecipare ad una partita su un terreno assolutamente spurio come le primarie piuttosto che restare spettatori. Può andare sempre bene? E chi sa dirlo! Di certo le primarie fra Prodi e Bertinotti (mi scuseranno gli altri candidati, ma la partita politico programmatica mi pare essere tra questi due) sono altra cosa rispetto alla vicenda pugliese. Però di una cosa si può essere certi, che Bertinotti non tenderà a convincere i moderati con posizioni sfumate o ambivalenti, ma porterà nel confronto, come sta già facendo, le proposte programmatiche più di sinistra, sia sulle questioni sociali che su quelle ambientali. E già solo questo fatto è politicamente rilevante perche stringe e costringe Prodi ad uscire dalle formulazioni generiche ed ambigue che Carla Ravaioli cosi giustamente sottolineava. Il tutto davanti ai popoli dell'Unione che poi saranno chiamati a scegliere. Si vuole dire che non è il massimo della partecipazione? Si è vero, ma se non ci fosse questa tenzone quale altro strumento sarebbe agibile ed agito per portare in primo piano le questioni programmatiche e non il solo argomento, necessario ma non sufficiente, di sconfiggere Berlusconi? Accettare territori insidiosi per portare avanti le proprie idee è rischioso certamente, ma non subalterno se le proprie idee sono chiare e ben salde. E dunque penso che ogni voto in più che prenderà Bertinotti alle primarie non sarà affatto indifferente per l'avanzamento delle cose che vogliamo, ma soprattutto sarà utile per contrastare quella voglia neocentrista che aleggia nel centrosinistra e che ci spaventa tutti. Siamo alle solite, che il fine giustifica i mezzi anche se questi non ci piacciono? Accidenti, sento forte questa contraddizione! Ma se il mezzo è nonviolento ed attiva un voto libero, piuttosto che fare lo spettatore, io rischio come ha fatto Pietro Ingrao.

Risponde Carla Ravaioli: Caro , è vero, senza le primarie Niki Vendola (che conosco bene, apprezzo molto, e del cui successo sono felice) non sarebbe mai stato eletto, e non potrebbero accadere in Puglia le buone cose che ora si fanno. E tuttavia questo non mi fa pensare che l'esempio pugliese debba diventare regola, nè mi fa cambiare idea sulle primarie in corso. Le quali - Chiarante l'ha detto molto bene - rappresentano l'accentuarsi di una pericolosa deriva verso il leaderismo che combattiamo e che il governo Berlusconi ha portato avanti con protervia. Per far emergere le persone meritevoli come Niki credo si dovrebbero trovare altri modi, soprattutto cambiando certi meccanismi tipici dei partiti, facilitando la partecipazione di base, ecc. Modi però diversi dalle primarie, che costituiscono un vero e proprio raddoppio della campagna elettorale, con le conseguenze a mio parere molto negative che ampiamente illustro nel mio pezzo. Forse ne ha letto solo la prima parte?

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