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Michele Bugliari
Presidio di Emergency a Marghera
14 Luglio 2010
Articoli del 2010
Una iniziativa di Gino Strada per aiutare le vittime dell’Italia razzista. La Nuova Venezia, 14 luglio 2010

A settembre Emergency aprirà un poliambulatorio a Marghera, nella palazzina comunale di via Varè, ex sede del Centro di salute mentale dell’Asl 12. Dopo quella di Palermo, sarà la seconda struttura di questo tipo in Italia targata dall’organizzazione fondata da Gino Strada. «Il nuovo servizio - ha dichiarato polemicamente Strada - offrirà cure gratuite ai molti migranti che approdano in Veneto e hanno difficoltà ad accedere ai presidi sanitari pubblici».

«Benché sia questo l’obbiettivo principale, la nuova struttura sanitaria sarà aperta anche per le persone di questo nuovo Paese del terzo mondo, l’Italia. Prima o dopo saremmo costretti noi ad andare nei Paesi da cui fuggono queste persone per chiedere ospitalità, visto come qui si stanno svilendo i diritti e la dignità delle persone».

L’idea del poliambulatorio di via Varè non è piaciuta ad Antonio Cavaliere, consigliere comunale del Pdl che ha firmato un’interrogazione al sindaco Giorgio Orsoni molto critica su tutta l’operazione. In sintesi, il rappresentante del centrodestra vede il poliambulatorio di Emergency come un inutile doppione dei servizi simili istituzionali dell’Asl 12 e del privato sociale (Caritas e Misericordia) che potrebbe comportare delle spese superflue da parte del Comune a cominciare da quelle per il restauro dello stabile. Inoltre, Cavaliere teme che il nuovo presidio sanitario di via Varè possa comportare problemi di sicurezza sociale e sanitaria. Il consigliere comunale sostiene che non c’è alcun bisogno di creare un ambulatorio specifico per gli extracomunitari senza permesso di soggiorno perché l’ordinamento italiano impone alle strutture pubbliche di erogare le prestazioni sanitarie a tutti senza distinzioni. «La Costituzione italiana - evidenzia Cavaliere - garantisce la tutela alla salute come diritto fondamentale dell’individuo e stabilisce l’obbligo delle cure gratuite agli indigenti. Inoltre, non ci sono problemi particolari per i clandestini perché la legge non costringe il medico a denunciare chi è privo di permesso di soggiorno ma al contrario gli impone di curare chi ne avesse la necessità. Poi ovviamente il medico è libero di decidere come comportarsi in casi del genere». Il politico, inoltre, a sostegno del suo punto di vista cita una nota con cui la Regione Friuli Venezia Giulia ha motivato la contrarietà a strutture analoghe a quelle di Emergency nel proprio territorio. «È ovvio - afferma il consigliere comunale - che il legislatore abbia posto quale indirizzo prioritario quello di assicurare l’assistenza ai cittadini stranieri presenti nel territorio nei presidi pubblici e privati, così come previsto dal testo unico sull’immigrazione ma è anche vero che spetta alle Regioni individuare le relative modalità nell’ambito della propria competenza».

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