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Valentino Parlato
Poltiglia all'italiana
2 Gennaio 2008
Articoli del 2008
“La democrazia è malata, e non solo in Italia”: guai a dimenticarlo. Da il manifesto del 2 gennaio 2008

Il messaggio di fine d'anno del Presidente della Repubblica è, da tempo, un rituale confortante. E questo vale anche per il discorso di Giorgio Napolitano, il primo presidente della Repubblica che si è formato nel Pci. Questa volta, però, il messaggio presidenziale era stato anticipato dal 41º Rapporto del Censis, che insisteva sulla poltiglia italiana, soprattutto politica e istituzionale. Giorgio Napolitano ignora il Censis, quasi a dire che de minimis non vale occuparsene.

Certo il discorso del Presidente mette al primo posto gli operai uccisi alla Thissen. È assolutamente positivo, anche se sarebbe stato difficile tacerne. Tuttavia, visto che siamo ai 60 anni della Costituzione sarebbe stato utile che avesse citato un passo dell'art. 36 della Costituzione che recita: «L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recar danno alla sicurezza, alle libertà, alla dignità umana». Dove la sicurezza viene prima della dignità e della libertà. E così anche a proposito del salario. L'art. 36 della Costituzione dice che «Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa». Sottolineo «libera e dignitosa».

Queste cose il Presidente avrebbe dovuto dire e sottolineare, mentre non era (a mio avviso) affatto necessario citare gli Usa come «il nostro maggiore e storico alleato» e neppure il «sincero augurio» a Benedetto XVI.

Il punto è, torno al Rapporto del Censis, che sarebbe autolesionista ignorare che il nostro paese è messo male e peggio ancora sta il suo mondo politico del quale il Presidente sottolinea che «Vi sto parlando poco». Certo il Presidente della Repubblica ha ragione di non voler entrare nelle dispute della «casta», tuttavia una sua critica allo stato di cose esistente sarebbe stata molto utile. Viene quasi nostalgia delle intemerate di Sandro Pertini.

Per concludere e dichiarandomi largamente d'accordo con la diagnosi del Censis, sarebbe stato più utile a noi italiani un messaggio un po' più preoccupato e meno confortante. Siamo, soprattutto nel campo della politica istituzionale, nella «poltiglia». Ignorare - pur con tutte le migliori intenzioni - questa verità non aiuta, anzi aggrava il male.

La democrazia è malata, e non solo in Italia e, pertanto, bisogna avere il coraggio e l'onestà intellettuale di dichiararlo. L'Italia - ci dice Napolitano - deve esigere di più da se stessa, ma proprio perché non stiamo messi bene. E questo dobbiamo avere il coraggio di dichiararlo. Anche nel messaggio di fine d'anno del Presidente della Repubblica.

È da troppo tempo che ci confortiamo con il «nostro patrimonio storico-artistico e culturale». Bisognerebbe parlare di più «di quel che accade nella sfera della politica e delle istituzioni», anche tenendo a mente quel che ci ha detto il Censis.

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