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Jacopo Gardella
Politiche urbane e visione della città
19 Ottobre 2011
Scritti ricevuti
Il P.G.T. milanese ha bisogno di una profonda revisione e di una chiara idea di città cui ispirarsi. Scritto per eddyburg, 17 ottobre 2011 (m.p.g.)

Lodevole l’incontro, avvenuto di recente, tra Comune di Milano e costruttori-immobiliaristi. Lodevole, purché l’incontro non riconfermi le pessime disposizioni del passato P.G.T., tutte concepite a favore dei costruttori-immobiliaristi e a svantaggio dei cittadini milanesi. E’ vero che dai costruttori non si deve prescindere: essi sono una ricchezza per la società, una fonte di crescita economica, una risorsa per l’occupazione. Tuttavia una saggia Amministrazione Comunale deve programmare lo sviluppo della città, tenendo presente l’interesse della collettività, e non l’eccessivo profitto dei costruttori. Ciò significa che alcuni dei più critici capitoli del P.G.T. devono essere cambiati radicalmente; in particolare i capitoli riguardanti la casa; il verde; i trasporti.

•Politica della casa: dovranno ridursi le costruzioni di lusso e promuoversi le costruzioni economico-popolari. In un momento di crisi e di ristagno della domanda i costruttori, che oggi stentano a piazzare i loro immobili, non potranno che essere soddisfatti nel vedersi assicurato il proseguimento della loro attività, e non avranno motivo di lamentarsi per l’arresto edilizio, pretestuosamente attribuito alla momentanea stasi richiesta dalla revisione del P.G.T..

•Politica del verde: sarà impedita ogni nuova edificazione sia nelle poche aree ancora non costruite, sia nelle sempre più numerose aree in procinto di liberarsi. Scalo Farini è un caso esemplare: non appena messo in disarmo dovrà trasformarsi in un intero parco pubblico; e non – come infelicemente è stato proposto – in un nuovo terreno di addensata ed invadente lottizzazione.

La politica del verde esige una politica del territorio, cioè una previsione delle sviluppo urbano non più ristretto entro gli angusti confini municipali, secondo la deleteria espansione a “macchia d’olio”, ma esteso nel territorio circostante, prevedendo o la crescita delle cittadine esistenti, oppure la nascita di nuovi nuclei-satellite.

•Politica dei trasporti: è possibile sviluppare insediamenti residenziali al di fuori del perimetro urbano solo se si attua una efficiente politica dei trasporti, cioè una rete di collegamenti radiali che unisca i centri periferici con la città-madre; ed un altrettanto efficiente sistema di collegamenti anulari che unisca tra di loro i vari insediamenti distribuiti intorno alla metropoli.

Per i trasporti interni alla città occorre prendere una decisione drastica: o si privilegia il mezzo privato, o si incrementa il mezzo pubblico. Nel primo caso proseguirà la folle proliferazione dei parcheggi a rotazione; nel secondo caso tutti i parcheggi interrati saranno riservati a soli box per residenti, e le strade cittadine, finalmente libere dalle auto in sosta, consentiranno un veloce transito di scorrimento ed ospiteranno una rete capillare di piste ciclabili.

Tutte le politiche sopra elencate richiedono una coraggiosa e sicura visione della città futura: di questa visione non si vede, al di là di generiche e vacue affermazioni, nessuna traccia nell’incontro tra Comune e costruttori-immobiliaristi.

L’autore è Consigliere di Italia Nostra Sezione di Milano.

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