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Paolo Ferraiolo
Piazza e pazzie a Salerno
19 Febbraio 2010
Salerno
Continuano a costruire ecomostri e a mistificare e cancellare lo spazio pubblico: una “piazza” che è un condominio cancella la vista del mare alla città. Scritto per eddyburg


All’inizio di quest’anno avevo dato notizia di quello che stava per succedere a Salerno. Ma non ci s’immaginava tanto. Il 18 marzo a palazzo di città , il giorno dopo aver siglato gli ultimi contratti, il sindaco di Salerno, in una scenografia da presentazione di formula uno, con tanto di drappo, luci e musiche, svela alla città il suo ultimo “regalo” .

E’ un plastico (forse in scala 1:200) di quello che fino a pochi giorni prima si era ostinato a chiamare “una piazza più grande di quella del Plebiscito a Napoli”. Tra le autorità cittadine ed i nomi noti della città ha illustrato con tanto di bacchetta il suo nuovo progetto. Un faraonico condominio sul mare. Profusione di elogi alla sua persona, alla sua nuova creatura e al settantenne architetto Ricardo Bofill.

Adesso Salerno è alle prese con questo nuovo ecomostro, a forma del solito crescent di Bofill, questa volta posizionato a ridosso della spiaggia di Santa Teresa , proprio nel punto dove il centro storico della città lambisce la riva del mare. E’ una zona super vincolata per i suoi pregi paesaggistici. Da qui si ammira a sud tutto il lungomare di Salerno fino a Paestum ad ovest la Costiera Amalfitana ad est il castello di Arechi a nord la montagna di san Liberatore che con la sua croce illuminata è il vero simbolo di Salerno.

Anche se così panoramica, quest’area era stata occupata da sempre da costruzioni basse ad un piano che servivano da deposito di materiali posti all’ingresso del vecchio porto commerciale. Negli ultimi dieci anni queste costruzioni sono state giustamente smantellate e la città ha ritrovato una vasta area vicino al centro storico di grosse potenzialità ma attualmente usata come parcheggio-polmone per tutto il centro città.

Con tante polemiche, osservazioni inascoltate, dimissioni dell’assessore all’urbanistica e dopo 15 anni di gestazione, alla fine del 2006 fu approvato il Puc (piano urbanistico comunale) di Salerno. Questo piano prevedeva per l’area in questione parecchi metri cubi di costruzione da definirsi poi in un piano attuativo. Varie erano state le proposte fatte dall’arch. Oriol Bohigas estensore del piano regolatore. Ad ogni versione le costruzioni aumentavano e l’impatto paesaggistico peggiorava fino alla soluzione davvero disastrosa presentata in questi giorni dal suo collega spagnolo.

Si tratta di una costruzione compatta a forma di crescent alta 33,25m slm per un fronte di 300 metri .

Come vedete nella foto qui accanto, con queste misure è stata costruita una sagoma in giallo dello spazio effettivamente occupato da questa mastodontica costruzione che si impone prepotentemente su tutto il consolidato skyline cittadino.

Si tratta di un ‘operazione prettamente finanziaria portata avanti anche qui prepotentemente dal Sindaco. Grande affabulatore, forte di un gran consenso popolare che lo vedono in cima alle classifiche dei sindaci più amati, Vincenzo De Luca si è speso in queste settimane, con presentazioni e trasmissioni tv, a cercare di far capire quanto sia bello il “suo” progetto.

I cittadini di Salerno sono stati investiti da fiumi di parole del primo cittadino che elogiavano questo grandioso progetto "bellissimo" e "volano economico turistico dell'intera città E forse dell'intera nazione". Tanta l'esaltazione che, tra gli increduli cittadini riuniti per una "spiegazione pubblica", il sindaco è arrivato a dire: "chi è contro dovrà spararmi".

Questa è la situazione nella città di Salerno. Per due anni si è tenuto nascosto alla popolazione quello a cui si stava lavorando (la disinformazione è stata totale). Poi a pareri acquisiti, tra cui anche lo scandaloso silenzio-assenso della locale soprintendenza, si dà notizia con grande enfasi di quello che si vuole realizzare in quell‘area.

Se non fosse per la drammaticità della situazione politica-informativa ci sarebbe veramente da ridere per come si è cercato di far passare da parte dell’amministrazione comunale tutta questa operazione.

La tattica è sempre la stessa già usata in passato per altri interventi molto invasivi. Si fa pesare la situazione antecedente al progetto:”Vedete lì dove c’erano baracche adesso troverete case lussuose , negozi grandi firme ed una piazza enorme” con lo scopo di abbindolare i cittadini omettendo il vero impatto fisico del progetto. Tutto deve far sognare e non far capire. Si tenta di indurre la gente a pensare che questa sia una proposta (“scrupolo democratico”) e non una imposizione (“chi è contro dovrà spararmi”). Si portano ad accompagnare il plastico non i rendering dell’inserimento del progetto nel paesaggio, obbligatori per legge e mai divulgati, ma solo vecchie foto di come era prima il luogo. Chi osa contraddire, cercando di spiegare che se l’alternativa alle baracche è una volumetria di 173.000 metri cubi a ridosso del mare, alta 30m e lunga 300, forse erano meglio le baracche ad un piano, viene apostrofato e ridicolizzato dal sindaco come un retrogrado “amico delle baracche” (nel migliore dei casi).

Questa è veramente la cosa più preoccupante di questa vicenda salernitana. Toccare con mano lo stato dell’ informazione a Salerno. Cose che già erano abbastanza note sono state inevitabilmente confermate dal comportamento dei media cittadini. La totale assenza dei mezzi d’informazione quando si stava preparando tutta la procedura per arrivare a questo ed il clamore incondizionato all’exploit del sindaco alla presentazione del plastico del progetto. Il servilismo giornalistico di certe interviste televisive.

E’ poi dovuto nascere un comitato di liberi cittadini per conoscere (in parte) come sono andate veramente le cose. Lo stesso comitato ha indagato ed ha aperto un sito web (www.nocrescent.it) nella totale assenza della maggior parte degli organi di informazione. Sul sito si legge a chiare lettere la alquanto dubbia procedura di progetto e soprattutto che il sindaco si è presentato alla città con un falso plastico e dichiarato false altezze del manufatto (il sindaco ha dichiarato un’altezza del manufatto di m24,50 contro i 28,10m reali ed il plastico non rispecchia la vera orografia dei luoghi). Con i disegni ufficiali pubblicati sul sito web, nessun organo di stampa ha rilanciato la notizia in città. E questo è molto grave e soprattutto molto preoccupante per tutti i cittadini e per l’intera democrazia di una città.

Nella totale assenza di contrapposizione democratica, con il Sindaco che dichiara di essere al di fuori di ogni logica di partito “non sto né a destra né a sinistra né al centro, mi votano tutti perché sono De Luca”, la città di Salerno si avvia alla costruzione di un nuovo ecomostro sulla riva del mare. Dover preservare alle generazione future quel poco di bello che rimane è un concetto del tutto sconosciuto nella mente di questo “nuovo” condottiero. Ci rimane da sperare solo nell’estremo ravvedimento di questa città narcotizzata e in forze esterne che contrastino questa pazzia locale.

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