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Carlo Masseroli
Perché il piano per il territorio migliorerà la vita in città
23 Marzo 2007
Milano
La nuova urbanistica ambrosiana: flessibile, dinamica, antigerarchica, antideologica e molto, molto trendy. Da La Repubblica, ed. Milano, 23 marzo 2007 (m.p.g.)

Carlo Masseroli è assessore allo sviluppo del territorio del Comune di Milano

Non c´è dialogo senza chiarezza. Ho letto molta confusione nel presentare la radicale svolta nella politica urbanistica che il Comune ha comunicato pochi giorni fa alla città. Un nuovo strumento capace di proiettare Milano come benchmark di riferimento nel quadro delle riforme urbanistiche, qualcosa che non è mai riuscito a nessuna grande città prima d´ora. Non solo è sfuggito il significato di questa comunicazione, ma non ne è stato nemmeno colto l´oggetto.

In questi giorni abbiamo dato avvio a un processo, presentando un contenitore non un contenuto. Questo non perché il contenuto non ci sia, ma perché il contenitore, e mi riferisco al Piano di governo del territorio, rappresenta la vera rivoluzione. Una proposta culturale che apre al definitivo abbandono del Prg.

L´abbandono di un disegno teorico e calato dall´alto, di un modello gerarchico ed estremamente rigido, che si è dimostrato nell´esperienza incapace di raccogliere la sfida della città, e per questo ideologico. Che si è dimostrato essere vincolo a qualsiasi strategia di sviluppo. Dalla sua approvazione al giorno d´oggi si sono rese necessarie più di 300 varianti per adeguare il piano ai differenti e mutevoli bisogni di una società in forte cambiamento, dal Piano casa alle varianti per il Passante ferroviario, dalla riqualificazione di aree dimesse alla recente conclusione del processo di pianificazione delle zone di recupero. Da qui la necessità di uno strumento nuovo: il Piano di governo del territorio, dove la flessibilità diviene occasione di verifica continua e confronto dinamico, capace di offrire una risposta adeguata alla realtà che per sua natura è in continua trasformazione. Tale innovazione dello strumento apre a una molteplicità di opportunità e di obiettivi di trasformazione che costituiscono una soluzione adeguata al problema della progettazione e pianificazione strategica del territorio in un contesto sociale ed economico caratterizzato da forti cambiamenti.

Tre i documenti fondamentali del Pgt: il Documento di piano, il Piano dei servizi e il Piano delle regole. Da un unico strumento che regola e pianifica si passa a tre, permettendo così la separazione tra gli aspetti regolatori che hanno effetti diretti sul regime dei suoli e gli aspetti programmatori e strategici. Per quali obbiettivi? Per quale città? Per quale sviluppo? Il Piano di governo del territorio individua un obiettivo strategico generale, il "miglioramento della qualità della vita a Milano". Migliorare la qualità della vita a Milano significa, ad esempio, differenziare e articolare l´offerta di abitazioni rispetto alle diverse tipologie di domanda, migliorare la dotazione di servizi alla persona, incrementare e potenziare la dotazione di verde curato e realmente fruibile, migliorare le condizioni della mobilità, sia per chi risiede a Milano, sia per chi a Milano viene per lavorare o fruire dei suoi servizi, ridurre il consumo di suolo, salvaguardare la sostenibilità ambientale e il contenimento energetico. Entrare nel merito di ognuno di questi temi e predisporre uno strumento semplice, flessibile e trasparente che sappia tradurre in modo efficiente la strategia in realtà fisica ed esperibile, è il lavoro che abbiamo scelto di condividere con le parti istituzionali e private, con tutta la città. Ascolto, raccolta di suggestioni e contributi, costruzione e condivisione di un progetto complesso e articolato per l´avvio all´elaborazione definitiva dei contenuti che daranno risposta a qualsiasi domanda.

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