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Paolo Baldeschi
Per prassi consolidata
18 Dicembre 2015
Paolo Baldeschi
Emendamento “mascalzone” quello per l’aeroporto di Firenze: , ma forse è meglio definirlo “criminale”. Si tratta ... (continua la lettura)

Emendamento “mascalzone” quello per l’aeroporto di Firenze: , ma forse è meglio definirlo “criminale”. Si tratta ... (continua la lettura)

Emendamento “mascalzone” quello per l’aeroporto di Firenze: ma forse è meglio definirlo “criminale”. Si tratta di un emendamento presentato dai relatori della Legge di Stabilità, Melilli (Pd) e Tancredi (Ncd), volto a spianare la strada al progetto del nuovo aeroporto di Firenze. Mascalzone, perché manipolare le leggi per favorire un progetto o un intervento in corso, cambiare le regole durante il gioco, è profondamente antidemocratico. “Criminale”, perché qui non si tratta di una bretella stradale o di una linea ferroviaria (ciò che sarebbe già grave); qui si tratta di un aeroporto situato a tre chilometri dal centro di Firenze, in una zona densamente popolata, ad alto rischio idraulico, dove è insediato il polo scientifico universitario e dove si vuole costruire un nuovo inceneritore il cui inquinamento si sommerà a quello dell’aeroporto; e dove sono presenti centri commerciali, autostrade, linee ferroviarie e ogni sorta di infrastrutture. Un progetto che secondo l’Università di Firenze non valuta adeguatamente il rischio di catastrofe aerea: si gioca con la vita delle persone.

Cosa contienel’emendamento? Una norma retroattiva, valida per tutti gli aeroporti, ma cucitaper quello fiorentino, per cui “i piani di sviluppo aeroportuale degliaeroporti finanziati o cofinanziati dallo Stato, considerati aeroporti diinteresse nazionale, sono redatti, anche ai fini della Valutazione di ImpattoAmbientale, con il grado di definizione degli interventi previsto a carico delsoggetto proponente (e non più sul progetto definitivo come prescrive la Legge152/2006 vigente)”. Si applica, cioè, surrettiziamente la criminogena “LeggeObbiettivo” e di fatto si svuota la Via, perché condotta su uno studioapprossimativo, incompleto e sviluppato a piacere del proponente. Ma non basta:per sbarazzarsi del fastidio di dovere decidere come e dove trattare 3 milionidi tonnellate di terre inquinate, il piano di smaltimento delle terre di scavoviene sottratto alla Via e rimandato a una qualche fase successiva. Infine, ilparere favorevole della Regione, (bypassando la Conferenza di servizi) “comprendee assorbe a tutti gli effetti la verifica di conformità urbanistica epaesaggistica delle singole opere inserite negli stessi piani, e comportavariante di tutti gli strumenti della pianificazione territoriale, urbanisticae paesaggistica comunque denominati e da qualunque ente approvati”. Emendamentopalesemente anticostituzionale, ma cosa importa; l’importante è piazzare ilcolpo, poi con la Consulta si vedrà (tra qualche anno).

L’emendamentoè stato ritirato nell’arco di dodici ore per le combattive opposizioni parlamentarie per la mobilitazione contraria di associazioni ambientaliste eamministrazioni locali, cui si si sono aggiunti alcuni esponenti del Pd eperfino il sindacato Cgil. Un ritiro che non è dato di sapere se dipenda dalla pessimaqualità giuridica dell’emendamento o dal fatto che lo si voglia ripresentare,magari in forme meno eversive, in qualche ‘veicolo’ più veloce della Legge diStabilità.
Rimanetuttavia un fatto che non può essere cancellato da un ripensamento non si saquanto convinto: l’attuale governo (perché non si può pensare a un’iniziativanon programmata, per quanto mal condotta) supera di gran lunga per spregiudicatezzae favoreggiamento degli interessi privati quello di Berlusconi.

Con un’ultimanotazione: il giornale La Repubblica, nell’edizione fiorentina fin dall’inizioschierato senza se e senza ma a favore dell’aeroporto, ha ripetutamente argomentatoa favore dell’emendamento con la motivazione che, in fondo, questo traduceva inlegge una “prassi consolidata”; attestando così che dal 2008 ad oggi i progettidegli aeroporti sono stati approvati in violazione della legge tuttora vigente.In attesa, seguendo questa linea di ragionamento, di un emendamento che legalizzila compravendita e la corruzione politica. Per prassi consolidata.
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