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"Per il conflitto"
11 Dicembre 2004
Lettere e Interventi
Paolo Cecchi

Venezia, 08.12.2004 - La recentissima dichiarazione di Massimo D'Alema - che, lo ricordo, ricopre la seconda carica politica all'interno del maggior partito del centro sinistra - favorevole ad una riforma elettorale a meno di due anni dalle elezioni politiche, di fatto legittima la possibilità che il meccanismo di rappresentanza parlamentare sia modificato dalla Casa della libertà, attuando di fatto una sorta di "golpe bianco" che modifica le regole fondamentali della determinazione di tale rappresentanza, in deroga alla grundnorm democratica sulla condivisione dei principi elettorali da parte di tutti gli attori del quadro politico.

Quest'ultima presa di posizione segna simbolicamente l'approdo definitivo di ampi settori del centro sinistra ad un moderatismo politico sempre più caratterizzato sia dal tatticismo opportunista delle proposte politiche, sia da una subordinazione, che in molti casi appare vera e propria empatia politica, alle proposte e al modus operandi della destra governativa. E' tempo di dichiarare senza ulteriori infingimenti che una parte cospicua della dirigenza del centro sinistra non è di fatto politicamente distante dalle posizioni espresse dalla Casa delle libertà. Vi è anzi un'oggettiva convergenza - al di là di schieramenti e dichiarazioni di facciata - tra i comportamenti politici del settore "ulivista" dell’opposizione e settori "centristi" della maggioranza, convergenza che nel moderatismo di centro sinistra si manifesta sostanzialmente nella costante applicazione di un principio-guida non dichiarato, ma sempre operante nella prassi: ostacolare sistematicamente qualunque elemento programmatico, concettuale, tattico e ideologico che segni un ripensamento rispetto alla tendenza liberistico-privatistica e democratico-massmediatica oggi imperante sia nei settori di centro-destra che di centro-sinistra dello schieramento politico italiano.

Da tale situazione che è innegabile e che nessuna considerazione pseudo-politica sulla necessità “assoluta” di sconfiggere “a qualunque prezzo” il centro-destra alle prossime elezioni può occultare deriva una conseguenza epocale: è oggi impossibile attuare in Italia una politica in qualche modo innovativa se non si apre nel centro sinistra inteso come realtà politico-sociale complessiva, non come schieramento partitocratico una decisa frattura, una vera e propria “guerra politica” che tramite il conflitto smascheri la convergenza cui prima accennavo. In Italia si sta andando infatti verso una sostanziale omogeneizzazione del quadro politico, ove scompaiono tendenzialmente le differenze tra i due schieramenti, all’insegna di un moderatismo che è prima di tutto resa dell’autonomia del politico alla dislocazione occulta del potere in centri e settori di comando della società “non politici” , resa che ovviamente risulta fatale soprattutto per le tendenze programmatiche “di sinistra”.

In tale prospettiva non dobbiamo nemmeno escludere la possibilità del rifiuto di sancire con il nostro voto il quadro politico sin qui delineato. Come ogni volta è accaduto nella storia politica dell’Italia del dopoguerra, forse una possibilità di rompere l’ attuale, oggettiva convergenza maggioranza-opposizione sta nella ripresa dell’iniziativa politico-sociale di base, al di fuori degli schieramenti partitici, che inneschi nuovamente il conflitto come momento ineludibile della produzione di “senso politico” anche nell’ambito di quella che un tempo si denominava “la sinistra”.

Mi sembra una tesi molto vicina a quella sostenuta, in questa rubrica, da Bruno Ballardini. Non è priva di ragioni che condivido. Sostengo infatti da molto tempo che, come scrive Cecchi, "una parte cospicua della dirigenza del centro sinistra non è di fatto politicamente distante dalle posizioni espresse dalla Casa delle libertà". Tuttavia resto convinto che Berlusconi sia un pericolo così grave per le basi stesse della convivenza civile che per batterlo è necessario allearsi perfino con D’Alema, oltre che con Mastella e con Paolo Cirino Pomicino.

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