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Antonio di Gennaro
Pausa elettorale per il PTCP di Napoli.
1 Maggio 2004
Campania felix
Un articolo per Eddyburg del 30 aprile 2004. Non erano riusciti a migliorare il PTCP dopo la bordata di critiche e il cambio di assessore. Lo farà la prossima maggioranza?

Tutto rinviato alla prossima consigliatura: l’ultima riunione del consiglio provinciale di Napoli prima dello scioglimento elettorale ha sancito che ormai non c’è più tempo per approvare un piano che aveva destato molte preoccupazioni e polemiche. Attirando anche l’attenzione – cosa insolita di questi tempi per un oggetto complicato quale è un piano – della stampa nazionale e locale.

Due gli aspetti contestati del piano territoriale di coordinamento della provincia di Napoli. Innanzitutto, il ridimensionamento delle tutele paesistiche in aree di importanza mondiale come la Penisola sorrentina, il Vesuvio, Ischia, Capri, Procida, Posillipo. In secondo luogo, la designazione di 25.000 ettari di territorio rurale, il 40% di quello ancora presente in provincia dopo un quarantennio di scempio, come “aree di riqualificazione urbana” (sic!), nelle quali il piano consentiva la localizzazione di abitazioni (100.000 nuovi vani), attrezzature, servizi, infrastrutture. Aree di riqualificazione che comprendevano i paesaggi rurali più rinomati della provincia di Napoli.

L’opposizione al piano era stata promossa da un cartello di associazioni comprendente WWF, Italia Nostra, Coldiretti ed altre sigle locali, ed era culminata in un convegno nazionale svoltosi lo scorso 4 dicembre presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

Intanto, il clamore della vicenda aveva condotto alle dimissioni dell’assessore competente ed alla sua sostituzione, nonché al ritiro del piano, con l’impegno pubblicamente sancito dal presidente della giunta provinciale Amato Lamberti di procedere ad una sua approfondita ridiscussione e revisione.

Ma le cose sono andate diversamente, e negli scorsi giorni, dopo aver constatato come l’impianto del piano fosse rimasto sostanzialmente immutato, le associazioni erano ancora intervenute, chiedendo ai partiti di maggioranza di astenersi da una sua approvazione definitiva in extremis, negli ultimi spiccioli di consigliatura. L’invito è stato accolto o, più probabilmente, i partiti hanno autonomamente ritenuto di non riaprire le polemiche proprio alla vigilia delle elezioni. Scampato pericolo dunque, ma quello che è successo non rappresenta una vittoria per nessuno, quanto piuttosto una sconfitta di tutti. Perché la provincia di Napoli ha bisogno di un piano. E perché rimane l’interrogativo su come possa accadere che un’amministrazione di centro-sinistra a guida verde possa esprimere una cultura di governo del territorio tanto inadeguata. La ricerca delle possibili risposte è parte del lavoro che dovrà continuare nei prossimi mesi.

Il dossier sulla vicenda su www.risorsa.info.

Su questo argomento anche:

Eddytoriale n. 31 del 23 novembre 2004

Eddytoriale n. 32 dell'11 dicembre 2003

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