loader
menu
© 2024 Eddyburg
Gianmario Leone
Parola di Renzi, non salta il Tap
14 Settembre 2014
SOS
«Alla Fiera del Levante il premier liquida la contrarietà di Vendola e dei cittadini della regione al mega gasdotto azero di Melendugno. In mattinata visita blindatissima a Taranto sull’Ilva, contestato da un centinaio di persone».

Il manifesto, 14 settembre 2014, con postilla

«Siamo sem­pre pronti a discu­tere di tutto. Ho rispetto per il corag­gio di chi dice no ma chi dice no non può dire stop. I cit­ta­dini hanno il diritto di vedere rea­liz­zate le opere che ser­vono». Così il pre­mier Mat­teo Renzi si è espresso ieri sul gasdotto Tap, che gio­vedì ha otte­nuto dal mini­stro dell’Ambiente Gian Luca Gal­letti, la firma sul decreto di com­pa­ti­bi­lità ambien­tale dell’opera.

Dopo aver ter­mi­nato l’intervento nel giorno dell’inaugurazione della Fiera del Levante, il pre­mier ha incon­trato i sin­daci di Melen­du­gno e Vernole.

Un’idea di demo­cra­zia alquanto biz­zarra quella di Renzi: si può dire di no, ma non ci si può met­terin mezzo ed inter­fe­rire con quanto decide un governo e le mul­ti­na­zio­nali del gas. E se poi sono gli abi­tanti stessi a non volere sul loro ter­ri­to­rio deter­mi­nate opere, non è dato sapere chi sono i cit­ta­dini citati da Renzi che hanno «diritto» a vedere rea­liz­zate opere defi­nite stra­te­gi­che per l’economia nazio­nale ed europea.

Sulla vicenda della Tap, ieri è inter­ve­nuto nuo­va­mente il gover­na­tore della Puglia Nichi Ven­dola. Sot­to­li­neando che i due no alla rea­liz­za­zione dell’opera pro­nun­ciati dal comi­tato tec­nico di Via della Regione non hanno una matrice disfat­ti­sta o aprio­ri­stica: ma si basano su delle rile­vanze, anche di natura scien­ti­fica, spo­sate in pieno dal mini­stero dei Beni Cul­tu­rali che sem­pre gio­vedì ha espresso il suo parere nega­tivo sulla rea­liz­za­zione del pro­getto in un ter­ri­to­rio, come quello del Salento, di pre­gio ambien­tale, sto­rico e turistico.

Inol­tre, Ven­dola ha mani­fe­stato la con­tra­rietà della Regione anche in merito a un altro argo­mento spi­noso e molto sen­tito dalle popo­la­zioni che affac­ciano sull’Adriatico: le tri­vel­la­zioni in mare. «Abbiamo il diritto di ribel­larci alle tri­velle in que­sta nostra stri­scia di mare, pen­siamo che l’Adriatico non possa subire l’impatto di una sua muta­zione in piat­ta­forma ener­ge­tica. Diciamo sì alla gene­ra­zione dif­fusa di rin­no­va­bili, sì alla soma­tiz­za­zione delle città, sì all’efficientamento ener­ge­tico degli edi­fici. Diciamo no a ciò che ci toglie l’orgoglio di essere pro­ta­go­ni­sti del nostro svi­luppo: la ric­chezza non è nasco­sta sotto i fon­dali, la ric­chezza è la costa, la pesca, il turi­smo, il colore del nostro mare».

Il tour pugliese del pre­mier Renzi, nella gior­nata di ieri ha toc­cato altri due luo­ghi sim­bolo della Regione: Peschici e Taranto. Nel Gar­gano il pre­si­dente del con­si­glio ha riba­dito l’impegno del governo per far sì che il ter­ri­to­rio deva­stato dall’alluvione dello scorso 5 set­tem­bre, torni quanto prima ai suoi anti­chi splen­dori. Riba­dendo che il Gar­gano non è morto ed è pronto a risorgere.

Cer­ta­mente più com­pli­cata e spi­nosa la que­stione dell’Ilva di Taranto. L’arrivo del pre­mier è stato annun­ciato da Palazzo Chigi sol­tanto nella tarda serata di venerdì. Un incon­tro in Pre­fet­tura com­ple­ta­mente blin­dato, al quale hanno pre­sto parte solo le isti­tu­zioni e i sin­da­cati. Defi­niti «i rap­pre­sen­tanti dei lavo­ra­tori»: cosa alquanto biz­zarra anche que­sta, visto che oltre il 60% dei lavo­ra­tori dell’Ilva di Taranto non ha tes­sera sin­da­cale. E che all’incontro è stata vie­tata la par­te­ci­pa­zione degli ope­rai Ilva del comi­tato «Cit­ta­dini e Lavo­ra­tori Liberi e Pen­santi». Così come è stato negato l’accesso alla stampa e soprat­tutto ai rap­pre­sen­tanti delle tante asso­cia­zioni locali che da anni si bat­tono con­tro l’inquinamento pro­dotto dal più grande side­rur­gico d’Europa. Il cen­ti­naio scarso di cit­ta­dini pre­senti in sit-in all’esterno della Pre­fet­tura, ha con­te­stato dura­mente il pre­mier, arri­vando anche al con­tatto con le forze dell’ordine: la ten­sione però è pre­sto rientrata.

Anche in que­sto caso però, Renzi è stato ina­mo­vi­bile: entro Natale tor­nerà a Taranto, per­ché entro dicem­bre l’Ilva avrà quasi cer­ta­mente un’altra pro­prietà e altri azio­ni­sti. Renzi ha con­fer­mato l’esistenza di vari gruppi indu­striali stra­nieri inte­res­sati a rile­vare l’Ilva, riba­dendo un con­cetto noto: che qual­si­vo­glia piano indu­striale dovrà rece­pire il piano ambien­tale, per con­sen­tire allo sta­bi­li­mento taran­tino la ricon­ver­sione degli impianti inqui­nanti dell’area a caldo.

Un’impresa tita­nica, che abbi­so­gna di sva­riati miliardi di euro. Ma spa­zio per altri con­fronti o per una ricon­ver­sione dell’economia del ter­ri­to­rio taran­tino non ce ne sono: per­ché anche in que­sto caso l’Ilva è un’azienda stra­te­gica per una «potenza indu­striale» come l’Italia. Sia come sia, la situa­zione finan­zia­ria dell’Ilva è tutt’altro che rosea: otte­nendo in set­ti­mana la prima tran­che del pre­stito ponte dalla ban­che ammon­tante a 155 milioni, il com­mis­sa­rio straor­di­na­rio Piero Gnudi ha dato il via al paga­mento degli sti­pendi di ago­sto, che molti ope­rai otter­ranno sol­tanto domani, in ritardo di alcuni giorni sulla data del 12 che è da sem­pre quella in cui ven­gono pagati gli stipendi.

Renzi ha con­cluso il suo tour pugliese, affer­mando che «la gente fa il tifo per me»: resta da chia­rire a chi si riferisse.

postilla

Il nostro presidente del consiglio non conosce la lingua italiana. Come farebbe altrimenti ad affermare che «chi dice no non può dire stop»? Ma non è questo il peggio. Abbiamo già denunciato le scelte sbagliate e distruttive che sono alla base dall'accettazione italiana del gasdotto Tap. Ma le parole che ha pronunciato a proposito della distruzione di Peschici sono impressionanti. Non può non sapere che il suo Sblocca Italia, e tutto ciò che il governo Renzi-Lupi nella politica del territorio è la matrice di nuove catastrofi innaturali: se non si tratta di cinismo si tratta di incapacità di comprendere le conseguenze delle proprie azioni.

ARTICOLI CORRELATI

© 2024 Eddyburg