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Paesaggio: De Filippo, evitare un "codice accentratore"
29 Febbraio 2008
Articoli del 2008
Dal sito www.regioni.it traiamo questa inquietante notizia. Probabilmente Rutelli ha letto il programma del PD e si accinge ad abbandonare “l’ideologia della regolamentazione”

Le “esigenze” emerse al “tavolo tecnico” Stato-Regioni - in particolare la contrarietà a un nuovo centralismo delle funzioni in materia di paesaggio, la distinzione con i beni paesaggistici sottoposti a vincolo, lo snellimento delle procedure - sono state esaminate il 27 febbraio in un incontro fra il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, e il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli.

Lo ha reso noto l'ufficio stampa della Basilicata, precisando che De Filippo ha chiesto al Ministro di “valutare l'opportunità di modificare la terza parte del Codice dei beni culturali e del paesaggio sulla base delle esigenze espresse al tavolo tecnico della Conferenza Stato-Regioni”.

Il presidente lucano ha espresso “preoccupazione per la manifesta volontà di accentramento delle funzioni in materia di paesaggio con conseguente svalutazione del ruolo regionale. Tale aspetto ha aggiunto De Filippo - trova fondamento, tra l'altro, nel previsto assetto delle autorizzazione per cui il parere del Soprintendente (Ministero) è preventivo, obbligatorio e sempre vincolante, nonostante l'obbligatorietà dell'elaborazione congiunta Ministero-Regioni del Piano paesaggistico”. Il presidente della Giunta regionale della Basilicata, inoltre, ha chiesto “una maggiore semplificazione delle procedure” e ha proposto di “rendere più evidente, all'interno del Codice, la distinzione del concetto di 'paesaggio' riferito a tutto il territorio da quello di 'beni paesaggistici' intesi esclusivamente come beni sottoposti a vincolo, considerato il fatto che l'articolato normativo del testo è riferito essenzialmente alla tutela dei beni paesaggistici”.

Il Ministro - è scritto nella nota dell'ufficio stampa dell'esecutivo regionale lucano - “ha assicurato la disponibilità del ministero a negoziare su questi tre nodi accogliendo l'emendamento che distingue fra beni paesaggistici e paesaggio. Inoltre, il ministero ha concordato sulla opportunità di modificare il parere da vincolante ad obbligatorio, condizionato al fatto che esso avvenga successivamente all'approvazione del piano e all'accertamento dell'adeguamento-conformità ad esso degli strumenti urbanistici. E, infine, si è detto disponibile a rendere più semplici le procedure.

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