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Luciano Angelini
Non solo Fuksas, il cemento si fa strada ovunque
20 Marzo 2007
Altre città italiane
Savona: una grossekoalition all’assalto della città e poche fragili forze che si oppongono. Da la Repubblica, ed. Genova, 20 marzo 2007 (m.p.g.)

Non solo Fuksas. La polemica sulla Torre delle torri, tornado, emozione, puntura di spillo in mezzo al mare a seconda della fantasia di chi si esalta solo ad immaginare i 123 metri, per ora solo uno schizzo, dell´architetto italo-lituano, rischia di spingere ai margini, di abbassare la soglia di attenzione dall´emergenza cemento su cui la città deve da tempo interrogarsi, non si interroga mai abbastanza o non ne ha forza e piena coscienza.

Ma il progetto della Margonara (porto turistico con annessa Torre Fuksas) è solo la punta di un iceberg. Un grosso iceberg. L´ultimo tassello di un´operazione di progressiva acquisizione (conquista?) della città in un intreccio tra affari e politica, che arriva da lontano e che appare inarrestabile prima con il progetto Bofill e ora con Fuksas. E´ la conferma di una fitta rete che vede come protagonisti i "soliti noti", affiancati e sospinti dall´Unione Industriali e dall´Autorità portuale, più in generale con il sostegno delle categorie economiche sotto l´ombrello della Camera di commercio, e con l´avallo esplicito e conclamato del vertice ds e della Lega delle Cooperative, seguiti a ruota da enti e partiti in ordine sparso e con varie differenziazioni, ultima in ordine di tempo quella dello Sdi, che con una mossa strategica certo ispirata dal segretario Paolo Caviglia, minaccia la verifica dell´alleanza di Palazzo Sisto IV se, come è scontato, Rifondazione e Comunisti italiani voteranno "no". Senza contare il pieno assenso dell´opposizione di centrodestra, speranzosa di fruttare sul piano politico la piccola ma pesante emorragia provocata nella maggioranza dal dissenso della sinistra radicale.

Una ragnatela di interessi, una liaison senza veli e senza incertezze. Lo dimostrano le pubbliche e ufficiali affermazioni del segretario diessino Lunardon, del presidente coop Granero e del capogruppo De Cia, affascinati fino all´incantamento (rileggere per conferma il testo dell´intervento del capogruppo diessino in consiglio comunale) per l´indiscutibile tratto geniale e l´avveniristica intuizione artistica e immaginifica dell´architetto che vota Rifondazione, ma che a Rifondazione proprio non va giù dal viceministro all´Ambiente all´assessore regionale Zunino.

La città è tutta un cantiere. Privato. Riassunto delle puntate precedenti. Si è costruito nel cuore del porto, accanto al Palacrociere: Torre Orsero con annessi e connessi; si è costruito sui resti dell´ex Mulino, sulla sponda destra del torrente Letimbro, a cinquanta passi dalla spiaggia; si sbanca, si scava e si costruirà poco più in là, nella vecchia centrale e nel palazzo dell´ex Cieli con una maxi operazione di edilizia residenziale (appartamenti, box sotterranei, negozi). Ma l´elenco è ancora lungo. In pole position le aree ex Italsider. Qui, demolito lo stabilimento e cancellati con imponenti sbancamenti i resti del promontorio di San Giorgio (anno 1100-1600) nascerà il maxi complesso del Crescent disegnato da Bofill per Orsa 2000, la società guidata della famiglia Dellepiane dopo l´uscita del terminalista Campostano. Si costruirà una torre anche nell´area ex Mottura e Fontana, nella zona di San Michele, ponente della città; si sta costruendo sulle ceneri del glorioso cinema teatro Astor, all´imbocco del Centro storico (ma i lavori sono fermi a causa delle crepe provocate dai lavori di palificazione nell´adiacente Pianacoteca). Altro cemento è previsto nell´ex Cantiere Solimano, tra l´Aurelia e il mare, zona di ponente; come per il progetto che prevede appartamenti, uffici e galleria commerciale nell´ex ospedale San Paolo, in pieno centro cittadino. Si costruirà ancora nella zona del Brandale, ad un tiro di fionda dalla Fortezza del Priamàr, dalla Darsena Vecchia e dal Crescent. Ma non basta. Incombono altri progetti e altro cemento. Binario Blu (De Filippi-Barbano), proprietaria delle aree ex Squadra Rialzo, zona centralissima, tra il torrente Letimbro e il Palazzo di Giustizia, ha affidato all´architetto svizzero Mario Botta (formatosi alla scuola di Carlo Scarpa, influenzato da Le Corbusier e Louis Isadore Kahn, e nel cui palmarès figurano le Torri Kyobo e il Museo d´Arte a Seoul, la Banca del Gottardo a Lugano, la nuova Scala di Milano, il Museum of Modern Art di San Francisco) il progetto di un "importante" centro residenziale. Un´altra cordata (De Filippi, Mirgovi, Bagnasco, Cooperative) ha pronto un progetto di edilizia residenziale, con tanto di torre, nell´area degli Orti Folconi, proprio di fronte alla stazione Mongrifone. Centinaia e centinaia di appartamenti, uffici, box in una città con poco più di 60 mila abitanti e in cui proliferano le agenzie immobiliari (una ogni 500 abitanti). Non solo Fuksas, dicevamo all´inizio. Il progetto della Margonara, esaltato come la panacea capace di guarire una città resa vulnerabile dai ritardi e dalle miopie nel progettare e superare la fase post industriale, è solo l´ultimo assalto, la spallata finale di una lobby trasversale in cui la politica va al traino dell´impresa privata, poco o nulla riservando alla collettività. E in cui le voci contrarie, prime fra tutte Italia Nostra, Campanassa, Istituto di Studi Liguri e Storia Patria, sono l´ultima, fragile barricata per fermare l´escalation dei "padroni della città".

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