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NI dei DS agli ambientalisti (10 dicembre 2003)
21 Maggio 2004
Campania felix
Nelle cronache napolatane del 10 dicembre si segnalano due elementi, apparentemente contradditori: un articolo del segretario regionale dei DS, vicino a Bassolino, e il deludente incontro delle associazioni ambientaliste con i vertici napoletani deiDS. Che farà il partito di Fassino, decisivo a Napoli?

La Repubblica

Chiediamo scusa per quel piano della Provincia

Gianfranco Nappi, Segretario Ds Campania

Dobbiamo chiedere scusa per la vicenda del Ptcp, il Piano territoriale della Provincia dl Napoli: semplicemente, non doveva accadere. Lasciamo stare le sciocchezze morali su Guido Riano: un professionista serio. Ma parliamo della politica.

Del merito, intanto. Abbiamo incontrato le associazioni ambientaliste per ascoltare. Ne abbiamo il dovere. Così come mi sembra Importantissimo l’orientamento emerso dall’ultima riunione del presidente Lamberti con i suoi assessori. Il merito chiama In causa anche il Consiglio regionale che ha da licenziare al più presto la legge urbanistica per la quale il centrosinistra deve profondere un impegno rinnovato. Tutta la vicenda interroga la politica: c’è una responsabilità che investe tutti dalla quale ripartire non per distribuire torti e ragioni ma per cogliere le Indicazioni per il futuro; Altrettanto sicuro è che non può salire in cattedra una opposizione priva dl idee.

Quali lezioni più generali possiamo trarre?

La prima. I contenuti devono tornare al centro del confronto politico. La produzione di idee non può essere delegata esclusivamente alle espressioni dl governo. Senza, i partiti diventano inessenziali o riducono la loro funzione a lotta per i “postl”, per le visibilità. Mi sorprende dunque la polemica dannosa e lnfondata che Libertà eguale e Socialismo 2000 hanno montato nel confronti del segretario Diego Belilazzi, correttisslmo nel metodo e nel merito. I partiti, a cominciare dal nostro, sappiano farsi avanti sul terreno delle Idee.

La seconda. Occorre rilanciare uno stile nelI’amminlstrare che non si deve mai smarrire: la gestione è uno strumento per realizzare una politica, non è un fine cui piegare ogni contenuto ed ogni merito. Bassolino con la sua longevità di governo riformatore è la dimostrazione di quanto questo principio sia vitale dal punto di vista etico ma anche quanto Io sia per continuare a vincere. Anche di questo dliscuteremo oggi pomeriggio all’Istituto italiano dl studi filosofici con Franco Barbagallo a proposito del suo ultimo lavoro su Enrico Berlinguer.

Vedo qua e là invece affiorare allentamenti, disabltudini a rispondere a qualcuno, che non sia se stessi, del proprio operato; vedo crescere una inclinazione in diversi luoghi ad un uso della responsabilità della gestione, volto solo alla costruzione di consenso: alt. Il più netto e fermo. Dovremo anche tornare a discutere di codici per gli incarichi amministrativi: se un professionista accetta un incarico di governo e di amministrazione non può contemporaneamente averne altri, pubblici o privati, che possano essere anche lontanamente influenzati dal suo incarico di governo; se uno dirige un partito, dirige un partito: non può contemporaneamente gestire enti pubblici o parapubblicl la cui direzione nasca da decisioni e politico-Istituzionali.

La terza. Più forza di governo e, perciò, più forza della società. Venerdì sarò al congresso della Margherita. Sosterrò che occorre avviare rapidamente la costruzione della sinistra unitaria; che occorre farlo senza pregiudiziali; che occorre coinvolgere fin dall’inizio i movimenti, le associazioni, le singole personalità che intendano concorrervi. Oggi spesso si determina un corto circuito tra partiti e società. Noi dobbiamo costruire un circuito virtuoso riaprendo il cantiere dei rinnovamento della politica. Ed è tutto il centrosinlstra che, più unito, deve stare sul terreno dell’innovazione.

La quarta. Abbiamo grandi responsabilità di governo, siamo il nucleo essenziale dl forze cui la maggioranza dei cittadini campani ha affidato da un decennio le sorti di un futuro diverso: questo è il prius della nostra politica. Andiamo ad una tornata amministrativa dl grande valore. Insieme dobbiamo determinare la massima unità e la scelta partecipata del candidati migliori. Di fronte ad appuntamenti così impegnativi, ogni disputa interna di partito deve cedere il passo al lavoro per questi obiettivi: tutto il resto ci allontana dall’esercizio delle nostre responsabilità.

Il Corriere del MezzogiornoGli ambientalisti bocciano Moccia

Vertice ieri mattina sul piano territoriale della Provincia dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste e professionali nella Federazione napoletana dei Democratici di Sinistra.

All’incontro hanno partecipato il segretario regionale dei Ds Gianfranco Nappi, il segretario provinciale Diego Belliazzi, il consigliere regionale Antonio Amato. Le associazioni hanno ancora una volta esposto, come si legge in una nota diffusa dalle stesse associazioni, “la loro ferma contrarietà al piano che, in assenza di alcun disegno strategico, priva di ogni tutela ed anzi sancisce la trasformabilità ad usi non agricoli delle porzioni di maggior pregio della provincia, per complessivi 25.000 ettari”.

Le associazioni ritengono insoddisfacenti le risposte dell’assessore Moccia e chiedono di rivedere il perimetro delle “aree di riqualificazione urbana”.

Il MattinoAmbientalisti, ancora no al piano della ProvinciaIncontro con i Ds

Ieri mattina si è tenuta in via dei Fiorentini una riunione promossa dai Ds con le associazioni ambientaliste e professionali che nelle scorse settimane hanno espresso critiche nei confronti del Ptcp approvato dalla Provincia. Le associazioni hanno ancora una volta esposto i motivi della loro ferma contrarietà al piano.

Il comunicato stampa delle associazioni ambientaliste

Questa mattina si è tenuta in via dei Fiorentini una riunione promossa dai Democratici di sinistra con le associazioni Italia Nostra, Coldiretti e WWF per entrare nel merito delle critiche che queste hanno espresso nelle scorse settimane nei confronti del Piano territoriale di coordinamento (Ptcp) adottato dal Consiglio provinciale.

Erano presenti il segretario regionale Ds Nappi, quello provinciale Belliazzi, l’on. Amato vicepresidente della commissione Urbanistica del Consiglio regionale, il sindaco di Pomigliano d’Arco e consigliere provinciale Michele Caiazzo, il neoassessore provinciale al Ptcp Moccia.

Per le associazioni erano presenti Luigi De Falco (segretario regionale Italia Nostra), Vito Amendolara (direttore Coldiretti Campania), Enzo Russo e Guido Guerrasio (WWF Campania) ed Antonio di Gennaro, consulente delle associazioni.

In apertura dell’incontro le associazioni hanno ancora una volta esposto, su invito dei segretari Nappi e Belliazzi, i motivi della loro ferma contrarietà al piano che, in assenza di alcun disegno strategico, priva di ogni tutela ed anzi sancisce la trasformabilità ad usi non agricoli delle porzioni di maggior pregio del territorio rurale della provincia, per complessivi 25.000 ettari.

Si tratta, giova ripeterlo ancora una volta, dei grandi paesaggi agrari della Penisola sorrentina, Ischia, Capri, Procida, del Vesuvio, dei Campi Flegrei e di estesi settori del Piano Campano.

Le associazioni hanno ribadito come queste aree rappresentino invece la risorsa strategica ed il principale volano dell’economia provinciale, in virtù della eccezionale produttività agronomica, del valore strategico delle produzioni tipiche, nonché dello straordinario valore ambientale e paesaggistico.

Le risposte dell’assessore al Ptcp Moccia ai rilievi mossi delle associazioni sono da queste ritenute nel complesso estremamente insoddisfacenti.

Da un lato, le associazioni hanno registrato la volontà, del resto già espressa nei giorni scorsi dell’assessore Moccia, di riparare alla mancata concertazione con le amministrazioni di settore – soprintendenze, autorità di bacino, enti parco – attraverso l’istituzione di tavoli per la definizione delle intese necessarie affinché nel Ptcp possa realmente realizzarsi la sintesi delle differenti tutele previste dai piani di settore.

Dall’altro, le associazioni giudicano negativamente la mancata disponibilità a rivedere il perimetro delle cosiddette “aree di riqualificazione urbana”, definite espressamente dall’assessore come le aree che il Ptcp assegna alla pianificazione comunale, e la cui ridiscussione metterebbe in gioco l’intero impianto del piano.

Emerge dunque – a parere delle associazioni - la vera natura che il piano assegna a queste aree pregiate, che rappresentano ambiti di completamento urbano esplicitamente contrattati con i comuni.

La mesta conclusione è che il Ptcp, invece di predisporre gli strumenti per frenare l’indiscriminato consumo di suoli fertili (la superficie aziendale agricola si è dimezzata in quarant’anni e la città è quadruplicata, a fronte di un incremento demografico inferiore al 25%), e di circoscrivere gli ambiti di riqualificazione urbana alle aree edificate di bassa qualità, getta le premesse per una nuova fase di espansione urbana, con la perdita di un ulteriore 40% di territorio rurale, a prevalente detrimento proprio dei suoli e dei paesaggi di maggior valore.

Le associazioni ritengono che l’amministrazione provinciale sia già in possesso degli strumenti tecnici e conoscitivi per individuare e tutelare nella sua unitarietà il territorio agricolo provinciale, con il ricorso a meccanismi e dispositivi diffusamente presenti in molte regioni e province italiane.

In conclusione, le associazioni che hanno partecipato all’incontro registrano un non auspicato allontanamento delle posizioni, ciò che induce a pessimistiche previsioni circa la possibilità, nel tempo a disposizione, di migliorare il Ptcp facendone uno strumento realmente idoneo a valorizzare le risorse e le opportunità di sviluppo del territorio napoletano.

Italia Nostra, Coldiretti, WWF

Napoli, 9 dicembre 2003

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